La vera natura della Naturopatia

Questo breve post vuole fare luce sulla vera natura della Naturopatia, visto che tanto se ne dice e tanto se ne scrive, ma continuano ad esistere fraintendimenti in merito al suo reale significato e soprattutto al suo utilizzo e ai suoi punti di forza.

Purtroppo l’ignoranza dilagante su certi temi legati alla salute, unita alla disinformazione dei mass media, creano grande confusione e disorientamento negli utenti finali dei servizi medici e terapeutici. La naturopatia vuole essere un sistema integrato di metodi, tecniche, rimedi e stili di vita, atti a rendere le Creature equilibrate e vitali. L’equilibrio e la vitalità portano salute, prevengono o ripristinano distonie psico-fisiche e disturbi di varia origine.

Senz’altro l’obiettivo (equilibrio e vitalità) si persegue attraverso un percorso di un certo tempo, in quanto le cure miracolose e super veloci non sono durature. Quali sono gli step di cui si avvale la Naturopatia? Prima di tutto è necessario depurare e ripulire l’organismo da tossine, inquinanti, grassi in eccesso, zuccheri. Dopodiché si va a tonificare il sistema immunitario e ad agire sulle specifiche distonie: i livelli pressori, i reflussi, i problemi intestinali, respiratori, e molto altro ancora.

La naturopatia si avvale comunque della diagnostica, laddove ce n’è bisogno. E in seguito a diagnosi specialistiche, rappresenta a volte un complemento dell’allopatia, a volte un vero e proprio sostituto molto efficace e privo di effetti collaterali. La medicina ufficiale è stupenda per i metodi diagnostici e per la chirurgia per esempio in caso di incidenti, ustioni, cadute ecc. Inoltre, è in grado di fornire farmaci salvavita fondamentali ad evitare tanti decessi. Tuttavia, ci sono due punti da affrontare: – oggi c’è un abuso degli strumenti veicolati dalla medicina ufficiale: gli antibiotici, il cortisone, i gastroprotettivi, gli psicofarmaci, gli ansiolitici, le pastiglie per la pressione vengono somministrati in un modo spesso esagerato.

Persone di 35 anni che soffrono di pressione alta, donne con la tiroide che non funziona, persone con il metabolismo in panne, ecc. Sono tutte situazioni affrontabili con la fitoterapia e con l’alimentazione. – inoltre, dobbiamo porci anche un’altra domanda: tutte queste malattie, e questi decessi per cui usiamo i salvavita, da dove arrivano? Ecco un altro limite della medicina ufficiale: il sintomo è il faro che guida le cure, non si indaga su una causa più profonda, sul collegamento tra le varie parti del corpo e anche con le emozioni e con lo stato psicologico della persona.

  • Il sintomo è la punta dell’iceberg, per cui le persone non guariscono realmente, solo placano l’allarme costituito dal sintomo e lasciano che la causa reale lavori sotterraneamente fino all’emersione di un altro sintomo. Magari uguale, magari diverso.
  • A onor del vero, molti medici collaborano con i terapeuti olistici e in particolare con i naturopati, in quanto comprendono quanto sia importante lavorare in profondità con le persone, adottando una visione più ampia dell’Essere Umano e cercando di puntare all’unico obiettivo possibile: guarire e aiutare nell’autoguarigione.
  • In fondo queste professioni sono un Servizio, e come tale vanno vissute: le professioni che prevedono una certa relazione di aiuto, sono appaganti perché ti permettono di dare ben-essere in giro, con i dovuti accorgimenti nel rendere poi indipendenti le persone, che devono piano piano imparare ad “ascoltarsi” per prevenire e talvolta auto-guarire.

Parola di Annalisa

Fonte: https://sentierodellessere.org/alimentazione/la-vera-natura-della-naturopatia/

LA CIVILTà DELL'ORTO —
La Coltivazione Elementare
di Gian Carlo Cappello

La Civiltà dell'Orto —

La Coltivazione Elementare

di Gian Carlo Cappello

L'idea di una “Civilta? dell’Orto” nasce per la sussistenza alimentare dei/delle partecipanti.

Ogni persona che contribuisce, sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi, può accedere al raccolto condiviso. Il Non-metodo di Coltivazione Elementare sviluppa il principio definito del «non fare».

Cosa non facciamo:

  • nessuna lavorazione del terreno, neppure superficiale e neppure all'inizio della coltivazione;
  • nessun uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti (ne? chimici ne? organici né omeopatici) né E.M.;
  • nessuna rotazione colturale, consociazione varietale, compostaggio, sovescio, progettazione, calendarizzazione;
  • riduciamo al minimo l'apporto di acqua irrigua;
  • nessun intervento contro le cosiddette “malattie” né contro l'erba spontanea poiché considerate parte dei processi naturali di ripristino dell'equilibrio non comprensibili alla mente razionale;
  • non scegliamo dogmaticamente sementi antiche

Cosa facciamo:

  • preserviamo il naturale equilibrio della terra e del contesto di coltivazione;
  • consideriamo la crescita delle coltivazioni come conseguenza dell’equilibrio della biosfera;
  • cerchiamo di rendere le piante coltivate quanto piu? «selvatiche» possibile;
  • promuoviamo il cambiamento e la crescita interiore, affiniamo l'intuito, il sentire, la saggezza innata e l'intrinseca capacità creativa di risoluzione dei problemi;
  • sosteniamo l'autosufficienza alimentare e il superamento dell'economia capitalista.
  • favoriamo l’inserimento di nuovi/e partecipanti che condividano questi principi.

Il CAMBIAMENTO e? POSSIBILE!

Perché leggere questo libro:

  • Per scoprire perché in agricoltura "non fare" è meglio di "fare".
  • Per sentire la voce di un esperto agrotecnico con oltre 30 anni di esperienza nel campo.
  • Perché non si tratta solo di un manuale di agricoltura, ma anche di un'inaspettata riflessione sulla società e sui comportamenti comunemente accettati, talvolta inspiegabili, dell'essere umano.

Dalla quarta di copertina

La Coltivazione Elementare è la realizzazione più avanzata della filosofia del «non fare», concepita ormai mezzo secolo fa dal contadino giapponese Masanobu Fukuoka. Essa rivisita con creatività ed estemporaneità nel contesto di per sé perfetto della Natura l'esperienza di una ruralità tramandata di generazione in generazione.

Se la tecnologia ci rende dipendenti dalla razionalità allontanandoci dalla nostra vera dimensione naturale, la Coltivazione Elementare ci può affrancare dai disastrosi tentativi dell'umanità di controllare la vita.

Nei processi naturali c'è già la ricchezza per ottenere con ottimi raccolti l'autosufficienza alimentare delle comunità. La nostra esistenza si può allineare alla perfezione imperscrutabile che è dentro di noi.

Ciò che ho scritto non è e non vuole essere soltanto un manuale, ma ripercorre i miei cinquant'anni di esperienza sul campo ed è rivolto ai lettori e alle lettrici che già coltivano o coltiveranno e ai borderline desiderosi di liberarsi dal peso della città e della società capitalista.

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