Crucifere come Strumento di Prevenzione e di Intervento Terapeutico nei Tumori

di Valentina Bennati

L’interesse degli studiosi si è concentrato sull’alto contenuto di “glucosinolati” di questi vegetali, i cui principali prodotti di degradazione, gli “isotiocianati”, hanno dimostrato proprietà anti cancerogene.

Comincia il periodo delle crucifere: broccoli, cavoli, verza, cavolini di Bruxelles (ma fanno parte di questa famiglia di vegetali anche la senape, il ravanello, la rucola, il rafano, le rape, il crescione, le cime di rapa). Sarebbe bene utilizzare spesso a tavola questo tipo di verdure perché ci sono varie ricerche che attribuiscono loro un potenziale antitumorale.

In particolare, l’interesse degli studiosi si è concentrato sull’alto contenuto di “glucosinolati” di questi vegetali, i cui principali prodotti di degradazione, gli “isotiocianati”, hanno dimostrato proprietà anti cancerogene, sia in vitro che in vivo, promuovendo l’apoptosi e incrementando la concentrazione di oncosoppressori.

I glucosinolati vengono convertiti in isotiocianati grazie a un enzima presente nella pianta che, però, viene attivato solo attraverso la masticazione o la triturazione del tessuto vegetale.

C’è da dire, inoltre, che purtroppo la cottura degrada questo enzima non consentendo la produzione degli isotiocianati. Per questo motivo è importante procedere con cotture molto brevi ma, soprattutto, sarebbe bene aggiungere sempre a fine cottura un poco di queste verdure triturate finemente a crudo e ove possibile mangiarle crude in insalata (a parte broccoli e cime di rapa che sono veramente duri).

Condivido una meta-analisi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22328735/#:~:text=Results%3A%20The%20multivariate%20odds%20ratio,kidney%20(OR%3D0.68) che ha preso in considerazione vari studi (effettuati tra il 1991 e il 2009 in Italia in Svizzera su oltre 11.000 soggetti ammalati di tumore) valutando pazienti che assumevano regolarmente almeno una porzione di verdure crucifere a settimana rispetto ad altri che invece non consumavano questo alimento.

Alla fine è emerso che i soggetti che consumavano regolarmente crucifere hanno avuto un’incidenza significativamente ridotta di vari tipi di tumore.

Le crucifere non avrebbero evidenze solo in prevenzione al rischio tumorale. Diversi lavori, infatti, hanno evidenziato che il loro uso quotidiano è anche di supporto alla terapia oncologica. Ad esempio, alcuni ricercatori hanno osservato che se si associa il sulforafano (una sostanza del gruppo degli isotiocianati derivati dalle crucifere) al chemioterapico doxorubicina, viene ridotta la sua cardiotossicità.

Articolo di Valentina Bennati

Fonte: https://t.me/CDCPiuSalute

I commenti sono chiusi.