Il Senso della Vita

di Giorgio Del Sole

Ci sono delle domane alle quali occorre dare una risposta certa, affinché il nostro piano esistenziale abbia una solidità che permetta di realizzare i propositi più alti nella propria vita.

Dalla risposta pratica e spirituale che si darà a se stessi, dipenderà molto di quello che faremo e saremo nella nostra esistenza.

Una domanda fondamentale è: Perché esisto?

Alla quale ne consegue un’altra immediatamente dopo, ossia; Quale è la mia missione in questa vita?

Ed ancora: Quale senso ha l’essere venuto al mondo e vivere?

Questi quesiti sono alla base di ogni essere umano e ne determinano se sarà mai felice oppure no, se si troverà in equilibrio, nei fisiologici Sali e scendi che la vita causerà, oppure vivrà tutto precariamente; il lavoro, gli affetti, le relazioni e la sua vita stessa!

Prima ancora di porsi queste domande, occorre definire chiaramente cosa è la vita!

La vita è una entità terza, una autonoma forma esistente, che ha anch’essa uno scopo fondante, ossia preservarsi in vita, evolversi e riprodursi.

Un essere gigantesco dalle dimensioni infinite, che si stende per tutto l’universo conosciuto.

Affinché la sua permanenza possa essere garantita, la vita si avvale di una infinita moltitudine di esseri viventi e non, nelle più disparate forme; vegetale, minerale, fluida, elettromagnetica ed infine animale, nella quale categoria siamo compresi noi esseri umani.

Un sasso serve a tenere al riparo un minuscolo insetto, il quale servirà per concimare il terreno e dare cibo ad un uccello, il terreno fertilizzato sarà la sicurezza che nuove forme di vita germoglino, ed altri esseri ancora potranno svilupparsi, riprodursi ed evolversi.

In ambito universale il sole, le galassie i buchi neri, anch’essi sono parti indispensabili all’esistenza ed evoluzione della entità vita!

Ogni esistenza, ogni nascita, ogni evoluzione è proprio il contributo del singolo essere o sistema alla sussistenza dell’entità chiamata vita!

Non di meno noi esseri umani, assolviamo a tale compito, attraverso la nostra riproduzione materiale, il nostro mangiare e capacità di costruire, contribuendo alla sussistenza ed evoluzione della vita, sino all’ultimo atto, la nostra morte, con la quale la vita libera il posto per un’altra persona, che sarà più forte e con maggiore conoscenza, beneficiando del lavoro fatto da noi prima della sua venuta al mondo, affinché possa assolvere al compito ancestrale di facilitatore di vita, ancor meglio, avendo forze nuove.

Questo non vale solo per la dimensione fisica e materialistica, ma ancor di più per quella interiore e spirituale, in quanto è proprio nella visione interiore-spirituale avviene il contatto profondo tra noi ed il senso della vita.

L’evoluzione interiore personale è quindi un importante collante tra il perché si esiste e l’evoluzione della vita, un ponte che genera egli stesso senso.

È la parte interiore che ci chiede di porci una domanda fondamentale, ossia: Quale senso debbo dare alla mia esistenza affinché io sia funzionale alla vita?

Quando incorriamo in un ostacolo oppure una sofferenza, dovremmo altresì chiederci:

Cosa mi sta chiedendo di fare la vita in questo momento, quali azioni mi induce a compiere affinché io possa trarre da questa esperienza una evoluzione per me e quindi per lei?

Ciò impone uno spostamento fondamentale dalla visione sterile del “solo per noi stessi”, a quella arricchente del “partecipe ed unificante al tutto intorno a noi”.

Quindi è errato porsi come motivo di esistenza la sola funzione di predatori di cose, di inseguitori di qualcosa da prendere o raggiungere, fosse anche solo la felicità a tutti i costi.

Io dalla vita vorrei avere successo, oppure vorrei trovare la felicità, spero di incontrare questo o quello; Queste affermazioni in realtà allontanano dal sentirsi parte tutto, perché si è concentrati e diretti come motivazione esistenziale solo su se stessi e si vive per appagare quanti più desideri possibili e basta.

Viene a mancare il vero senso del perché esistiamo, ma soprattutto non siamo più funzionali alla vita e quindi la vita stessa farà sì che a noi giunga poco o nulla, e questi propositi narcisisti, rimarranno solo chimere desiderate.

Sono moltissime le persone che a causa di questa visione errata del perché esistere, sono cadute in un vuoto profondo, nel quale trascorrono tutta la loro vita.

Questi non hanno più una evoluzione da compiere, una motivazione profonda per esistere, ed allora sfociano nella depressione esistenziale.

Dal non essere più si scivola al non esistere e peggio ancora, al non sapere neanche più di dover essere e diventare qualcosa di unico ed irripetibile, sia per se che per la vita stessa, si diventa allora preda dell’omologazione sociale o manovalanza ignara che per pochi spicci sarà al servizio di chi uno scopo se pur sinistro lo ha.

Nella visione unica di se stessi, ci si trova sempre più sprofondati nel guardare le proprie paure e parti negative, dimenticandosi che invece guardando fuori da se stessi, si può incontrare il nuovo, attraverso una conoscenza più ampia, oppure una nuova persona con la quale creare un legame affettivo arricchente.

Dentro se originano le paure ed i disagi, quindi essi svaniscono se si guarda fuori da se!

Guardare in alto, fuori da se e verso l’evoluzione della vita è l’atto creativo più rivoluzionario che un individuo possa mai fare in un contesto sociale come l’attuale, preda del nichilismo e del consumismo più sfrenato.

Affermare quindi:

Io esisto per essere funzionale alla vita!

Io voglio essere felice, donando felicità a mia volta!

 Ribadirsi come perché esistenziale: Vorrei essere ricco di possibilità e conoscenza, per arricchire di me il mondo e dare ricchezza materiale ed interiore a chi incontrerò, ci colloca nel pieno della evoluzione della vita, in un fluire carico di senso che ci colloca tra i migliori alleati della vita stessa, e sarà lei a fornirci quanta più energia e senso possibile affinché possiamo continuare ancor meglio il nostro esistere in quanto utilissimi alla vita.

Andare verso l’altro, guardare oltre se, è un esercizio che promuove la propria spiritualità, direzionandola verso un fine costruttivo e non meramente idealizzato, proporsi nell’esistere come unicità che condivide un fine evoluzionistico con un sistema di vita infinitamente ampio, è un cardine esistenziale solido sul quale fondare la propria esistenza.

Meno appartenersi e più appartenere, questo è il mio suggerimento per trovare un migliore equilibrio in questa attuale società.

Articolo di Giorgio Del Sole

Fonte: https://www.giorgiodelsole.it/mondo-interiore/il-senso-della-vita/

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