Armando Robles: “Il coronavirus non si sarebbe diffuso così ferocemente in un mondo con confini e senza così tanti scambi umani”

Armando Robles: “Il coronavirus non si sarebbe diffuso così ferocemente in un mondo con confini e senza così tanti scambi umani”

“Se c’è una cosa buona che possiamo estrarre dal coronavirus, è che ci costringerà in futuro a ridefinire i sistemi che prevalgono in Europa e che hanno avuto nella buona fede, apostasia, diversità e tutte queste patologie sociali come uno dei suoi principali segni di identità politica”.

Sono dimostrazioni fatte oggi nel programma “Good morning Spain” del direttore di Digital Alert , Armando Robles, che ha messo in dubbio il sogno chimerico di un mondo senza confini.
“quello che sta accadendo nel mondo dimostra che perfino uno come Trump ha ragione”, ha detto. “I confini devono essere chiusi ermeticamente. Un mondo senza frontiere è un mondo esposto a pericoli come il coronavirus e persino alla scomparsa della specie umana “, ha sottolineato.

Un mondo senza frontiere è esposto alle invasioni ed alle pandemie. La narrazione del mondo senza frontiere dimostra la sua inconsistenza e bisogna recuperare la sicurezza nazionale.

Robles ha difeso il principio che ogni patria europea riacquisti “il controllo della sua sicurezza nazionale” e ha sottolineato che la globalizzazione è stata una delle cause della diffusione della pandemia. “Il coronavirus non si sarebbe diffuso così ferocemente in un mondo con confini e senza così tanti nterscambi umani”, ha insistito.

Ha poi sottolineato che i confini aperti, la globalizzazione economica, il turismo di massa e il multiculturalismo, tra gli altri, ci rendono molto più vulnerabili come società.

In breve, la nostra civiltà è stata indebolita dal falso buonismo, dal relativismo, dall’apostasia e dalla diversità. Non sorprende, quindi, che i paesi occidentali siano di gran lunga i più gravemente colpiti dal coronavirus nel mondo.

“Questo è già un massacro: la Spagna supera i 500 morti in un solo giorno, raggiungendo i 2.700 e arrivando con 40.000 infetti”

“Good morning Spain”: “Casado e Abascal non possono sostenere ancora un minuto questo governo di bugiardi responsabile di così tante morti”

Hermann Terstch, deputato europeo Vox: “La Spagna oggi è Chernobyl con un governo sovietico. È un binomio criminale che deve essere infranto a tutti i costi ”

Fonte: Alerta Digital

Traduzione: Luciano Lago

Fonte: https://www.controinformazione.info/armando-robles-il-coronavirus-non-si-sarebbe-diffuso-cosi-ferocemente-in-un-mondo-con-confini-e-senza-cosi-tanti-scambi-umani/

#SOSPESA. DALLA PANDEMIA ALLA GUERRA
Diario di una giornalista libera e fuori dal coro
di Raffaella Regoli

#sospesa. Dalla Pandemia alla Guerra

Diario di una giornalista libera e fuori dal coro

di Raffaella Regoli

In questo diario, Raffaella Regoli, reporter della trasmissione “Fuori dal coro”, ci racconta, con la sua capacità di entrare dentro ai fatti e raccontarli per quello che sono, da giornalista libera, senza pregiudizi e doppie finalità, gli eventi degli ultimi mesi: dalla pandemia alle proteste contro il green pass, dagli scontri alle sospensioni dal lavoro, dalla crisi dei lockdown a quella della guerra. Eventi che hanno segnato uno spartiacque nella Storia e nelle nostre vite.

#SOSPESA è un racconto in prima persona, perché anche Raffaella, in quanto over 50, ha subito la sospensione dal lavoro per aver commesso «l’amaro crimine di difendere la mia libertà di scelta, come sancito dalla nostra Costituzione».

Estratto dal libro

Caro Governo

ti scrivo da dove mi hai confinato, agli arresti domiciliari. Sì perché a noi sospesi, ci avete lasciato senza lavoro, senza stipendio, senza dignità.

Il 24 febbraio siamo stati improvvisamente catapultati in un nuovo secolo. Schiacciati a terra da un’altra emergenza. Una nuova paura. La guerra.

Il green pass non è stato abolito, è stato semplicemente messo nel cassetto, nell’attesa di una nuova Pandemia. O peggio, quello che ci aspetta, di una nuova carestia.

Dicono del libro

Sono qui a scrivere, alle tre di notte, perché le voglio bene. Perché è una persona vera. E perché è una grandissima giornalista. Una delle migliori inviate televisive d’Italia, se non la migliore. Lo penso, lo dico sempre, non ho dubbi a metterlo per iscritto.

Le ho visto fare servizi su tutto, dal periodo d’oro della Costa Smeralda (imperdibile il suo reportage fra i venticinque maxi frigoriferi della villa dove Lele Mora ospitava i vip dell’epoca) ai quartieri disagiati delle città, dove è riuscita a farsi accettare dalle gang più sballate. Ha tirato fuori i video pazzeschi dei bambini strappati alle mamme per far capire che Bibbiano non era solo a Bibbiano. E quando è scoppiata l’emergenza Covid è stata la prima a buttarsi dentro gli ospedali, con un tatto e un coraggio difficili da immaginare. Allo stesso modo, quando è scoppiata la scintilla di Trieste, era l’unica là davanti, in prima fila, a prendersi botte e acqua insieme ai portuali che pregavano e cantavano.

Dalla prefazione di Mario Giordano

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