Vaccini Covid mai obbligo. Chi lo fa finisce al Tribunale penale internazionale

di Antonio Amorosi (affaritaliani.it)

Stare chiusi in casa o vaccinarci? Potremmo andare verso questo dilemma. Anche perché oltre a chiuderci in casa i decisori politici non sembrano andare e sono passati 10 mesi dallo scoppio dell’epidemia.

Avvocato Francesco Scifo

Avvocato Francesco Scifo

C’è il vaccino. Qualcuno, tra i politici e gli esperti virologi o presunti tali, ha già proposto di renderli obbligatori per accedere ai servizi, iniziando da alcune categorie. Prima o poi potrà esserci l’obbligo di vaccinarsi contro la Sars-Cov-2? Ne abbiamo parlato con l’avvocato cagliaritano Francesco Scifo, esperto di diritto europeo, di diritti umani e patrocinante in Cassazione (da giovane si è fatto le ossa con le difese d’ufficio in Cassazione).

“Lei ha twittato di recente ‘Il vaccino è sperimentale, quindi, chi ne favorisce l’obbligo di assunzione, finisce dritto davanti al Tribunale penale internazionale per violazione del divieto di sperimentazione sull’uomo’. Può spiegarci cosa intende?”.

“Ci troviamo di fronte inequivocabilmente a…”.

“A una gamma nuova di vaccini, certo…”

“È una sperimentazione diversa dai tipi vaccini precedenti, tradizionali per i quali si è previsto l’obbligo in alcuni casi, ed è una sperimentazione che non ha avuto modo di vedere gli effetti sul breve, nel medio e nel lungo periodo, a prescindere dal fatto che poi burocraticamente si possa dire che l’Agenzia europea del farmaco oppure l’Aifa abbia approvato il vaccino sperimentale. No, il vaccino rimane sempre sperimentale a prescindere dal fatto che venga approvato da un organo governativo, da un medico-scienziato o da un burocrate. Questo perché la sperimentazione dipende dalla quantità di tempo che quel vaccino viene provato”.

E quindi?

“Abbiamo una serie di convenzioni internazionali che partono dal processo di Norimberga che in una parte riguardava i medici nazisti che avevano operato nei campi di concentramento. Devo ricordare che anche in quell’occasione si effettuarono varie sperimentazioni tra cui anche vaccinali, per cui da allora fu elaborato il principio fondamentale che è quello del consenso informato”.

“Spieghi ai lettori cos’è…”

“La sperimentazione sull’uomo si può fare ma necessita di quello che si chiama consenso informato”.

“Cioè il soggetto che vuole fare il vaccino deve essere d’accordo, non lo si può obbligare, e deve essere informato su quali possono essere le conseguenze, giusto?”.

“Si, serve essere d’accordo e questo consenso deve essere anche informato”.

“Cioè deve essere consapevole delle conseguenze possibili?”.

“Esattamente. Per questo vaccino abbiamo solo i risultati a brevissimo tempo. Quindi anche chi viene sottoposto al vaccino attuale, non conoscendone anche le conseguenze a breve termine, non può neanche prestare il consenso informato. È una sperimentazione sull’uomo senza consenso informato. Questo va già a violare nell’ordine i principi di Norimberga, la dichiarazione di Helsinki che è la base di tutti i comportamenti medici in tutto il mondo, la dichiarazione dell’Unesco che anch’essa prevede un consenso informato senza parlare di altri trattati e da ultimo non va dimenticato il regolamento europeo che disciplina la sperimentazione sull’uomo e anch’esso tra i suoi cardini, per quanto riguarda le sperimentazione sull’uomo, ha il consenso informato”.

“Cosa si può dire a coloro, decisori pubblici, politici ed esperti, che vogliono rendere obbligatorio il vaccino contro il Sars-Cov-2 ?”

“Che fanno istigazione a violare le leggi e a violare i trattati firmati dall’Italia. Certo, se si basano sul principio della forza allora sarà difficile scardinare questo tipo di azione, come lo era per i criminali nazisti. Ma nel momento in cui questa cosa finirà verranno tutti processati e condannati”.

“Perché trattasi sempre di sperimentazione sull’uomo e quindi non la si può rendere obbligatoria?

“Si, proprio così”.

“Ci sono categorie di persone, mi vengono in mente quelle che lavorano nell’esercito, i medici, gli operatori sanitari, le forze di polizia, dove l’elemento del servizio pubblico e del rapporto gerarchico hanno una forza preponderante. Per queste categorie vale lo stesso principio che indicava lei o per loro ci sono eccezioni?”

“Va ricordato che un ordine manifestamente illegittimo non elimina la responsabilità dell’esecutore. Nel caso specifico se la persona si vuole sottoporre alla sperimentazione può farlo”.

“Certo… ma se vuole rifiutare?”

“Può altrettanto legittimamente rifiutarsi e se viene sanzionato, demansionato o licenziato può andare davanti ai giudici del lavoro e fare valere i propri diritti… “.

“Si è parlato di obbligo del vaccino per utilizzare i mezzi pubblici o i servizi pubblici…”

“Queste norme eventuali verranno impugnate e portate davanti alla giustizia”.

“Quanti legali, secondo lei, sono disposti a dare battaglia in questa direzione?”

“Nel nostro network ne siamo già alcune migliaia come ‘Giuristi per la legalità’, ‘1000 avvocati per la Costituzione’ e una rete giuridica internazionale dove ci sono avvocati in tutto il mondo, collaboriamo con avvocati americani, tedeschi, francesi. Su questo principio faremo, come stiamo facendo, denunce in tutta Europa. In Italia le stiamo facendo sugli altri fronti relativi ai Dpcm”.

E c’è la possibilità di un patrocinio legale gratuito?

“Difenderemo tutti gratis”.

Fonte: https://www.affaritaliani.it/coronavirus/vaccini-covid-mai-obbligochi-lo-fa-finisce-al-tribunale-penale-internazionale-712756.html

Fonte: https://comedonchisciotte.org/vaccini-covid-mai-obbligo-chi-lo-fa-finisce-al-tribunale-penale-internazionale/

I CODICI DELLA SAGGEZZA
Parole antiche per riprogrammare il cervello e guarire il cuore
di Gregg Braden

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Parole antiche per riprogrammare il cervello e guarire il cuore

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Scopri gli insegnamenti degli antichi Maestri per riprogrammare il cervello e guarire il cuore.

"I Codici della Saggezza", il nuovo best seller di Gregg Braden, contiene capitoli dedicati alla guarigione dell'anima, al superamento di paure e incertezze e alla conquista del perdono.

La neurolinguistica d'avanguardia incontra l'antica saggezza in una raccolta di parole chiave che letteralmente riprogrammano il nostro cervello.

Le nuove scoperte nel campo della biologia e delle neuroscienze rivelano che le strutture del linguaggio possono effettivamente cambiare il modo in cui i neuroni si connettono nel cervello e nel cuore.

Le parole che pensiamo e diciamo si riflettono sul nostro modo di agire e possono modificare la nostra percezione del mondo e di noi stessi. I nostri antenati l'avevano già intuito migliaia di anni fa. Per questo crearono specifiche formule verbali capaci di offrire forza interiore, codificando potenti parole in preghiere, canti, mantra, inni e testi sacri per tramandarle alle future generazioni.

Gregg Braden, amato insegnante e leader di pensiero, decifra questi codici e ti permette di accedere al potere di quelle parole.

Pensiamo con le parole. Parliamo con le parole. Nel silenzio della mente, ascoltiamo i messaggi verbali dei pensieri inconsci che, secondo le stime scientifiche, si ripetono al ritmo vorticoso di sessantamila, ottantamila volte al giorno.

Ulteriori evidenze indicano che il potere delle parole va ben oltre ciò che le statistiche hanno rivelato in passato. Recenti studi confermano una teoria avanzata per la prima volta agli inizi del Novecento: le parole del linguaggio quotidiano influenzano direttamente la "programmazione" del cervello, determinando come pensiamo e persino cosa siamo capaci di pensare.

La correlazione tra parola e vita ha implicazioni profonde. Sembra infatti che il linguaggio che usiamo - le parole che scegliamo per descrivere noi stessi e condividere pensieri, sensazioni, emozioni e convinzioni - formi l'ossatura del senso di unità o di separazione che viviamo quando pensiamo ai problemi della vita quotidiana e a come risolverli.

La correlazione ormai accertata tra parola e cervello ha aperto le porte a un interrogativo ancora più profondo: è possibile riprogrammare il cervello per scoprire nuovi modi di risolvere i problemi scegliendo specifiche parole per affrontare le sfide della vita? In altri termini, la scelta consapevole di parole e schemi verbali può realmente aiutarci a pensare e a sentire in maniera diversa nei momenti di crisi, di trauma, di perdita e di bisogno?

La risposta breve è sì. La risposta più approfondita è il tema di questo libro.

Con lo stile semplice e diretto che lo contraddistingue, Braden raccoglie in questo volume gli esiti delle sue ricerche mettendoli a tua disposizione per fornirti un pratico strumento di conoscenza che ti supporti nei momenti più complicati della vita.

Ancora oggi, queste parole rassicurano, proteggono e guariscono.

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