Un “cassetto” per i brutti ricordi: così il cervello ci aiuta a dimenticare

Nel nostro cervello c’è una sorta di “cassetto” in cui confinare i ricordi spiacevoli e traumatici.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Università di Cambridge che per la ricerca si sono avvalsi dell’ausilio di risonanze magnetiche. Tuttavia, resta ancora da capire con esattezza come operino i circuiti nervosi del nostro cervello.

È una questione di chimica

L’archiviazione dei brutti ricordi è resa possibile dal neurotrasmettitore Gaba, l’acido γ-amminobutirrico. Questo agisce direttamente sull’ippocampo, che è il magazzino della nostra memoria, e consente di smistare e confinare i ricordi più dolorosi.

Cosa succede se non si archiviano i ricordi

Secondo gli studiosi questa funzione permetterebbe di dimenticare il passato negativo e di guardare avanti. È stato dimostrato, infatti, che quando questo meccanismo non avviene correttamente possono sorgere disturbi di vario tipo, tra i quali anche schizofrenia, ansia e depressione. “Quando questa archiviazione non avviene possono svilupparsi importanti disturbi mentali – ha spiegato Michael Anderson, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio -. Questa capacità di dimenticare i fatti spiacevoli è fondamentale per il nostro benessere”.

Fonte: https://rivistanatura.com/il-cervello-ci-aiuta-a-dimenticare/

L'ORTO SENZA FATICA
di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

L'Orto senza Fatica

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

Questo libro non è solo un manuale di orticoltura, genere inviso alla Stout. È molto, molto di più.

Le domande più comuni di chi inizia a coltivare in maniera naturale trovano qui una risposta: la terra va lavorata e concimata ogni tanto? Quanto si deve irrigare? Che fare se arrivano le lumache? Si possono coltivare grandi appezzamenti con il "Metodo Stout"? Quali materiali si possono usare per una buona pacciamatura? La copertura di materiale vegetale non consuma l'azoto nel terreno? Quando e come va ripristinata la pacciamatura? Come si procede con le semine e le piantagioni in presenza di pacciamatura? Quanto materiale vegetale consuma ogni anno un orto pacciamato?

L'elenco dei quesiti che gli appassionati (e i critici) rivolgono alla Stout trova puntualmente risposte ineccepibili. E talvolta anche irridenti se gli interlocutori si mostrano arroganti.

"Le difficoltà derivano dal cercare di seguire le indicazioni di qualcun altro, obbedendo a delle regole invece di usare il proprio buon senso", chiosa la Stout.

Ruth è una persona simpatica e diventa subito familiare, questo rende più che piacevole lo scorrere delle pagine. È facile vedere in lei la vera precorritrice delle moderne metodologie di coltivazione biologica.

Ma un'altra ragione che mi ha motivato a diffondere in Italia questa pubblicazione è che essa può essere definita indispensabile per coloro che intendano intraprendere con le sole proprie forze il percorso verso una coltivazione veramente secondo Natura, magari per approdare alla Coltivazione Elementare.

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