Stress sociale: come può alterare la flora batterica

di Lucia Marangia

È stato dimostrato che l’esposizione allo stress psicologico sotto forma di conflitto sociale può alterare la flora intestinale.

Secondo un nuovo studio della Georgia State University, l’esposizione allo stress psicologico sotto forma di conflitto sociale, è sufficiente ad alterare la flora batterica nelle cavie da laboratorio, composte da criceti siriani.

Messaggio pubblicitario È stato a lungo detto che gli umani hanno “sentimenti viscerali” , ma non è noto come l’intestino possa comunicare quei “sentimenti” al cervello. È stato dimostrato che il microbiota intestinale, la complessa comunità di microrganismi che vivono nei tratti digestivi dell’uomo e di altri animali, può inviare segnali al cervello e viceversa.

Inoltre, dati recenti hanno evidenziato che lo stress è in grado di alterare il microbiota intestinale. Per quanto riguarda gli esseri umani lo stress più comune è quello relativo alle relazioni socialistress che può innescare o peggiorare alcune forme di malattia mentale come l’ansia e la depressione.

I ricercatori hanno esaminato se, un lieve stress sociale generato da una situazione di conflitto  possa alterare il microbiota intestinale nei criceti; e se, in tal caso, questa risposta sia diversa negli animali che “vincono” rispetto a quelli che “perdono”.

I criceti sono ideali per studiare lo stress sociale perché formano rapidamente gerarchie di dominanza. In questo studio, coppie di maschi adulti sono stati messi insieme e hanno iniziato rapidamente a competere, fino a che non si è avuto un animale dominante (vincitore) ed uno subordinato (perdente). I loro microbi intestinali sono stati campionati prima e dopo il primo incontro e dopo nove interazioni.
Il campionamento è stato eseguito anche in un gruppo di controllo di criceti che, non essendo mai stati messi in condizioni competitive, non hanno subito stress sociale.

I risultati, pubblicati nella rivista Behavioral Brain Research, ci dicono che anche una singola esposizione allo stress sociale causa un cambiamento nel microbiota intestinale, cambiamento simile a quello che si sarebbe potuto osservare in seguito ad altri eventi stressanti (fisici) molto più gravi.
Inoltre  questo cambiamento diventa più evidente dopo esposizioni ripetute a stress sociale.

Messaggio pubblicitario I ricercatori, partendo dal presupposto che i “perdenti” sono soggetti ad un rilascio più marcato dell’ormone dello stress, hanno inizialmente ipotizzato che i cambiamenti del microbiota sarebbero stati più evidenti proprio tra chi aveva subito una sconfitta.
Inoltre, i dati hanno evidenziato che lo stress sociale indipendentemente dal fatto di vincere o perdere, ha comunque modificato il microbiota dei contendenti.

Una scoperta intrigante è invece arrivata dall’analisi dei campioni presi prima che gli animali fossero posti in contesti competitivi.
Questi risultati suggeriscono la presenza di una comunicazione bidirezionale tra il cervello e l’intestino che non a caso, sempre più spesso, viene indicato come il “secondo cervello”.
Da un lato c’è lo stress che ha un impatto sul microbiota, e dall’altro la tipologia di batteri intestinali che sembra in qualche modo avere influenza sulle modalità con le quali l’organismo risponde allo stress.

Questo studio offre l’evidenza che il microbiota intestinale può regolare il comportamento sociale.

Articolo di Lucia Marangia

Bibliografia

Fonte: https://www.stateofmind.it/2018/04/stress-sociale-problemi-intestino/

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Cosa possiamo fare di concreto per contribuire alla naturale efficienza del nostro Sistema Immunitario? Non è proprio l'indebolimento delle difese che predispone il terreno organico al contagio e alle epidemie?

Stranamente gli esperti del mainstream non si sono minimamente interessati a spiegare come potenziare l'immunità dell'uomo, e dall'altra a descriverci l'esistenza di molecole naturali potentissime nei confronti dei virus.

Tutti loro all'unisono e a comando si sono occupati esclusivamente del distanziamento sociale, dei gel tossici per le mani e delle ridicole mascherine, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Oggigiorno purtroppo il pensiero unico infarcito di paura è totalmente direzionato verso la positività, il distanziamento, la mascherina, i tamponi e i vaccini.

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C'è chi non esce più di casa se non per fare la spesa, e quando lo fa si barda come il ricercatore di un laboratorio di massima sicurezza. Tutto questo rasenta la follia.

Un'enorme responsabilità ricade sui media, che hanno veicolato per mesi soltanto notizie e immagini di morte e disperazione.

Impaurire le masse ha delle conseguenze molto pericolose, che si possono osservare in natura quando un gregge di pecore in preda al panico può essere trascinato in un burrone senza battere ciglio.

La questione Paura è talmente importante che le è stata dedicata tutta la seconda parte del libro.

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Ben prima di parlare di vaccini o di medicine, dobbiamo e possiamo ricorrere a numerosi metodi e rimedi, integratori e prodotti diversi tutti strettamente naturali, che rafforzino le difese dell'organismo e blocchino sul nascere ogni attacco esterno.

Una persona che ha queste informazioni e sa come approcciarsi, sa anche come difendersi.

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