Spirale: un simbolo magico sempre esistito

Galileo Galilei, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, riteneva che “il libro della natura è scritto coi caratteri della geometria”, confermando che l’armonia del mondo si manifesta nella forma e nel numero.

In natura la figura geometrica più ricorrente è proprio la spirale. Possiamo trovarla per esempio:

-Nel girasole, i cui semi sono disposti secondo due gruppi di spirali logaritmiche occupando nel modo più efficiente lo spazio circolare al centro del fiore;

-Nelle pigne;

-Nell’ananas;

-Nelle piante grasse, le spine sono spesso disposte secondo delle spirali;

-Nei venti dei cicloni che in pieno sviluppo convergono verso il centro a velocità che possono raggiungere i 300 Km/h, descrivendo spirali quasi perfette, antiorarie nell’emisfero boreale e orarie in quello australe;

-Nel DNA, la molecola che racchiude l’informazione genetica di ciascun essere umano ha una struttura a doppia elica, costituita da due spirali complementari che si intrecciano;

-Nell’apparato uditivo: la coclea è una componente dell’orecchio interno. La sua forma ricorda il guscio di una chiocciola. La coclea di destra presenta un avvolgimento in senso antiorario, mentre quella di sinistra in senso orario. La chiocciola o coclea, permette di percepire le vibrazioni prodotte dalle onde sonore.

-Nelle galassie: nei bracci a spirale della Via Lattea per esempio;

-Nella fillotassi, ovvero lo studio della disposizione dei diversi elementi nelle piante: la crescita di rami, foglie, semi avviene in modo da essere ottimale e meno dispendiosa possibile;

-Nei gasteropodi: lumache, chiocciole, trottole di mare, conchiglie etc;

-Nella traiettoria che seguono i falchi che si avvicinano alla loro preda: il loro angolo di vista migliore coincide con l’inclinazione della spirale;

-Nella traiettoria che seguono gli insetti che volano che si avvicinano ad una sorgente di luce.

La figura della spirale è collegata al simbolismo del cerchio, l’universo si muove a spirali, se soffiamo del fumo lo vedremo allontanarsi da noi con un movimento a spirale, le stesse forze che agiscono sull’aria e sull’acqua danno origine alla forza gravitazionale che crea gli atomi e le galassie.

Per questo la spirale è la forma assunta dall’infinitamente grande e dall’infinitamente piccolo e indica un moto circolare che si avvicina e si allontana da un punto centrale.

Antiche spirali incise su pietra sono state ritrovate in Inghilterra e Francia e presso i nativi americani. Inoltre la spirale è la forma più primitiva di labirinto nel suo movimento verso il centro.

Il disegno sinuoso della spirale allude alla forma del serpente e spesso trasmette la ricchezza simbolica ad esso associata: le spirali possono girare verso destra o verso sinistra: se la figura gira in senso orario, indica un segnale positivo di energia che emerge dalla coscienza, nell’altro senso, quello antiorario, suggerisce invece un’involuzione dell’energia che collassa verso il centro o nell’inconscio.

http://runelore.it/magia-esoterismo/significato-simbolo-spirale.html

http://www.spiralifrattali.altervista.org/spirali.htm

Fonte: http://www.facegood.org/spirale-un-simbolo-magico-sempre-esistito/

L'ORTO SENZA FATICA
di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

L'Orto senza Fatica

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

Questo libro non è solo un manuale di orticoltura, genere inviso alla Stout. È molto, molto di più.

Le domande più comuni di chi inizia a coltivare in maniera naturale trovano qui una risposta: la terra va lavorata e concimata ogni tanto? Quanto si deve irrigare? Che fare se arrivano le lumache? Si possono coltivare grandi appezzamenti con il "Metodo Stout"? Quali materiali si possono usare per una buona pacciamatura? La copertura di materiale vegetale non consuma l'azoto nel terreno? Quando e come va ripristinata la pacciamatura? Come si procede con le semine e le piantagioni in presenza di pacciamatura? Quanto materiale vegetale consuma ogni anno un orto pacciamato?

L'elenco dei quesiti che gli appassionati (e i critici) rivolgono alla Stout trova puntualmente risposte ineccepibili. E talvolta anche irridenti se gli interlocutori si mostrano arroganti.

"Le difficoltà derivano dal cercare di seguire le indicazioni di qualcun altro, obbedendo a delle regole invece di usare il proprio buon senso", chiosa la Stout.

Ruth è una persona simpatica e diventa subito familiare, questo rende più che piacevole lo scorrere delle pagine. È facile vedere in lei la vera precorritrice delle moderne metodologie di coltivazione biologica.

Ma un'altra ragione che mi ha motivato a diffondere in Italia questa pubblicazione è che essa può essere definita indispensabile per coloro che intendano intraprendere con le sole proprie forze il percorso verso una coltivazione veramente secondo Natura, magari per approdare alla Coltivazione Elementare.

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