Soros prima dell’epidemia di coronavirus:”la Cina va punita”

di Cesare Sacchetti

Esattamente di questi tempi, un anno prima dello scoppio dell’epidemia di coronavirus in Cina, George Soros vergava un durissimo articolo contro la Cina di Xi Jinping, il presidente cinese.

L’articolo, pubblicato sull’Australian Financial Review, aveva un titolo inequivocabile, ovvero “Xi Jinping è il nemico più pericoloso“.

Perchè la Cina comunista di Xi Jinping finisce improvvisamente ne libro nero del magnate americano?

Secondo Soros, Pechino in questo momento storico rappresenta una inaccettabile minaccia per “la società aperta” ed è pertanto auspicabile una uscita di scena del presidente cinese.

Il fondatore della Open Society, che in italiano vuol dire appunto “società aperta”, teme che il regime comunista cinese possa mettere a repentaglio questa idea alla quale il magnate americano ha praticamente dedicato tutta la sua vita.

Con società aperta si intende quel modello di società liberale piuttosto in voga in Occidente che non mira alla salvaguardia dell’identità e della cultura nazionale di una nazione.

Al contrario, questa società apre i suoi confini alle migrazioni di massa pressoché illimitate, bolla come “fascista” qualsiasi pulsione di difesa delle tradizioni nazionali e fa del liberalismo il suo riferimento principale, soprattutto nelle linee di politica economica.

Soros scrive che la Cina di Xi Jinping rappresenta una minaccia per i diritti dei suoi cittadini dal momento che essa sta per varare una tecnologia denominata “sistema di credito sociale”, in base alla quale il regime comunista sarà in grado di identificare anticipatamente i nemici del partito unico.

Appare difficile credere che il magnate non si sia accorto prima che in Cina la democrazia non c’è mai stata, soprattutto negli ultimi 50 anni.

Se si guarda difatti alle statistiche a disposizione, nonostante la Cina non rilasci numeri ufficiali a questo proposito, Pechino ha il triste primato del record di esecuzioni capitali nel mondo, superando l’insieme del resto dei Paesi del mondo.

Il regime comunista non è mai stato quindi un modello per i diritti umani, eppure uomini come George Soros non hanno avuto alcuna difficoltà fino a poco tempo fa a intrattenere rapporti con il Paese.

Le élite finanziarie di Davos, alle quali appartiene certamente il magnate, descrivevano la Cina come un modello per “la globalizzazione economica” solamente fino a poco tempo fa.

Le élite globaliste hanno costruito la potenza economica della Cina

La Cina difatti è stato il Paese che ha permesso la folle accelerazione verso la globalizzazione dagli anni’90 in poi.

Ma il processo di trasformazione di questa economia, che nel 1986 aveva un PIL pro capite  di appena 282 dollari, e 30 anni dopo invece arrivava a 8.100 dollari, non è stato casuale.

Le élite internazionali hanno costruito un sistema di regole economiche tale da permettere l’incredibile ascesa del drago cinese.

Si pensi a questo proposito alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’OMC,  che hanno praticamente permesso alle merci cinesi a basso costo di inondare i mercati europei ed americani.

Le delocalizzazioni delle grandi imprese sono state una diretta conseguenza di questo sistema.

Le grandi corporation americane ed europee si sono spostate in massa verso la Cina e hanno accumulato enormi utili esportando in Occidente le merci prodotte a basso costo.

L’UE e gli Stati Uniti, fino all’avvento della presidenza Trump, hanno permesso tutto questo applicando un ferreo liberismo economico e astenendosi da qualsiasi intervento pubblico per impedire la deindustrializzazione o imporre dazi alle merci prodotte in Cina.

In altre parole, l’Occidente è stato il migliore alleato della Cina ma questo idillio ora sembra essere finito.

Soros ora la definisce un “pericolo” e mette in guardia da un nemico che non può essere fermato solo dai governi nazionali.

Un cambio di prospettiva radicale ammesso dallo stesso Soros che fino a poco tempo prima voleva integrare la Cina nella “governance globale”, ovvero nell’establishment globalista costituito dal circolo di Davos.

La Cina non risponde più alle élite globaliste di Davos

Ma Pechino non ha interesse a perseguire l’edificazione di una governance globale. La Cina più semplicemente non ha fatto altro che sfruttare la globalizzazione per costruire il suo impero economico globale.

Se si dà uno sguardo alla mappa degli investimenti effettuati dalle sue imprese pubbliche e private in Europa, si intuisce prontamente questa strategia.

La mappa degli investimenti cinesi  in Europa (Bloomberg)

La mappa degli investimenti cinesi  in Europa (Bloomberg)

 

Le grandi corporation hanno acquisito infrastrutture fondamentali come porti e aeroporti senza trascurare altri settori come quello del nucleare, dell’eolico e quello sportivo, dove tra l’altro hanno rilevato anche l’Inter.

L’obbiettivo è quindi quello di costruire una superpotenza economica e tecnologica tale da sostituire gli Stati Uniti nei prossimi 20 anni.

Pechino non è interessata a perseguire un modello di società aperta liberale dove sono le grandi organizzazioni sovranazionali ad imporsi sugli stati nazionali.

Ecco perchè le élite hanno deciso che non si può più trattare con i cinesi e che è arrivato il momento di demolire ciò che loro stesse hanno costruito.

Da notare in questo caso la singolare convergenza di Trump e Soros nel voler colpire la Cina, ma è una concordanza dettata da ragioni opposte.

ll primo difatti vuole limitare l’espansionismo cinese per proteggere gli interessi di Washington, mentre al secondo sta a cuore che si rafforzi la governance globale.

Due mesi dopo l’articolo scritto da Soros, sono iniziate le proteste di Hong Kong contro il regime comunista cinese, che qualche osservatore ha definito come una sorta di rivoluzione colorata, nella quale il fondatore della Open Society è certamente maestro.

Un anno dopo invece la Cina affronta un’altra piaga, quella dell’epidemia di coronavirus che sta portando la quarantena in intere città.

Non si vuole certo dire che quanto stia accadendo sia una diretta conseguenza di quanto voluto da Soros.

Ma è singolare notare che da quando la Cina non gode più dei favori delle élite globaliste, le cose non le vadano più tanto bene.

Articolo di Cesare Sacchetti

Fonte: https://lacrunadellago.net/2020/02/06/soros-prima-dellepidemia-di-coronavirusla-cina-va-punita/

IL PROFUMO DELLA LUNA
di Selene Calloni Williams

Il Profumo della Luna

di Selene Calloni Williams

Il Profumo della Luna è un romanzo (una "Favola di Potere") che narra l'incredibile, eppure autentica, avventura di tre sciamani siberiani che l'autrice ha personalmente conosciuto e frequentato nei suoi viaggi in Siberia.

La storia raccontata in questo libro parla dell'amore passionale che lega un ragazzo e una ragazza, un vecchio e una vecchia, parla di aquile e mondi sotterranei, descrive il "viaggio sciamanico" e il trionfo dell'amore sulla paura e sulla morte. Non é un racconto qualunque; lascia dei segreti attivi, dei tesori, come cristalli magici che entrano nel corpo tra una pagina e l'altra, tra una avventura mozzafiato e l'altra.

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Kazimir, Svetlana ed Anastasiya sono personaggi reali. Abitano un luogo assai remoto della steppa siberiana. Kazimir è un potentissimo sciamano bianco, guaritore, la cui fama è arrivata fino a Mosca, in Kazakistan e in Mongolia. Svetlana è una Sciamana nera, capace di viaggiare nel mondo sotterraneo, il regno dell'invisibilità, degli avi, dei sogni, dell'anima e di condurre altri con sé, nello straordinario viaggio sciamanico. Anastasiya, la nipote di Svetlana, è una sciamana che, caso probabilmente unico al mondo, unisce in sé le competenze dello sciamanismo bianco e nero.

Chi la conosce o anche chi ne ha solo sentito parlare, guarda a lei come a una reincarnazione della mitica Principessa dell'Altaj.

Selene Calloni Williams e suo figlio Michelangelo Chini, hanno conosciuto i tre sciamani per caso mentre, in un uno dei loro incredibili viaggi di ricerca, stavano cercando di raggiungere con una jeep fuoristrada il luogo dove è stata ritrovata la mummia della Principessa dell'Altaj.

Per conquistare la fiducia dei tre sciamani, Selene e Michelangelo li hanno visitati più volte, persino in inverno, quando la steppa arriva a una temperatura di meno quaranta.

Un giorno Svetlana ha deciso di consegnare loro un "racconto di potere".

Una "favola di potere" porta con sé immagini capaci di suggerire nuove possibilità di pensiero e di azione.

In questo mondo tutto è immaginazione e niente che non sia stato prima immaginato può accadere. Per esempio, come avrebbe potuto il primo uomo cacciare il primo mammut o il primo tirannosauro azzannare il primo velociraptor, se nell'istinto non fosse esistita l'immagine della caccia? Per portare in essere un comportamento c'è sempre bisogno di un'immagine guida.

Queste sono quelle immagini che gli antichi chiamarono dei e che gli psicanalisti definiscono archetipi: le forme originarie delle esperienze.

Gli sciamani possiedono l'arte di dialogare con gli dei. Gli sciamani sono bardi, cantastorie, conoscono racconti capaci di portare in essere immagini, cioè possibilità, prima inesplorate e con ciò possono risolvere problemi altrimenti insormontabili.

Questi racconti non sono storie qualunque, sono "favole di potere".

 


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Il videocorso Mp4 di Selene Calloni Williams
"Mindfulness Immaginale e OMI"
Videocorso della durata di 2 ore e 10 minuti
che potrai scaricare subito dopo aver acquistato il libro.

Essere più consapevoli, lucidi, avere maggiore presenza mentale è un risultato che si può raggiungere attraverso la meditazione. Ma anche sciogliere paure, insicurezze e superare la sensazione di non essere mai abbastanza, che abbiamo accumulato nella nostra infanzia ed adolescenza, ci aiuta ad essere più consapevoli, più concentrati. Paure e insicurezze, infatti, chiudono la nostra visione, i nostri sensi, ci rendono meno vivi, meno presenti, diminuendo la nostra capacità di sentire, di esserci, di vedere e comprendere.

Struttura del videocorso:

1. INTRODUZIONE ALLA MINDFULNESS IMMAGINALE
2. LA MEDITAZIONE SUL RESPIRO: ANAPANASATI I E
3. ANAPANASATI II
4. OMI, One Minute Immersion
5. La MEDITAZIONE SULLO SCHELETRO
6. LA MEDITAZIONE SUL CORPO: "LA CONTEMPLAZIONE OGGETTO CORPOREO NELL'OGGETTO CORPOREO"
7. LA MEDITAZIONE SU UN OGGETTO: "ALOKA KASINA"
8. CONCLUSIONI

Si tratta di un corso di meditazione e mindfulness ad approccio immaginale, nel quale viene spiegata anche la tecnica OMI "One Minute Immersion", creata da Selene Calloni Williams, una tecnica molto adatta al mondo di oggi, che è sempre di corsa e indaffarato. Si tratta di meditare per un minuto in modo molto intenso e di ripetere l'immersione nella meditazione più volte nella giornata. OMI, One Minute Immersion, è la potente tecnica, ideata da Selene, per il contatto diretto con la natura e con l'anima in una manciata di secondi per più volte durante la giornata, con costanza, durante diverse e specifiche attività quotidiane. Nel corso vengono spiegate anche la meditazione sul respiro, sul corpo e sullo scheletro.

 

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