Selfie pericolosi in ambienti di apparente bellezza

Nel mondo esistono località verso cui si dirige il turismo, attratto da apparenti bellezze che nascondono insidie.

Selfie pericolosi in ambienti di apparente bellezza

Una di queste si trova in Galizia, regione a nord-ovest della Spagna. Presso Monte Neme, c’è un lago dalle acque di un intenso blu, che i turisti hanno scoperto da pochi anni e che utilizzano come sfondo per foto mozzafiato.

Monte Neme foto per articolo: Selfie pericolosi in ambienti di apparente bellezza
Monte Neme

In realtà, la laguna deve l’incredibile colorazione alla contaminazione chimica dell’acqua, localizzandosi alla base di una miniera di tungsteno attiva dal 1923 e abbandonata nel 2012.

Selfie pericolosi in ambienti di apparente bellezza: Monte Neme
Monte Neme

L’ambita meta, quindi, altro non è se non un pericoloso contenitore di rifiuti tossici. Nonostante numerosi cartelli vietino la balneazione, i turisti non resistono al fascino delle sue tonalità, tuffandosi nel lago inquinato. Il tungsteno, sciolto nell’acqua, è alcalino e la concentrazione è così alta da provocare eruzioni cutanee, reazioni allergiche, problemi ad occhi e mucose, nausee e disturbi gastrointestinali.
Eppure, ogni fine settimana, il numero delle visite aumenta così come i bagnanti che, per portare a casa un’immagine stupefacente, sono disposti a subire fastidi fisici.

Selfie pericolosi in ambienti di apparente bellezza: Novosibirsk, Siberia
Novosibirsk, Siberia

In Siberia, presso Novosibirsk, esiste un altro lago le cui sfumature turchesi lo fanno assomigliare alle Maldive.

Nelle sue acque confluiscono gli scarti di produzione di una centrale elettrica che le rendono alcaline, come in Galizia, a causa della presenza di sali di calcio e ossidi di metallo.

Selfie pericolosi Novosibirsk, Siberia
Novosibirsk, Siberia

Le autorità affermano che il livello di radiazioni è nella norma ma che il lago non è balneabile, dato che le sostanze disciolte nell’acqua causano irritazioni e reazioni allergiche. Inoltre, il fondo fangoso è simile alle sabbie mobili e rende difficoltoso uscirne.

Selfie pericolosi: Novosibirsk, Siberia 3
Novosibirsk, Siberia

Nonostante i pericoli, anche qui il numero di turisti è in aumento. Si organizzano i primi tour che portano modelle per servizi fotografici pubblicitari o sposi in cerca di album matrimoniali unici.

Coloro che, per ottenere un selfie particolare, si avventurano sul lago con materassini gonfiabili o tavole da surf, corrono i rischi maggiori.

Chernobyl, Ucraina
Chernobyl, Ucraina

Un altro luogo in cui cresce il numero di turisti è Chernobyl, in Ucraina.
Il 26 aprile del 1986, alle ore 1.50, l’esplosione del reattore numero 4 della centrale atomica vicina alla città provocò il più grave incidente nucleare civile.

La popolazione del territorio circostante fino a un raggio di trenta chilometri, ammontante a circa 200.000 persone, venne evacuata. Tutt’oggi è una zona interdetta in cui le radiazioni sono ancora a un livello di pericolosità molto alto.

Chernobyl, Ucraina 2
Chernobyl, Ucraina

I viaggi organizzati sono richiestissimi in un luogo desolato e pericoloso come Chernobyl, che ha conosciuto la sofferenza di coloro che hanno messo in sicurezza l’impianto, all’inizio senza protezioni per le radiazioni, e degli abitanti, costretti ad abbandonare la propria casa all’improvviso e per sempre.

Chernobyl, Ucraina 4
Chernobyl, Ucraina

I cartelli dei tour-operator mostrano il funereo logo del Trefoil, il simbolo delle radiazioni nucleari formato da un cerchio con fondo giallo e tre eliche nere. Nei negozi che accolgono i visitatori, si vendono cartoline con il Trefoil in ogni combinazione, e il giallo e il nero riempiono le vetrine che offrono gadget di tutti i tipi.

Selfie pericolosi: Chernobyl, Ucraina 3
Chernobyl, Ucraina

I turisti sfidano la radioattività e fanno la fila per pranzare nei ristoranti sorti nella città per accoglierli: in una società in cui il cibo sano e biologico è sempre più richiesto, un selfie sembra valere molto più della salute.

Foto e Selfie pericolosi a ChernobylChernobyl, Ucraina

Raccontare di essere stato in quella località pare più importante della sicurezza personale, così come portare un trofeo come testimonianza, senza soffermarsi a pensare alle conseguenze del comportamento umano, alle sofferenze subite e che ancora patisce chi è stato colpito dalle radiazioni della centrale nucleare.

L’uomo sembra accecato dal potere offerto dalla tecnologia e, dimentico della storia da cui può apprendere preziosi insegnamenti, segue senza ragionare vacue mode create per distogliere l’attenzione dai problemi contingenti.

A Chernobyl arrivano almeno 70.000 turisti l’anno ma, dopo la serie televisiva che racconta il disastro avvenuto nel 1986, si prevede saliranno a 100.000.

Selfie pericolosi: Chernobyl, Ucraina 5Chernobyl, Ucraina

La guida turistica che accompagna le comitive ha con sé un misuratore di radiazioni che indica, in determinate zone “calde”, che sono ancora elevate: 158 microroentgen quando la dose letale è 300.

I turisti ascoltano affascinati le parole delle guide che raccontano come il giorno dell’esplosione si arrivò a 2000 microroentgen e che nessuno degli abitanti ne era a conoscenza.

Chi visita questi luoghi rischia malesseri immediati come mal di stomaco e mal di testa. È vietato toccare il terreno o sdraiarsi perché ci sono grandi quantità di metallo radioattivo. È anche proibito accendere fuochi o fare barbecue, e il divieto è nato perché qualche ospite ha celebrato la visita con un inappropriato picnic.

I turisti visitano il centro commerciale, gli edifici distrutti dal tempo e scattano fotografie ai cartelli arrugginiti o ai giocattoli lasciati per terra nelle case abbandonate, senza riflettere che si tratta del risultato di azioni umane che mettono in pericolo la vita di tutti gli esseri viventi, distruggendo l’ambiente. Lo scempio provocato non diventa un monito per il futuro ma si trasforma in attrazione, un originale e raro gadget da mostrare orgogliosi.

L’entusiasmo di comunicare con una fotografia pubblicandola su un “social” prevale su ogni altra considerazione, appiattendo sentimenti e capacità di ragionare.

Alla fine, un selfie che cattura immagini di morte viene mostrato come rappresentazione di bellezza. Un modo per abituarsi a vivere in una realtà “falsa”, dove l’ambiente sembra sano e privo di criticità, come se la vita si condensasse in un clic da esibire e non ci fosse altro, dimenticando che in quei luoghi non si può sopravvivere.

Leggi anche: Dal glifosato alla foresta amazzonica, la Terra chiede aiuto.

Foto da Flickr: Giles Thomas, Wikipedia.

Fonte: https://caffebook.it/2019/09/13/selfie-pericolosi-in-ambienti-di-apparente-bellezza/

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