Ron Desantis sul COVID

Molti hanno accusato i Patrioti di essere dei traditori o dei doppiogiochisti, questo solo perché hanno permesso la produzione e vendita dei vaccini.

Come vi ho spiegato i Patrioti non hanno obbligato nessuno ad iniettarseli, li hanno forniti per chi li ha richiesti, come è giusto che sia. Tutti hanno il diritto ad avere le cure che ritengono giuste. Si chiama “dittatura sanitaria” quando imponi una sola cura a tutti, quando invece PROPONI diverse cure a tutti, si chiama “libera scelta sanitaria”.

Ed è quello che hanno fatto i Patrioti, che si prendono cura di tutti i loro cittadini.

Eppure Ron DeSantis, il Governatore della Florida che ospita il Presidente Donald J. Trump, ha già detto che non imporrà mai il passaporto vaccinale.

Ma c’è dell’ altro, ha ben espresso il suo parere sul Covid (infatti la Florida è uno dei pochi stati che ha riaperto completamente, eliminando l’ obbligo di distanziamento e mascherina anche al chiuso)…

Chi ha tradito chi? I Patrioti non hanno tradito la loro gente.
Ovviamente nessun coprifuoco da parte loro (nemmeno durante la prima ondata). Loro amano il loro popolo, non lo odiano.

E’ tutto un film, smettila di sognare e di dubitare.
I Patrioti sono dalla tua parte.

“Ci servono davvero questi vaccni”?

RON DESANTIS (Governatore della Florida – 21 Aprile 2021)

Fonte: https://thegiustice.altervista.org/ron-desantis-sul-covid/

LA CIVILTà DELL'ORTO —
La Coltivazione Elementare
di Gian Carlo Cappello

La Civiltà dell'Orto —

La Coltivazione Elementare

di Gian Carlo Cappello

L'idea di una “Civilta? dell’Orto” nasce per la sussistenza alimentare dei/delle partecipanti.

Ogni persona che contribuisce, sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi, può accedere al raccolto condiviso. Il Non-metodo di Coltivazione Elementare sviluppa il principio definito del «non fare».

Cosa non facciamo:

  • nessuna lavorazione del terreno, neppure superficiale e neppure all'inizio della coltivazione;
  • nessun uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti (ne? chimici ne? organici né omeopatici) né E.M.;
  • nessuna rotazione colturale, consociazione varietale, compostaggio, sovescio, progettazione, calendarizzazione;
  • riduciamo al minimo l'apporto di acqua irrigua;
  • nessun intervento contro le cosiddette “malattie” né contro l'erba spontanea poiché considerate parte dei processi naturali di ripristino dell'equilibrio non comprensibili alla mente razionale;
  • non scegliamo dogmaticamente sementi antiche

Cosa facciamo:

  • preserviamo il naturale equilibrio della terra e del contesto di coltivazione;
  • consideriamo la crescita delle coltivazioni come conseguenza dell’equilibrio della biosfera;
  • cerchiamo di rendere le piante coltivate quanto piu? «selvatiche» possibile;
  • promuoviamo il cambiamento e la crescita interiore, affiniamo l'intuito, il sentire, la saggezza innata e l'intrinseca capacità creativa di risoluzione dei problemi;
  • sosteniamo l'autosufficienza alimentare e il superamento dell'economia capitalista.
  • favoriamo l’inserimento di nuovi/e partecipanti che condividano questi principi.

Il CAMBIAMENTO e? POSSIBILE!

Perché leggere questo libro:

  • Per scoprire perché in agricoltura "non fare" è meglio di "fare".
  • Per sentire la voce di un esperto agrotecnico con oltre 30 anni di esperienza nel campo.
  • Perché non si tratta solo di un manuale di agricoltura, ma anche di un'inaspettata riflessione sulla società e sui comportamenti comunemente accettati, talvolta inspiegabili, dell'essere umano.

Dalla quarta di copertina

La Coltivazione Elementare è la realizzazione più avanzata della filosofia del «non fare», concepita ormai mezzo secolo fa dal contadino giapponese Masanobu Fukuoka. Essa rivisita con creatività ed estemporaneità nel contesto di per sé perfetto della Natura l'esperienza di una ruralità tramandata di generazione in generazione.

Se la tecnologia ci rende dipendenti dalla razionalità allontanandoci dalla nostra vera dimensione naturale, la Coltivazione Elementare ci può affrancare dai disastrosi tentativi dell'umanità di controllare la vita.

Nei processi naturali c'è già la ricchezza per ottenere con ottimi raccolti l'autosufficienza alimentare delle comunità. La nostra esistenza si può allineare alla perfezione imperscrutabile che è dentro di noi.

Ciò che ho scritto non è e non vuole essere soltanto un manuale, ma ripercorre i miei cinquant'anni di esperienza sul campo ed è rivolto ai lettori e alle lettrici che già coltivano o coltiveranno e ai borderline desiderosi di liberarsi dal peso della città e della società capitalista.

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