Rocchetta Mattei: medicina alternativa e misteriosi rituali in un castello dell’Appennino bolognese

Il castello Rocchetta Mattei si trova in un piccolo borgo dell’Appennino bolognese, Grizzana Morandi, ed è un luogo incredibile. Non è solo un castello, non è solo una rocca, non è solo la dimora del nobile conte Mattei, è un percorso iniziatico e a volte salvifico per chi ha voluto curarsi con l’elettromeopatia.

Nel 1850 il conte Cesare Mattei pone la prima pietra della Rocchetta sulle rovine di un vecchio castello.
Il conte, nato nel 1809, ha grandi possedimenti terrieri e un ottimo rapporto con il papato.
Fino al 1848 si occupa di politica che abbandona per approfondire la sua conoscenza della medicina.

Si appassiona di omeopatia ed è avversato dalla medicina ufficiale anche perché, senza essere un medico, elabora nel 1881 una scienza dal nome elettroemopatia.
Combinazioni di granuli simil-omeopatici e fluidi elettrici secondo Mattei ristabiliscono le polarità del corpo umano sanandolo.
I preparati venivano da lui confezionati e spediti, e il loro potere curativo rimane a oggi un segreto.
I suoi rimedi sono stati la medicina alternativa più usata al mondo dal 1850 al 1950, e ancora oggi è praticata in molte parti del mondo.

La Rocchetta è la dimora dell’eclettico conte Mattei, un edificio anomalo come collocazione e architettura.
Visitarla è come vivere un pezzo di Spagna del Sud nel bel mezzo dell’Appennino bolognese.
Mattei ha voluto infatti ornare il suo castello con cupole a cipolla, archi e cortili sul modelli dell’Alhambra e della cattedrale di Cordoba.

Ma al di là dell’impatto visivo alquanto singolare, la Rocchetta Mattei è un intreccio simbolico e labirintico fatto di decori, scale ripide, cortili di accesso e stanze a tema ornati da stucchi e mosaici che in un gioco tra il vero, il verosimile e l’illusione dovevano accogliere colui che richiedeva il rimedio attraverso un percorso massonico fatto di tappe, simbologie ed interpretazioni.

Si attraversano porte, cortili e si ammirano da dentro e da fuori le torri dalle forme insolite, ci si affaccia sui giardini dove Mattei coltivava le piante dei rimedi, si visitano stanze a dir poco eclettiche quale il suo mausoleo, la sala che sarebbe dovuta servire a festeggiare il suo novantesimo compleanno (morirà ad 87 anni) con altri 90 novantenni, la cappella con archi moreschi, il cortile simile all’Alhambra, il suo studio insonorizzato dove parlando a bassa voce offriva le cure a chi gli affidava la propria salute.

Mattei era un signore rispettato e amato dalla gente del luogo, una sorta di benefattore che si circondava di gente, aveva un suo giullare e scherniva con sottile ironia chi lo aveva invece in antipatia.
Un personaggio la cui vita è ricca di episodi e aneddoti che non è difficile immaginare realizzarsi fra queste stanze e il dedalo di corridoi del castello.

La sua fama in vita arrivò fino in Russia tanto che viene citato, per voce del diavolo, anche da Dostojevski nei “Fratelli Karamazov”.

Molte sembrerebbero le guarigioni attestate ma, dalla sua morte, parte del segreto dei suoi rimedi non è più conosciuto e nel 1968 gli eredi terminano la loro commercializzazione.

La Rocchetta vive alterne vicende legate ai dissesti finanziari degli eredi.
Durante la Seconda Guerra Mondiale divenne comando tedesco e per questo fu saccheggiata dagli Alleati.
Il castello andò in rovina fino a che, nel 1995, nacque l’associazione SOS Rocchetta onlus che portò avanti un’opera di sensibilizzazione per il recupero dell’immobile.
Nel 2005 la fondazione Carisbo lo acquista e finanzia il restauro conservativo.

Fonte: nonsoloturisti.it

Fonte: http://ambranna.blogspot.com/2017/10/rocchetta-mattei-medicina-alternativa-e.html

LA CRISI DEL MONDO MODERNO
Nuova Edizione critica - Introduzione di Julius Evola
di René Guénon

La Crisi del Mondo Moderno

Nuova Edizione critica - Introduzione di Julius Evola

di René Guénon

René Guénon, che è stato il principale esponente del "tradizionalismo integrale", con una preparazione senza pari nel campo delle dottrine di sapienza orientali e occidentali, è già una sicura garanzia che l'argomento indicato nel titolo sia trattato ad un livello assai diverso da quello proprio ai fin troppo numerosi scrittori che lo hanno affrontato estemporaneamente.

In esso, la "crisi del mondo moderno" viene anzitutto inquadrata in una vasta prospettiva storica, in relazione a quella "età oscura", fase terminale di un ciclo e conclusione di una lunga concatenazione di cause e di effetti, preconizzata da tempi lontani.

I principali aspetti per i quali lo sviluppo del mondo moderno ha portato a una crisi inevitabile e profonda vengono magistralmente analizzati a uno a uno, non solo nel campo sociale ma anche in quello della concezione generale della vita e della conoscenza.

A tali aspetti viene dato rilievo anche mediante un confronto fra l'Occidente moderno e ciò che fu il mondo tradizionale orientale, ma altresì europeo, e portano a considerazioni su problemi generali, come per esempio, quello dei rapporti fra contemplazione e azione.

Dal tempo in cui il libro fu scritto le sue tesi hanno trovato una conferma precisa e la loro attualità appare senz'altro confermata.

L'introduzione di Julius Evola – esponente, in Italia, di una linea di pensiero parallela a quella del Guénon – offre utili punti di riferimento per un inquadramento adeguato delle prospettive generali e della problematica esposte nel libro.

Le novità della nuova edizione:

  • Le tre introduzioni di Evola alle tre precedenti edizioni
  • Una lettera inedita di Guénon a Evola sulla Crisi
  • Un'Appendice con tre saggi di Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa e Alberto Ventura

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