Orrore in Piazza San Pietro. Protesta social contro il Presepe “Alieno” del Vaticano: “In stile con questo Papa”

di Stefania Piazzo 

Non piace, e non è una questione a quanto pare di estetica, ma di forma. E la forma, si sa, è sostanza.

Sulla pagina social “Vatican News” viene presentato così.

“A Piazza San Pietro si allestisce il Presepe in ceramica italiana, dono di Castelli in provincia di Teramo, che insieme al maestoso Albero di Natale giunto dalla Slovenia, verrà inaugurato venerdì alle 16.30, in una cerimonia ristretta e presieduta dal Presidente e dal Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L’albero e il presepe rimarranno esposti ai visitatori fino al 10 gennaio 2021, Festa del Battesimo del Signore”.

Un’origine importante, ma quello che si presenta ai nostri occhi è a distanze siderali dall’immagine della sacra famiglia del presepe tradizionale. Di certo genera stupore, ma non è lo stupore, non è la meraviglia che nasce davanti a qualcosa che evochi dolcezza, tenerezza, la semplicità della povertà, dell’essenziale.

Così Giuseppe Reguzzoni. “La bellezza è lo splendore del vero (se e quando c’è il vero). Presepe di Piazza San Pietro, Roma. L’orrore. Viva i papi del Rinascimento, che almeno amavano le donne e la bellezza!”.

Lapidario il giudizio di Sara Fumagalli. “A immagine è somiglianza della “strana chiesa” … “ma Dio aveva altri progetti” [cit. Beata Caterina Emmerick]”.

Luca Viglianesi: Al posto di Maria, Giuseppe, Gesù troviamo esseri infernali, bulloni con teste mozzate appoggiate sopra di essi, sarcofagi funerei, mostri sinistri e minacciosi la cui mortifera presenza incute angoscia, se non terrore, negli sfortunati passanti. Oltraggio infame ad opera di autentici e diabolici profanatori del Sacro. La presenza del Maligno si manifesta, ed escogita tale indecenza come segno inequivocabile della sua presenza. Tutto torna.

Così Fiorenzo Casarin. “Gli antichi greci definivano la bellezza e di conseguenza un’opera d’arte come un qualcosa che ha armonia, proporzione, equilibrio, grazia… Ai nostri tempi un certo Marcel Duchamp, un cosiddetto artista, fece come opera d’arte un water, un urinatoio….con questo si è praticamente deciso di chiamare “opera d’arte” una qualsiasi porcata….. Quindi dire che questo presepe è un’opera d’arte non vuol dire nulla…. Ormai questa definizione non ha più senso”. E Valentina Camini: “Orribile..Perché produci ceramica..non significa creare bruttezza moderna.. il senso del bello,del gusto,l’armonia delle forme?!?!Un presepe deve far sognare,ti deve immergere nella contemplazione del Mistero! Qua vien voglia di volgere altrove lo sguardo.. Ma l’ispirazione???? Avete presente quel moto interiore,che spingeva artisti,di gran genio ad opere rimaste nella storia,anche se non in sintonia con la chiesa.. bah.. il bello,il gusto,il genio,ahimè non ci sono più.. l’artista..che non sia in crisi..”.

Marilena Rahe. “Dopo la Chiesa pachamama arriva il presepe alieno, un’ offesa al buon gusto, all’arte e allo spirito mistico e cattolico del Natale…”.

Alesso Di Giampasquale: “Lascio le valutazioni artistiche a chi di arte se ne intende. Questo presepe a me, da quanto sembra, non ispira nulla della fede e della devozione che mi aspetto dall’arte sacra”.

Filomena Mezzatesta: “A me non piace. Non è necessario essere critici d’arte, nostro Signore ci ha dotato di tutte le emozioni oltre che della parola per poterlo dire. Un’opera d’arte deve suscitare emozione a chi lo guarda,mia opinione ma comprendo che si adatti a questo Pontificato”.

Fonte: https://www.lanuovapadania.it/cultura/orrore-in-piazza-san-pietro-protesta-social-contro-il-presepe-alieno-del-vaticano-in-stile-con-questo-papa/

TAROCCHI DI MARSIGLIA DI CAMOIN E JODOROWSKY — CARTE
di Alejandro Jodorowsky, Philippe Camoin

Tarocchi di Marsiglia di Camoin e Jodorowsky — Carte

di Alejandro Jodorowsky, Philippe Camoin

I Tarocchi di Marsiglia sono tra i più famosi al mondo e vengono considerati la Versione classica del mazzo di Tarocchi.

Mazzo interamente ridisegnato a mano da Philippe Camoin in collaborazione con Alejandro Jodorowsky

Philippe Camoin, erede dei maestri fabbricanti di carte marsigliesi che hanno diffuso i Tarocchi di Marsiglia dal 1760, e Alejandro Jodorowsky, cineasta e appassionato di Tarocchi, hanno lavorato insieme per ricostruire i Tarocchi di Marsiglia, al fine di recuperare i concetti esoterici e filosofici presenti nei Tarocchi originali.

La fabbrica della famiglia Camoin risale al 1760 grazie al suo fondatore Nicolas Conver, ma i suoi Tarocchi non contenevano la Struttura Cifrata presente nei tarocchi Camoin-Jodorowsky. I Tarocchi che Philippe Camoin ha creato con Alejandro Jodorowsky si distinguono chiaramente dai Tarocchi di Conver, sia per i colori che per la quantità di simboli.

Alejandro Jodorowsky ha voluto "restaurare" i Tarocchi di Marsiglia, nel senso di restituire loro una nuova forza e l'importanza che realmente meritano. Per Jodorowsky e Camoin, i Tarocchi sono una macchina metafisica. Camoin voleva esteriorizzare una Struttura Cifrata esoterica che altrimenti sarebbe stata persa nei secoli.

Combinando simboli presi nei vecchi tarocchi diffusi in tutta l'Europa, i due autori sono riusciti a ricreare un insieme simbolico coerente e completamente inedito.

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