Nuovi studi suggeriscono che i Neanderthal non si sono mai estinti

di April Holloway – traduzione di Enrico Galimberti 

Il dibattito scientifico che riguarda la scomparsa dei Neanderthal è in corso da decenni con uno stuolo di esperti a proporre fattori come i cambiamenti climatici, la lotta per l’approvvigionamento delle risorse, la limitata intelligenza fra le cause della loro estinzione.

Ma ora una nuova ricerca pubblicata sulla rivista PLOS ONE suggerisce che i Neanderthal non si sarebbero estinti affatto. Piuttosto, svanirono gradualmente attraverso l’incrocio genetico, assimilandosi nei primi esseri umani.

La dott.ssa Paola Villa, del Museo della University of Colorado e il Prof. Wil Roebroeks della Leiden University, hanno scritto sulla rivista elettronica Public Library of Science ONE sostenendo che le differenze tra le due sub-specie umane non sono sufficienti per spiegare l’estinzione dei Neanderthal. La ricerca avrebbe scoperto che il genoma di Homo Sapiens e quello di Neanderthal sono geneticamente identici al 99,84 percento, e hanno meno di 100 proteine che differiscono nella sequenza aminoacida.

Gli esperti hanno teorizzato che i Neanderthal si estinsero perché erano mentalmente, tecnologicamente e culturalmente inferiori agli Homo sapiens incapaci di competere per risorse limitate. Ma la dott.ssa Villa e il Professore Roebroeks hanno detto nel loro rapporto, “possiamo concludere che tutte le spiegazioni su base archeologica, per la scomparsa dei Neanderthal … sono errate”.

Gli scienziati hanno condotto un’analisi su reperti archeologici risalenti a 200,000 anni e hanno scoperto che i Neanderthal realizzavano utensili e armi efficaci, portavano ornamenti come artigli d’aquila, utilizzati ocra, mangiavano piante e pesci, usavano il fuoco creavano spazi organizzati per la vita nelle loro caverne. In molti casi, questo accadeva prima dell’arrivo degli esseri umani moderni, e quindi i comportamenti non potevano essere stati copiati da loro. Questo dimostra che l’uomo di Neanderthal non era inferiore ai primi esseri umani in quello che potenzialmente potevano acquisire.

Un’ulteriore prova deriva dai reperti fossili . Una serie di studi recenti ha presentato la prova di consanguineità tra Neanderthal e gli esseri umani . Alcune caratteristiche umane come sono state riscontrate in fossili dei tardi Neanderthal, e viceversa , alcune caratteristiche di Neanderthal sono state osservate nei primi esemplari di esseri umani moderni in Europa . Inoltre , i geni di Neanderthal sono stati trovati nel moderno DNA umano.

“Gli studi genetici ora suggeriscono che il dibattito sulla scomparsa dei Neanderthal deve essere riformulato in termini di un certo grado di ibridazione “, hanno scritto gli autori dello studio, che sostengono che i Neanderthal e i primi esseri umani moderni si siano probabilmente ibridati in Europa e nel Medio Oriente circa 50.000 anni fa.

Gli autori dello studio hanno concluso che ” i Neanderthal non si estinsero, anche se la loro morfologia caratteristica è scomparsa.”

Invece i Neanderthal furono assimilati nella popolazione umana (“Uomo Nuovo?” n.d.T.) in espansione.

Fonte: http://www.acam.it/i-neanderthal-non-si-sono-mai-estinti/

LE APOCALISSI DI GIOVANNI
Tra Efeso e Patmos... Duemila anni fa
di Daniel Meurois

Le Apocalissi di Giovanni

Tra Efeso e Patmos... Duemila anni fa

di Daniel Meurois

Un'opera dedicata alle rivelazioni dell'apostolo Giovanni. Verità profonde di ambiti inesplorati che riguardano non soltanto gli esseri che siamo, la Creazione e il Divino, ma anche il divenire della nostra umanità.

Facendo seguito a Il Libro segreto di Gesù, quest'opera di Daniel Meurois ci invita ora a camminare a fianco del discepolo Giovanni, nel periodo in cui visse tra Efeso e Patmos, qualche anno dopo la Crocifissione. Un percorso sorprendente e commovente di cui i testi ufficiali ci dicono poco, ma che qui è notevolmente illuminato dalla capacità dell'autore di esplorare la Memoria dell'Akasha.

Ne risulta una storia altamente iniziatica che ci fa andare di Rivelazione in Rivelazione, in altre parole da un'Apocalisse a un'altra, alla scoperta degli Insegnamenti più segreti che il Cristo affidò al beneamato discepolo Giovanni.

Facendoci viaggiare dalle Origini della Divinità alla Creazione del Cosmo passando per l'enigma degli Arconti, questo libro ci offre una straordinaria testimonianza portatrice di Risveglio, stimolante e attuale come poche altre nelle opere di Daniel Meurois. In effetti, afferma che saremmo prigionieri di una griglia spazio-temporale di cui il Soffio critico universale — attraverso le Epoche e le Tradizioni —sarebbe la Chiave liberatrice da attivare con urgenza.

Abitato dalla memoria di Giovanni impregnata di quella di Maria, ecco dunque un testo ricco di una moltitudine di perle trasformatrici. Gioielli la cui Onda di Libertà allarga le sbarre dietro le quali le costruzioni illusorie dell'uomo hanno sempre cercato di rimpicciolire il Divino.

Come uno specchio quindi, queste pagine ci aiutano a sentirci protagonisti del lavoro sul nostro Sé e costituiscono un riflesso di quello che potrebbe essere il nostro percorso interiore.

La parola “apocalisse”, che deriva dal greco, non significa “fine del mondo”, come comunemente si crede, ma “rivelazione”. E quest’opera contiene Rivelazioni che nascono dalla consultazione molto precisa, metodica e rispettosa della cosiddetta “Memoria del Tempo”.

Perché leggerlo

  • Per viaggiare dalle origini della Divinità alla creazione del cosmo, passando per l’enigma degli Arconti
  • Per ascoltare una straordinaria testimonianza portatrice di Risveglio, stimolante e attuale come poche altre
  • È un vero e proprio invito ad addentrarsi in verità profonde, su territori inesplorati, e a scavare in certi misteri che riguardano non solo gli esseri che siamo, la Creazione e il Divino, ma anche il futuro della nostra umanità.

"Da una parte e dall'altra del velo della vita, nessuno nasce né se ne va nudo come pensa..."

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