Nuova normalità per assuefatti

di Marco Della Luna

Addestramento alla sottomissione. Assuefare alla repressione delle libertà fondamentali, a coercizioni senza senso e utilità, alla punizione dell’esercizio dei diritti, alla violazione sistematica della privacy, al tracciamento costante, alla falsificazione dei dati scientifici, alla distorsione della statistica, all’obbligo di menzogna, al diritto di terrorizzare, alla privazione del lavoro, all’esclusione dalla scuola, alla frammentazione della socialità, al divieto di riunirsi politicamente, alla tabuizzazione del dissenso, a mascherarsi al prossimo, alla respirazione della propria anidride, all’invasione del controllo, allo stupro statale della sovranità corporea, alla vaccinazione a scatola chiusa, alla incertezza dal reddito e delle tasse, alla preclusione del voto, alla partitocrazia voltagabbana, all’informazione irreggimentata, alla reclusione domiciliare comunale regionale, all’impossibilità di programmare, alla chiusura dei confini. Ce metodo, c’è scienza, in questo trattamento global.

Mentre la Casta produce crisi dopo crisi, finanziarie, terroristiche, migratorie, climatiche, pandemiche, a proprio beneficio perché nella crisi la Casta può governare senza vincoli, approfittando dell’emergenza, senza controlli o dibattiti, e soprattutto senza la necessità alquanto imbarazzante di dover dichiarare all’opinione pubblica quale è il suo programma per il medio e lungo termine.

Alla Casta capace di esprimere solo politicanti e banchieri e non statisti, la crisi permanente o il permanente succedersi delle crisi è estremamente utile, le semplifica la vita, la libera dall’opposizione e le moltiplica i redditi.

Con questa pandemia ha imparato a servirsi del terrore cronico, e seguiterà sostituendo una crisi con un’altra, ma nella continuità dell’assuefazione mediante ripetizione alla nuova normalità senza libertà.

Solo un trauma esterno romperà la sua magica macchina del potere irresponsabile.

Articolo di Marco Della Luna

Fonte: https://marcodellaluna.info/sito/2021/03/02/nuova-normalita-per-assuefatti/

L'ORTO SENZA FATICA —
di Ruth Stout

L'Orto senza Fatica —

di Ruth Stout

Questo libro non è solo un manuale di orticoltura, genere inviso alla Stout. È molto, molto di più.

Le domande più comuni di chi inizia a coltivare in maniera naturale trovano qui una risposta: la terra va lavorata e concimata ogni tanto? Quanto si deve irrigare? Che fare se arrivano le lumache? Si possono coltivare grandi appezzamenti con il "Metodo Stout"? Quali materiali si possono usare per una buona pacciamatura? La copertura di materiale vegetale non consuma l'azoto nel terreno? Quando e come va ripristinata la pacciamatura? Come si procede con le semine e le piantagioni in presenza di pacciamatura? Quanto materiale vegetale consuma ogni anno un orto pacciamato?

L'elenco dei quesiti che gli appassionati (e i critici) rivolgono alla Stout trova puntualmente risposte ineccepibili. E talvolta anche irridenti se gli interlocutori si mostrano arroganti.

"Le difficoltà derivano dal cercare di seguire le indicazioni di qualcun altro, obbedendo a delle regole invece di usare il proprio buon senso", chiosa la Stout.

Ruth è una persona simpatica e diventa subito familiare, questo rende più che piacevole lo scorrere delle pagine. È facile vedere in lei la vera precorritrice delle moderne metodologie di coltivazione biologica.

Ma un'altra ragione che mi ha motivato a diffondere in Italia questa pubblicazione è che essa può essere definita indispensabile per coloro che intendano intraprendere con le sole proprie forze il percorso verso una coltivazione veramente secondo Natura, magari per approdare alla Coltivazione Elementare.

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