Nuccio Ordine: “la buona scuola è solo quella in cui sono buoni professori”

In un periodo buio, buissimo, per il sistema dell’istruzione nazionale, che sempre più sta gettando nel dimenticatoio la vera essenza dell’importanza della formazione, ci sono ancora – per fortuna – docenti che si rifiutano di concepire quello scolastico come un ambiente dove parcheggiare giovani apatici nel periodo di vita che va dall’infanzia all’adolescenza. Nuccio Ordine è uno di questi: tenta di ribellarsi alla legittimazione smisurata dell’utilizzo degli smartphones in classe, si oppone all’idea che l’alternanza scuola-lavoro possa sostituire le ore di lezione tradizionali, crede ancora con forte convinzione che la cultura sia uno degli aspetti più utili nella vita di un essere umano e di un Paese.

Professor Ordine, l'”utilità dell’inutile”, prima ancora di essere il titolo di un suo libro, è un concetto. Cosa significa?

Si tratta di due termini che, per essere capiti, vanno inseriti in un contesto ben preciso: se noi volessimo sapere cosa è utile e cosa è inutile nella nostra società, basta guardare i bilanci dei governi. Semplicemente, è utile ciò che non viene tagliato. Inutile è invece ciò che viene tagliato: la scuola e l’università, la cultura, le biblioteche e i beni archeologici.

Come è possibile che la cultura sia ritenuta inutile?

Essa non produce profitto ed il vero dramma è che proprio i saperi in senso lato, che dunque non producono profitto, sono invece a mio avviso ciò di cui l’umanità ha più bisogno. La letteratura, la filosofia, l’arte, le biblioteche, gli scavi archeologici … Sono tutti fondamentali per cercare di rendere più umana l’umanità.

Che futuro prevede per il mondo della scuola, dell’università e dell’istruzione in generale?

Di fronte a noi, adesso, abbiamo un quadro disastroso: siamo in un momento in cui la scuola soffre perché non ci sono finanziamenti, in cui si riducono i sostegni alle università e alla ricerca scientifica di base, in cui il numero dei docenti si è ridotto vorticosamente negli ultimi anni a causa dei pensionamenti non rimpiazzabili. La tendenza generale è quella di pensare che la scuola moderna, la cosiddetta “buona scuola”, consista nell’investimento di soldi per la scuola digitale: questa è una follia terribile! Introdurre e legittimare, come è stato fatto negli ultimi giorni, l’uso dello smartphone in classe è una pazzia. Si crede che per leggere Dante e per studiare Kant sia necessario avere il supporto digitale, quando invece tutti sappiamo che la “buona scuola” la fanno solo e soltanto i buoni professori. Anziché investire per la formazione, per la selezione e per la retribuzione dei docenti, ci siamo abituati a pensare che un professore che abbia una classe fornita di smartphone possa far circolare meglio il sapere.

Cioè?

Basterebbe guardare ciò che è accaduto in Paesi che hanno già fatto questi esperimenti, come il Regno Unito: lì, si sono spesi milioni e milioni di sterline per investimenti di tipo digitale e, alla fine, gli ispettori non riescono ancora a comprendere se e in quale modo tali dispositivi digitali siano riusciti realmente a far studiare meglio i ragazzi. Al contrario, numerosi studi dimostrano che, utilizzandoli, gli studenti si distraggono molto più facilmente: un vero e proprio grido d’allarme, perché oggi i nostri giovani passano troppo tempo davanti agli schermi di cellulari e computers. La scuola dovrebbe disintossicarli da questi dispositivi.

E invece? 

E invece questa scuola è una scuola costruita male, perché fa credere agli studenti che si debba studiare per imparare un nuovo mestiere: è una scuola che produrrà solamente buoni consumatori che, in maniera sempre entusiastica, acquisteranno dispositivi elettronici pensando che il sapere e la modernità passino attraverso tali strumenti.

Quanto le nuove generazioni percepiscono come utile – se effettivamente così la percepiscono – la cultura?

È questo il nodo centrale: gli studenti hanno la percezione che viene loro suggerita dalla scuola e dalla società. Molti colleghi, in maniera a mio avviso errata, puntano il dito contro gli studenti accusandoli di essere poco partecipativi e disinteressati, ma gli studenti sono semplicemente il frutto di questo tipo di società. La società li schiavizza, facendo loro credere che la scuola serve non ad insegnare qualcosa e a farli diventare uomini migliori, ma a proiettarli già in un mestiere che porterà al guadagno di soldi: è anche questa una forma di corruzione.

Ad esempio?

Basti pensare alla domanda “che cosa vuoi fare da grande?” che viene sempre sottoposta ai ragazzini di terza media, di modo che essi scelgano la scuola superiore e poi l’università già in sintonia con un disegno prestabilito. Questo dimostra che gli studenti non riescono più a comprendere il valore in sé della cultura: etimologicamente, “scuola” deriva dal greco “scholé”, che significa otium ed è per questo che a scuola si va per diventare migliori, non per  fare cose che si possano poi tradurre in una utilità di tipo economico. Eppure, la parte migliore di questo Paese sono proprio gli studenti!

Che significa?

Quando gli studenti trovano un professore motivato, che ama ciò che insegna e che entra in classe ed è capace di entusiasmarli perché lui per primo crede in quello che sta facendo … allora gli studenti si appassionano. I giovani hanno bisogno di valori forti, devono poter vedere il legame che c’è tra la letteratura, l’arte, la filosofia e la vita. Far credere loro che è necessario conoscere l’Ariosto per superare un esame, prendere una laurea e poi trovarsi un lavoro, vuol dire svilire il messaggio culturale e formare solo futuri consumatori passivi. La scuola dovrebbe essere il luogo di resistenza ai luoghi comuni della società. Oggi tutto va nella direzione della velocità, della superficialità e dello scambio immediato, ma è proprio la scuola che ha il compito di far capire che imparare vuol dire lentezza, sedimentazione, raccoglimento e silenzio.

Che idea si è fatto lei dell’alternanza scuola lavoro?

È una maniera per non far comprendere ai ragazzi che una scuola seria presuppone comunque un lavoro. Quali sono le proposte che l’alternanza scuola-lavoro fa? Mandare gli studenti nei McDonald’s a perdere delle ore importanti che potrebbero essere investite in maniera sicuramente più intelligente. Non solo la riforma è applicata male, ma personalmente non sottrarrei mai delle lezioni ai ragazzi, durante l’anno scolastico, anzi quelle ore le investirei per fare ancora di più ed approfondire altri saperi. Allo stesso modo, però, ritengo anche che sia giusto che un giovane impari fin dai quattordici, quindici anni l’importanza del lavoro e di fare dei sacrifici: penserei allora a dei progetti da sviluppare per qualche settimana durante il periodo estivo, così da non togliere quella quantità infinita di ore agli studenti durante l’anno scolastico.

Qual è un autore che ognuno dovrebbe leggere, almeno una volta nella vita, anche in relazione ai tempi difficili che il mondo sta attraversando?

Ce ne sarebbero tanti, ma direi senza dubbio Ludovico Ariosto, un autore a me molto caro: se potessi, imporrei a tutti di leggere l’Orlando Furioso. In primo luogo perché, a dispetto di quello che pensava l’arcivescovo di Ferrara con le sue omelie contro gli immigrati, la famiglia estense deriva da quello che oggi verrebbe chiamato “un extracomunitario”. L’Ariosto, infatti, proprio dal matrimonio tra Bradamante e Ruggiero fa discendere la famiglia d’Este: ma Ruggiero è un musulmano, dunque pagano, convertitosi poi al cristianesimo. La grandezza dell’Ariosto sta proprio nel far capire che dietro a pagani e cristiani ci sono innanzitutto esseri umani. In secondo luogo, poi, vi è nella sua opera tutta la relatività dei punti di vista: in un’epoca piena di spacciatori di verità e di certezze, leggere la realtà alla luce dei dogmi significa non capirla. Oggi proprio la diversità ed il molteplice vengono giudicati negativamente: l’amore e l’odio, la follia e la saggezza, la simulazione e la dissimulazione, sono tutte facce della stessa medaglia, ed è la complessità della vita che ci fa comprendere come guardare la stessa cosa da prospettive diverse voglia dire vederla diversa. E, in questo, Ariosto è stato un maestro.

Fonte: https://www.interessenazionale.net/blog/nuccio-ordine-buona-scuola-solo-quella-cui-sono-buoni-professori

IL LIBRO SEGRETO DI GESù - VOL. 1
Il tempo del Risveglio
di Daniel Meurois

Il Libro Segreto di Gesù - Vol. 1

Il tempo del Risveglio

di Daniel Meurois

Daniel Meurois, amatissimo "viaggiatore astrale" che dal 1980 attinge alle Memorie dell'Akasha per restituirci con autenticità le testimonianze delle grandi anime del passato, intraprende un percorso eccezionale: raccontarci integralmente la vita di Gesù, anche nelle sfaccettature meno note, ove non del tutto sconosciute; i primi trent'anni della sua vita, gli studi presso gli Esseni, il viaggio di diciassette anni che lo conduce fino all'Himalaya e poi in Egitto, alla Grande Piramide, dove diventa a tutti gli effetti il Cristo.

Un viaggio emozionante, che metterà in discussione le nostre certezze e che verrà molto amato da chi ricorda con entusiasmo uno fra i più straordinari bestseller di Daniel Meurois e Anne Givaudan, L'altro volto di Gesù.

Dal Prologo:

"Questo è il libro più improbabile fra tutti quelli che io abbia mai pensato di dover e poter scrivere, ed è probabilmente anche la sfida più grande con cui mi sia confrontato fin qui.

I miei fedeli lettori sanno che in questi trentacinque anni di scrittura ho toccato una quantità di argomenti diversi, e che, fin dagli esordi, mi sono dedicato a far risorgere la verità dei tempi evangelici, nella bellezza e vastità degli insegnamenti del Cristo così come furono originariamente impartiti: testimonianze che si sono susseguite negli anni, e costituiscono una buona parte dell'anima dei miei libri...

Dopo Il testamento delle tre Marie, non immaginavo, tuttavia, di poter ancora aggiungere qualcosa in questo campo; non perché pensassi che la Vita mi avesse offerto una panoramica esauriente dell'argomento (quando si tratta dell'impatto del Cristo sul nostro mondo, nulla è mai esauriente), ma perché mi sembrava difficile potermi spingere oltre nell'intimità dei protagonisti privilegiati di quel tempo.

Non immaginavo, all'epoca, che avrei in seguito ricevuto un nuovo invito, ancora più intenso e decisivo, a varcare la soglia degli Annali dell'Akasha... Poi, l'improbabile è accaduto...

In una notte di giugno, il richiamo preciso e insistente alla stesura del Libro segreto di Gesù mi ha fatto emergere dal sonno. Era una richiesta esplicita, formulata in modo chiaro, rivolta alla mia anima affinché immergesse lo sguardo nella memoria akashica del Maestro Gesù.

Tuffarmi integralmente e con il cuore palpitante nella memoria della Sua vita, farne risalire la linfa fino in punta alla penna... e per quale ragione? Credo che la risposta sarà diversa per ciascuno dei miei lettori, quando scopriranno questa testimonianza e accetteranno di immergervisi.

Anche se la Fonte a cui tutti aspiriamo è una, la nostra sete è molteplice: gli uni, naturalmente, troveranno interessante la restituzione dei fatti storici, più vasti e presentati sotto una luce nuova e spesso inattesa; per altri, però, ci sarà soprattutto la Luce che ho cercato di cogliere con infinito rispetto in questi due anni di scrittura, e di cui 2 Daniel Meurois il nostro mondo, così crudelmente manchevole d'amore, ha perdutamente e urgentemente bisogno.

Questo libro non è scritto per tessere le lodi del tempo passato: gli eventi e gli insegnamenti che resuscita sono atemporali, fondamentali, archetipici, e come vedrete, la loro essenza è oggi più che mai attuale, giacché costituisce un "ponte vivo" incredibile fra il Divino e l'umano. E soprattutto ha lo scopo di risvegliare il Cristo dimenticato, e tuttavia in divenire, in ciascuno di noi. Al di là delle fedi e delle convinzioni religiose, non ha dunque altro intento se non stimolare il Sole autentico della nostra anima. Lungi dal voler essere nostalgiche, dunque, queste pagine sono un richiamo alla pace e alla felicità nel presente.

È per tutte queste ragioni, e per puro amore, che il Maestro Gesù, da lì dove si trova, ha probabilmente voluto offrire con semplicità il contenuto della Sua memoria agli uomini e alle donne di oggi.

Sappiate che misuro appieno l'insigne privilegio e la responsabilità di fungere, in questo, da cinghia di trasmissione; inizialmente quest'opera doveva essere costituita da un unico volume ma, cammin facendo, e di fronte all'abbondanza della materia, è diventato evidente che ce ne sarebbe voluto un secondo. A volte accade così, per certe opere che sfuggono alla volontà di chi ne cura la stesura, e crescono da sole.

Ora che il Libro segreto di Gesù è concluso, pronto a volare con le sue ali, la mia speranza è di essere degno della fiducia che è stata riposta in me, affinché germogli Ciò che ha da germogliare..."
Daniel Meurois

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