Non c’è alcun Motivo per “Vaccinare” i Bambini… e la Riunione della FDA lo dimostra

di Kit Knightly

I dati e le dichiarazioni della recente riunione del comitato consultivo della FDA distruggono totalmente qualsiasi argomento a favore della vaccinazione Covid nei bambini.

I risultati di una riunione della FDA vengono usati per dare l’allarme sul rischio della Covid in ambito peditrico, questo per facilitare l’autorizzazione all’uso del vaccino di Pfizer nei bambini sotto gli undici anni.

Il vero significato delle statistiche è che i bambini non corrono quasi nessun pericolo dalla “Covid” e, durante la riunione, gli stessi esperti hanno ammesso che i vaccini hanno effetti collaterali sconosciuti, soprattutto a lungo termine.

Il 26 ottobre, il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee (VRBPAC) [Comitato consultivo per i vaccini e i prodotti biologici correlati] ha tenuto una riunione per decidere sull’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) del “vaccino” Covid di Pfizer per i bambini dai 5 agli 11 anni.

Ottenere l’approvazione del VRBPAC è un passo fondamentale nell’iter per il rilascio di un EUA da parte della FDA e, con questa delibera favorevole, il vaccino di Pfizer dovrebbe essere approvato per l’uso pediatrico a partire da novembre.

L’intera riunione è stata trasmessa in live-streaming e potete guardare tutte le otto ore qui sotto, se proprio ne sentite il bisogno:

Per coloro che preferiscono non farlo, ecco i punti chiave: Gli studi di sieroprevalenza suggeriscono che, a partire da giugno 2021, il ~42% dei bambini dai 5 agli 11 anni è stato esposto alla Covid. Circa 1,9 milioni di casi di Covid sono stati riportati in quel gruppo di età. 8300 di questi casi hanno portato all’ospedalizzazione. Un terzo dei ricoveri ha comportato un soggiorno in terapia intensiva. 94 bambini sono morti.

Questi punti sono stati usati sui social media e in vari articoli mainstream per cercare di spaventare la gente e far credere che la “Covid” rappresenti un grave rischio per i bambini:

In realtà, mostrano completamente l’opposto. Concentratevi sulle cifre. I bambini dai cinque agli undici anni costituiscono circa l’8,7% della popolazione statunitense, ovvero 32 milioni di persone. Se i dati di sieroprevalenza sono corretti, ciò significa che circa 13,4 milioni di bambini tra i 5 e gli 11 anni sono stati esposti alla Covid, tanto da aver sviluppato anticorpi.

8300 ricoveri su 13,4 milioni di persone sono solo lo 0,06%. Quindi, un bambino infettato dalla Covid ha il 99,86% di possibilità di non dover mai andare in ospedale. 94 morti su 13,4 milioni di persone danno un tasso di sopravvivenza globale del 99,994%. Esattamente in linea con le previsioni del CDC di alcuni mesi fa. Come se questi numeri non fossero abbastanza piccoli, bisogna considerare tutta una serie di altri aspetti, che li rendono ancora più piccoli.

In primo luogo, mentre le cifre di ospedalizzazione e di mortalità sono attuali, i dati di sieroprevalenza sono del giugno di quest’anno. Da giugno in poi, milioni di altri bambini sono stati probabilmente esposti al virus, quindi, a rigor di logica, il tasso di sopravvivenza è probabilmente assai sottostimato.

In secondo luogo, non abbiamo idea di quali (o quante) condizioni preesistenti fossero presenti nei bambini deceduti. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei “morti di Covid” ha almeno una grave co-morbidità, quindi il tasso di sopravvivenza per i bambini sani è probabilmente ancora più alto del 99,994%. Infine, c’è il punto più importante di tutta la questione: non sappiamo se qualcuno di questi “casi di Covid” o “morti di Covid” abbia mai avuto la “Covid.”

L’esistenza del virus Sars-Cov-2 come entità discreta che causa la malattia nota come Covid non è provata. I test che vengono usati per rilevare questo virus non sono adatti allo scopo e possono restituire un numero enorme di falsi positivi. E, poiché una “morte per Covid” è definita unicamente come una “morte per qualsiasi causa entro 30 giorni da un test positivo,” tutte le statistiche relative alla Covid sono completamente prive di significato.

…ma andiamo oltre. Supponiamo, per ora, che la Covid sia reale, che tutti questi bambini l’abbiano avuta e che abbia tragicamente portato alla morte di 94 di loro. Un tasso di sopravvivenza di almeno il 99,994% giustifica una EUA per il “vaccino” di Pfizer? Per rispondere a questa domanda, confrontiamo la Covid con l’influenza e poi vediamo cosa sappiamo veramente di questi “vaccini.”

Covid contro influenza

Secondo questi dati, negli Stati Uniti, dall’inizio della pandemia, la Covid avrebbe ucciso 94 bambini dai 5 agli 11 anni. Per fare un confronto, secondo il CDC la stagione influenzale 2017/2018 aveva causato la morte di almeno 188 bambini di tutte le età, e, sempre secondo il CDC, questo è “probabilmente un conteggio errato per difetto,” e il numero reale sarebbe “più vicino a 600.” La stagione 2019/20 era stata analoga, con 199 bambini morti ufficialmente di influenza, e anche questo dato è considerato errato per difetto.

La stagione influenzale 2009/10 era andata molto peggio, la “pandemia” di influenza suina aveva ucciso almeno 358 bambini. E questo solo nella stagione influenzale, nei sei mesi da ottobre a maggio. La Covid è in circolazione da quasi due anni e [in questo periodo] avrebbe presumibilmente ucciso 645 bambini sotto i 18 anni. Questo è un tasso di mortalità paragonabile a quello dell’influenza, senza nemmeno prendere in considerazione il modo assurdo di classificare le “morti da Covid” per gonfiare deliberatamente i numeri.

È interessante notare che, nella stagione influenzale 20/21, sono stati riportati solo 9 ricoveri per influenza pediatrica, in calo rispetto alle attese “diverse migliaia.” Mentre la Covid stava ammazzando la gente più o meno allo stesso tasso dell’influenza, solo un unico bambino era ufficialmente morto di influenza. A pensarci su, è veramente incredibile.

I vaccini

Avendo stabilito che nei bambini dai 5 agli 11 anni la Covid ha un tasso di sopravvivenza almeno del 99,994% e che non è più pericolosa dell’influenza, rimane qualche motivazione per vaccinare i bambini? Beh, sì, c’è quella di “proteggere la nonnina.”

Dall’inizio della pandemia, quando si era capito che la presunta peste mortale “Covid” non comportava quasi nessun rischio per i bambini, la motivazione per vaccinarli era passata dal proteggerli, all’impedire loro di diffondere la malattia ai parenti “vulnerabili.”

Matt Hancock, il segretario alla salute del Regno Unito, aveva persino detto ai bambini “non uccidete vostra nonna prendendo il coronavirus e attaccandoglielo!”

Ma i vaccini attenuano questo presunto rischio? No, non secondo un ultimo lavoro pubblicato su The Lancet e riportato dalla BBC. Questo recente studio afferma che esiste un “rischio continuo di infezione nei contatti familiari nonostante la vaccinazione.”

Quindi, il presunto beneficio di vaccinare i bambini risulta essere inesistente. Anche se venisse dimostrato che i vaccini sono sicuri, è già stato dimostrato che somministrarli ai bambini è completamente inutile…e non è dimostrato che siano sicuri.

Questa non è affatto una posizione controversa, segue la logica che vaccini utilizzati da meno di un anno hanno effetti a lungo termine sconosciuti. Inoltre, lo ammette la stessa Pfizer.

Un contratto di fornitura tra il gigante farmaceutico e il governo dell’Albania, trapelato dai media indipendenti [in italiano] contiene una clausola secondo cui: …gli effetti a lungo termine e l’efficacia del vaccino non sono attualmente noti e ci possono essere effetti avversi del vaccino che non sono attualmente noti.

Gli esperti del comitato VRBPAC sono d’accordo. Uno di loro, il dottor Eric Rubin della Harvard School of Public Health, ha persino affermato durante la riunione (6.52.30): “Non sapremo mai quanto sia sicuro il vaccino, finché non cominceremo a somministrarlo.” … e questa non è affatto una cosa che infonde fiducia, se sei un genitore.

Conclusione

Quindi, ecco come stanno le cose. Gli esperti e le fonti mainstream sono stati chiari: I bambini non sono praticamente a rischio per la malattia. Le persone vaccinate trasmettono comunque il virus. Gli effetti collaterali a lungo termine del vaccino sono completamente sconosciuti.

Alla luce di tutto ciò, la domanda importante non è più: “vaccinare tuo figlio vale il rischio?” Questo perchè la risposta è ovviamente “no!” Invece, e ancora più importante, dobbiamo chiederci: perché mai un organismo presumibilmente indipendente dovrebbe approvare per uso pediatrico un trattamento medico non necessario, inefficace e sperimentale?

Articolo di Kit Knightly

Fonte originale: https://off-guardian.org/2021/10/30/theres-no-case-for-vaccinating-children-the-fda-meeting-proves-it/

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Fonte: https://comedonchisciotte.org/non-ce-alcun-motivo-per-vaccinare-i-bambini-e-la-riunione-della-fda-lo-dimostra/

MASANOBU FUKUOKA - L'AGRICOLTURA DEL NON FARE
La vita e la filosofia di colui che ha rivoluzionato il nostro rapporto con la natura e l'agricoltura.
di Larry Korn

Masanobu Fukuoka - L'Agricoltura del non Fare

La vita e la filosofia di colui che ha rivoluzionato il nostro rapporto con la natura e l'agricoltura.

di Larry Korn

Forse nessuno come Masanobu Fukuoka ha dato prova di come un'agricoltura contadina, senza macchine, basandosi solo sulla natura, possa essere l'unica vera attività ecologista, capace di risanare la terra.

Col suo metodo, che ha chiamato agricoltura naturale o "del non fare", ha sfidato l'agricoltura industriale dimostrando che l'uomo con le sue sole mani, un falcetto e poco più, è in grado di battere in produttività le macchine, i concimi chimici, i diserbanti, le varietà scientifiche e tutte le multinazionali agroalimentari, con costi quasi nulli e quindi praticando prezzi al pubblico più bassi dei supermercati e producendo alimenti di una qualità praticamente irraggiungibile da qualsiasi altro metodo.

Il volume documenta le radici del pensiero di Fukuoka (l'agricoltura giapponese e indigena, la permacultura, il biologico) e le sue prime applicazioni teoriche e pratiche.

Ricco di aneddoti personali, di riferimenti storici e di proposte concrete, questo libro è anche una guida per scelte più sostenibili non solo in agricoltura ma nella quotidianità di ciascuno di noi.

Un'agricoltura rivoluzionaria

Coloro che ne hanno sentito parlare e hanno letto i suoi libri hanno avuto la sensazione di trovarsi davanti alla proposta ecologica più rivoluzionaria.

Fra loro moltissimi lo hanno cercato, letto e ascoltato, alcuni hanno provato a mettere in pratica le sue lezioni, pochi ci sono riusciti e sono diventati dei punti di riferimento essenziali (il più importante è Panos Minikis in Grecia) ma diversi hanno rimandato l'impegno a una futura propria conversione e a un più radicale cambiamento di vita.

La differenza fra quella di Fukuoka e gli altri tipi di agricoltura biologica è che la sua capovolge radicalmente i pilastri della modernità. Eppure a guardare bene si riduce a poche cose: avvolgere i semi in palline di argilla, impiantare trifoglio nano nei campi di grano, dopo la battitura del grano ributtare nel campo tutta la paglia, mietere a mano e battere con una piccola macchina a pedale, disegnare dei campi di mille metri quadrati, seminare ortaggi come piante selvatiche...

Queste semplici azioni, anche se capaci di grandi risultati, non bastano a sfamare l'ansia che abbiamo di combattere quelli (multinazionali ecc.) che stanno facendo più male alla natura.

Schiavi della tecnologia

Siamo cresciuti nella civiltà della tecnica, nella prostituzione alla tecnica, che coincide con la mancanza di cultura diretta, sostituita da manuali di funzionamento. Non abbiamo identità e siamo pronti a buttar via l'ultima tecnica utilizzata non appena ce n'è un'altra che crediamo (ma siamo creduloni abbagliati da perline) più efficiente e moderna.

Come figli del XX secolo siamo abituati a passare molto tempo assorbiti da macchine di metallo e plastica che sono diventate il nostro ambiente, abbiamo difficoltà a dare un'importanza esistenziale, alimentare alla natura, che riusciamo solo a concepire come panorama, al massimo col vetro tirato giù.

L'agricoltura naturale impone di uscire dalla dipendenza meccanica, di trasformare i semplici atti di seminare, mietere manualmente (solo oche ore di lavoro fisico in un anno), spargere la paglia, in modi d'essere, restando fedeli alla loro semplicità. Verso il tramonto della sua vita, Fukuoka si è dedicato con tutte le forze alla lotta contro la desertificazione avanzante.

Grazie al suo impegno milioni di palline di argilla sono state sparse, anche con l'utilizzo di aerei, in zone semidesertificate della Grecia.

Dopo gli ultimi immensi incendi dei boschi, è apparso chiaro che questo modo di semina è il più a buon mercato e insostituibile là dove si tratta di rinverdire grandi estensioni di territorio.

La filosofia del non fare

Ma il messaggio più forte di Fukuoka è stato proprio quello del non fare, di staccare dalla modernità e riscoprire la mancanza di valore di questa corsa al progresso, di guardare alla natura come opera di Dio, come forma della sua volontà e provvidenza.

Il sorriso rimasto sul suo volto dopo la morte non è solo pienezza ma anche incoraggiamento per noi che restiamo.

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