Meglio Trump Macigno che i suoi tanti nemici – Marcello Veneziani

di Marcello Veneziani

Non è un voto ma un’apocalisse quella che si annuncia con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il pronunciamento pro o contro Trump (Biden è solo un riflesso condizionato) ha assunto toni biblici.

Trump gioca la sua partita contro il resto del mondo. Ha quattro nemici principali: l’Establishment interno e internazionale, cioè l’apparato di poteri, media e classi dirigenti schierato compatto contro di lui (papa incluso); il Covid, ossia la paura diffusa tra la gente e il tam tam che lui abbia sottovalutato e malgestito la pandemia, con una spavalderia dannosa; la Cina, con cui Trump ha ingaggiato una guerra fredda e sotterranea, reagendo all’egemonia planetaria che il comunismo cinese sta imponendo anche col contagio, che dalla Cina è partito. Il quarto cavaliere dell’apocalisse è invece domestico, in tutti i sensi: è il voto postale su cui Trump ha espresso preventivi timori di brogli, precostituendosi il disconoscimento dell’eventuale vittoria di Biden.

I quattro cavalieri dell’Apocalisse sono troppi e troppo forti anche per un macigno come Trump. Il suo stile è irritante come il suo aspetto, il suo linguaggio e il suo tono di voce infastidiscono, certe cantonate in politica estera o nell’affrontare il Covid sono evidenti. Ma si deve pur riconoscere che Trump aveva risollevato l’America prima del Covid, l’aveva rilanciata e protetta economicamente, alleggerita sul piano fiscale e rimessa in piedi nel lavoro (poi si è abbattuto il ciclone della pandemia). Ha dato risposte in tema di sicurezza applicando la massima conservatrice Law and Order. Col suo modo brusco e spaccone ha evitato guerre, non ha sganciato le fatidiche 26mila bombe del suo predecessore, il Nobel per la pace Barack Obama; ha frenato Kim, il dittatore coreano, con le buone e con le cattive, ha firmato per la prima volta un importante trattato di pace in Medio Oriente; ha tutelato Israele, pur attribuendo all’Iran colpe che non aveva. E ha capito che il competitore globale, l’antagonista dell’Occidente, della libertà e della democrazia è oggi la dittatura cinese, il suo rampante capital-comunismo, il suo espansionismo economico, tecnologico e perfino sanitario. La Cina si sta allargando in Asia, in Africa, s’insinua in Europa, sta cinesizzando mezzo mondo. Ed esporta un modello dittatoriale e funzionale in antitesi con la nostra civiltà e la nostra libertà.

Ma prima di ogni altra cosa Trump è l’antagonista del Politically correct, questo serpentone strisciante che soffoca e avvelena l’occidente. Seppure in modo rozzo, volgare, si pone a difesa della religione, della famiglia, dell’amor patrio. Coi suoi mille difetti, e tutta l’antipatia che suscita, anche a pelle, Trump è preferibile all’apparato che lo avversa, ieri con la Clinton oggi con Biden. E in questi anni ha scampato una marea di attacchi, trappole e tentativi di impeachment, ha vinto la battaglia nella corte di giustizia, ha superato le accuse giudiziarie, finanziarie, fiscali, spionistiche, sessuali che gli hanno scagliato contro. Anzi, ha dovuto distrarre non poche energie per difendersi dagli attacchi.

A queste conclusioni è giunto anche il capofila storico dell’antiamericanismo europeo che scrisse quarant’anni fa, con Giorgio Locchi, una dura requisitoria contro il “Male Americano”; l’intellettuale della nouvelle Droite che indicò gli States come il nemico principale dell’Europa e lo fece avendo davanti leadership repubblicane e conservatrici come quelle di Reagan e dei Bush. Parlo di Alain de Benoist che in una sorprendente intervista a Nicolas Gauthier pubblicata sul sito Boulevard Voltaire (tradotta in Italia da Arianna) auspica la rielezione di Trump, sia pure “per mancanza di meglio”. E gli riconosce di essere la gigantografia dell’americano medio, soprattutto quello che non vive a New York (ormai quasi ovunque le megalopoli sono liberal e progressiste mentre la provincia è conservatrice o nazional-populista). Per dirla con Curzio Malaparte, Trump è l’Arciamericano. Alain De Benoist non lo riconosce come uno statista al livello di Putin, Erdogan o Xi Jinping – tre leader non proprio democratici – e condanna la sua politica estera. Ma per ragioni molto vicine a quelle che prima indicavo, de Benoist lo considera “meno peggio” del suo rivale e dell’establishment che è dietro. E fa un bilancio della sua amministrazione decisamente migliore di quello catastrofico compilato da quasi tutta la fabbrica mondiale dei media.

Anzi, l’interesse di de Benoist, come il nostro, non è tanto verso Trump ma verso il consenso popolare tributato a Trump, ovvero verso quella domanda di identità, rilancio e sicurezza e quel rigetto di political correctness incanalati nel trumpismo. Interessante è la ribellione popolare contro le élite, raccolta intorno a Trump. Nella guerra tra il popolo e le oligarchie dominanti coi loro interessi economico-finanziari, Trump, il magnate, il tycoon, bene o male, si è schierato col popolo. Magari in modo demagogico ma l’americano comune è più rappresentato e tutelato da Trump che dai suoi nemici.

A tutto questo si aggiunge anche un altro fattore non trascurabile per chi, come de Benoist, ha avversato l’americanizzazione del pianeta e l’egemonia statunitense sull’Europa. Trump ha preferito il protezionismo degli Usa alla colonizzazione planetaria. Si è occupato più degli americani e meno di noi. È stato più re d’America che imperatore del mondo.

Meglio lui che Biden, portavoce scarso dell’establishment, figura scialba e vecchigna, che fa apparire giovane e baldanzoso perfino l’ultrasettantenne Trump, reduce dalla guerra col Covid. Trump macigno, come il grande Blek…+

Articolo di Marcello Veneziani

MV, Panorama, n.45 (2020)

Fonte: http://www.marcelloveneziani.com/articoli/meglio-trump-macigno-che-i-suoi-tanti-nemici/

LE STELLE - SEQUENZE NUMERICHE PER LA VITA ETERNA
di Grigori Grabovoi

Le Stelle - Sequenze Numeriche per la Vita Eterna

di Grigori Grabovoi

L'uomo è in grado di ottenere la vita eterna concentrandosi sui campi di interazione esistenti tra la luce delle stelle e la sua Anima. Questi campi di interazione sono rappresentati sotto forma di sequenze numeriche.

Le stelle remote, di cui solo la luce è percepita dalla nostra vista fisica, hanno dei legami sottili con l'Anima dell'uomo.

L'uomo può percepire la luce della propria Anima fondersi con la luce del proprio corpo. Grazie alla sua vista fisica, la luce delle stelle si fonde e si unisce a quella dell'Anima dell'uomo sul piano fisico.

La luce delle stelle rappresenta un elemento dell'eternità; infatti, una tale luce, raggiunge l'uomo in milioni di anni luce, pur costituendo il Mondo infinito, che si trova dall'altra parte della luce.

Quando l'Anima eterna entra in contatto con la luce delle stelle, può influenzare, grazie alla volontà dell'uomo, la realtà fisica e informazionale, che include tutte le informazioni.

All'età di 36 anni Grigori Grabovoi aveva 5 tesi di dottorato, era pluriaccademico, insignito dei più alti riconoscimenti governativi nell'ambito della scienza, medicina, sicurezza aereonautica. Ovviamente a nessun genio umano questo sarebbe possibile.

Il fenomeno Grabovoi si spiega diversamente. Lui è uno scienziato senza precedenti, non perché ha studiato, ma perché sapendo tutto fin dall'infanzia, ha voluto dimostrare che la conoscenza diretta del Creatore esiste. Ha voluto ottenere i titoli di studio per dare testimonianza alla società del suo infinito innato sapere, per dimostrare che il sapere "irrazionale" è una verità del creato, che la parola "chiarosapienza" fino ad oggi confinata nell'ambito mistico, e non integrata nella vita laica, può e deve essere ivi compresa.

Praticando i metodi di Grigori Grabovoi, l'uomo può sviluppare infinite facoltà della mente e della coscienza, e arrivare all'accesso dell'informazione direttamente dalla rete informatica Cosmica. Può saper guarire, pilotare la realtà, gli eventi della vita e infine vivere eternament.

Il suo insegnamento include centinaia di opere spirituali, scientifiche e didattiche, che sono registrate presso l'ufficio del diritto di autore della libreria del congresso degli Stati Uniti. I risultati notificati della sua scienza (attraverso la chiaroveggenza) sono raccolti in tre volumi con il titolo "La pratica del pilotaggio, la via della salvezza". L'insegnamento di Grigori Grabovoi è una simbiosi unica di spiritualità, religione e scienza. L'importanza del suo insegnamento pratico sta nell'assoluta praticità e rapidità del raggiungimento del risultato.

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