Lo “Scudo” spirituale.

A cura di Gilbert

Per spirituale non intendo necessariamente l’esercizio di una religione, di una pratica, o un rito: spirituale è ciò che non è materia ma che fa parte di noi.

Com’è possibile rimanere sereni e centrati subendo continuamente il bombardamento dei media menzogneri, agli occhiuti Social Media, ai ritmi disumani, ad una pressione fiscale sempre più alta a fronte di un drammatico calo dei servizi che dovrebbero essere di proprietà dello Stato e dunque gratuiti (pensiamo alle Autostrade), in quanto finanziati con il lavoro di milioni e milioni di cittadini? La maggior parte delle cose che circondano ci ricorda che non siamo altro che asset da gestire, se va bene, altrimenti risorse da sfruttare.

In teoria il potere rappresenta e porta avanti il benessere del popolo, ma sappiamo che non è vero. È evidente, eppure siamo soggetti ad un timore ancestrale che fa leva sul nostro senso di appartenenza ed ha radici psicologiche ben precise (segnalo il bellissimo: Le radici psicologiche della disuguaglianza di Chiara Volpato) nel quale si pongono due punti di vista:

  1. La visione del potere di coloro che percepiscono la propria superiorità come legittima e/o stabile e la impongono.
  2. La visione dei dominati che si divide in chi accetta e chi cerca di contrastare la disuguaglianza.

Il potere per legittimarsi deve porsi in modo protettivo, anche se i suoi atti sono distruttivi e degeneri. Chi tra i dominati accetta la narrazione del potere segue un flusso che può essere determinato solamente dallo stesso Potere, che per essere tale ha bisogno di un’Autorità (pensate pure a chi meglio vi aggrada), gli altri, i “contrastatori” (gli -isti, ndr) sono coloro che progettano di modificare l’ordine perché ne vedono i lati oscuri.

I contrastatori si riuniscono in gruppi e sviluppano un piano di opposizione al quale si accoderanno coloro che avranno realizzato quando tutto sarà finito. Ma i Dominatori sanno bene che basta infiltrare un leader fedele alla loro visione e il gruppo, il partito o il movimento (anche pensate a chi più vi ispira), qualora dovessero vincere, saranno sempre sistemici al sistema.

Questi, per un colpo di fortuna, con la forza, col valore o con l’inganno (non è importante se non dal punto di vista prettamente etico) hanno occupato i posti migliori e non li hanno più lasciati, creando anzi un sistema complesso del quale governano tutti i gangli, sia materiali che immateriali.,

A livello materiale sono state create strutture, enti, stati, organismi eccetera, mentre a livello immateriale, spirituale, esoterico e occulto hanno scatenato energie attraverso una complessa forma di religione abbastanza incoerente che coniuga Ragione e Magia e preconizza la fine dell’Umano per dirigersi verso il Transumano il prima possibile.

Costoro sono i discendenti del potere, non so se sia il loro dio (con la minuscola) a renderli così potenti. Forse chi davvero vende l’anima al diavolo raggiunge o mantiene una posizione di potere; sta di fatto che la loro posizione privilegiata gli permette di sostenere, e comportarsi di conseguenza, una visione che ci inquadra come un branco di animali stupidi e infantili.

Chi accetta chiude volontariamente gli occhi mentre le sirene dell’informazione lo sedano fino a farne il perfetto “utile idiota” del potere, ma gli altri? Quelli come noi altri “disadattati”? Quelli che non riescono proprio a distogliere gli occhi e bramano giustizia e lottano per ottenerla?

Visto il fallimento della gestione verticistica, è doverosa una ricostruzione dal basso; infatti nel momento esatto in cui si smette di fidarsi del potere, vi si oppone anche nel mondo immateriale e spirituale.

Lo stato spirituale infatti provoca continue modificazioni sul piano materiale. È una resistenza di altro tipo, che si colloca su un altro piano e che non alimenta il flusso di energia che da noi fluisce verso di loro. E ne hanno bisogno.

Per fare un esempio potremmo dire che per sconfiggere una colonna di carri armati gli fai mancare il carburante. Un carro armato fermo non serve a nulla, anzi, la sua staticità lo rende facile preda di un buon elicottero d’assalto.
Il carro armato vince ha ragion d’essere solo se i soldati accettano quella guerra attraverso il movimento e la sua forza micidiale, che può portarlo nei vari teatri della battaglia. Immobile è totalmente inutile.

La preda è tale solo quando è passiva, altrimenti sfugge al predatore, trasformandosi talvolta in predatore.

Spero l’esempio renda l’idea e faccia capire che le forze in campo sono due, e noi siamo una di quelle forze. E la battaglia comprende due sfere: quella materiale e quella spirituale. Non si combatte un carro armato con la rabbia, ma facendogli mancare la benzina. Non dimentichiamo che, al potere, le risorse spirituali e materiali le fornisce entrambe l’essere umano.

Non ha senso farsi sopraffare da un moloch che mostra se stesso come invincibile. Lo diventa nel momento in cui crediamo che lo sia. Egli è in qualche modo invincibile se accettiamo la lotta, ma se non gli riconosciamo alcuna superiorità, alcun diritto su di noi, esso si frantuma in un attimo.

Se siamo parte del tutto (e lo siamo) funzioniamo come il tutto, dal più grande al più piccolo e viceversa (come in alto così in basso, ndr) . Il campo magnetico che avvolge la terra avvolge anche singolarmente ognuno di noi, probabilmente anche il più piccolo filo d’erba o la galassia più estesa sono inclusi nel proprio doppio toroide energetico (non molto distante dal concetto Cristiano che l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio).

I grandi mistici del passato hanno percorso un viaggio interiore verso la liberazione, percorso che li ha resi liberi e indipendenti dalle regole del mondo, capaci di discernere il loro personale concetto di bene, buono, giusto. Durante questo percorso di ricerca il mondo si ferma perché il centro ridiventiamo noi stessi (Giordano Bruno, uno su tutti, ndr).

Non gli riconosciamo il diritto di manipolare il nostro Io, e nemmeno quello di volerci portare sul suo terreno: il sociale, perché stiamo andando a mani nude verso un carro armato. Egli non ha il potere di governarci, non ne ha l’autorità in quanto le sue azioni confliggono con la legge Universale del Libero Arbitrio.
Arbitrio che affermiamo innanzitutto nella sfera immateriale: quella delle idee e intenzioni, quella dello spirito e dell’anima.

È una lotta personale tra il male ed ognuno di noi come singoli e come specie e pensiamo erroneamente che la risposta idonea sia quella del branco, che per sua natura è sempre impaurito perché deve difenderesi dal predatore, per cui la sua risposta sarà la sottomissione; risposta che diventa la nostra.

La prima guerra è tra singoli. Lui e Me, Lui e Te, Lui e Lei, e tutti gli altri: uno per uno. È la nostra personale battaglia che nessun altro potrà combattere al posto nostro.

Estratto dal film “1984”, tratto dall’ominimo romanzo di George Orwell.

Siamo una fonte immensa di energia spirituale, unica e originale, e ce la facciamo sfilare mentre siamo occupati a muoverci nella materia. Ma l’energia è sempre multidirezionale ed ha una grana, una frequenza.

Veniamo continuamente spinti ad odiare qualcuno, ci avete fatto caso? Ci vengono dati dei nemici e noi li odiamo (ricordate i “due minuti d’odio” di Orwell?, ndr). Il politico arraffone o traditore, gli invasori, i rossi, i bianchi, i complottisti, i covidioti, i negazionisti, etc.. Mai però che utilizziamo la nostra energia per proteggerci ed evolverci.
L’opposizione spirituale provoca la resistenza materiale nella misura in cui al nemico si nega la nostra energia, lo si riconosce come burattino delle genti, lo si esclude dalla nostra visione del mondo indisponibile al farsi manipolare.

Uno stato di opposizione spirituale forte non è una inutile perdita di tempo, oppone una resistenza molto efficace alla manipolazione, anche se non è la reazione che per molti è naturale.

Conosciamo troppo bene gli effetti della violenza, ognuno ha il suo compito, c’è chi deve menare le mani e c’è chi deve rimanere spiritualmente puro e forte per combattere quel nemico potentissimo e invisibile che si chiama “male”, m minuscolo…

Fonti:

Fonte: https://traterraecielo.live/2020/12/11/lo-scudo-spirituale/

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Gli esercizi per fermare il mal di schiena, dolori a ginocchia e anche, stress, ansia e problemi digestivi
di Jo Ann Staugaard Jones

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Gli esercizi per fermare il mal di schiena, dolori a ginocchia e anche, stress, ansia e problemi digestivi

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Un libro unico che spiega come alleviare il dolore lombare, correggere la postura, ridurre i traumi e aprire i canali energetici grazie al Psoas, il muscolo dell'Anima.

Perché leggere questo libro:

  • Per imparare quali sono gli esercizi giusti per eliminare mal di schiena, dolori alle ginocchia e al bacino.
  • Per capire come allenare lo psoas per migliorare anche la gestione dell'ansia e la digestione.
  • Perché lo psoas non ha effetti solo sul corpo, ma anche sulle emozioni e sul piano spirituale. 

Dalla quarta di copertina

Psoas è il tuo muscolo più importante. Conoscerlo e allenarlo è indispensabile per:

  • fermare il mal di schiena, i dolori ad anche e ginocchia
  • mantenere una corretta postura
  • ridurre i traumi
  • migliorare la respirazione
  • ridurre ansia e stress
  • risolvere i problemi digestivi
  • aprire i canali energetici

Lo Psoas è definito anche il muscolo dell’anima. Secondo le filosofie indiane, infatti, è in questo muscolo che si somatizzano stress, ansia, paura e altre emozioni negative. Rilassare lo psoas crea equilibrio, armonia e libertà di movimento.

Indipendentemente dal nostro livello di forma fisica o elasticità, il modo in cui impieghiamo lo psoas e ce ne prendiamo cura è fondamentale per la nostra salute.

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“Grazie a questo libro, ritengo che professionisti, medici, fisioterapisti, specialisti in educazione fisica verranno introdotti a una “nuova era” di consapevolezza, comprensione, accettazione e rispetto per questo importante muscolo e la sua capacità di influire simultaneamente sulla mente, sul corpo e sullo spirito. È ormai risaputo che soltanto attraverso l’equilibrio di tutti e tre questi aspetti si può conseguire la salute ottimale”.
Jo Ann Staugaard Jones

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