Le mummie con tre dita di Nazca studiate all’Università

Ricordate le bizzarre mummie scoperte alcuni anni fa in Perù e finite al centro di una accesa diatriba tra chi le ritiene dei falsi clamorosi e chi invece reali creature misteriose? Be’, forse presto avremo una risposta definitiva sulla loro vera origine: alcune di esse sono state affidate ad una università peruviana per essere studiate e analizzate da esponenti del mondo accademico. L’annuncio ufficiale verrà dato il  6 novembre, ma un comunicato stampa ne ha già anticipato il contenuto essenziale.

DUE DELLE COSIDDETTE "MUMMIE TRIDATTILE DI NAZCA"

DUE DELLE COSIDDETTE “MUMMIE TRIDATTILE DI NAZCA”

A diffonderlo, è stato Thierry Jamin, l’esploratore francese da molti anni trapiantato in Perù e direttore dell’Istituto Inkari-Cusco (un ente non governativo che conduce missioni archeologiche per meglio comprendere le culture Inca e pre-Inca),  che Extremamente ha già intervistato su questa vicenda. Jamin ha promosso il cosiddetto “Alien Project” per far luce su queste singolari mummie, diverse tra loro ma con una caratteristica comune piuttosto sorprendente: sono esseri tridattili, ossia hanno solo tre dita sia  nelle mani che nei piedi e presentano una conformazione anomala. Accanto a lui, a sostenere l’autenticità dei reperti,  si sono schierati anche il giornalista messicano Jaime Maussan ( ideatore della trasmissione nonchè canale tv  “Tercer Milenio”) e il sito Gaia.com.

Tutti gli altri, invece, sono convinti che si tratti di un’immensa frode, un grande inganno perpetrato dagli “huaqueros”, i tombaroli locali, che fanno soldi vendendo ad ingenui collezionisti stranieri false testimonianze del lontano passato. Proprio uno di loro- noto solo con il nome di Mario- avrebbe trovato questo insolito tesoro in una caverna in un luogo mai identificato vicino a Nazca,  famosa per le enigmatiche linee e i disegni giganteschi visibili solo dall’alto. Stando al racconto di Mario, nel 2015 l’uomo avrebbe per caso scoperto la tomba, stipata di corpi interi- per la maggior parte di piccole dimensioni (poche decine di centimetri) e  alcuni dei quali acefali (quindi privi di testa)- e di singole parti di corpi,  come crani e mani.

JAMIN DURANTE UN'ANALISI EFFETTUATA SUI REPERTI

JAMIN DURANTE UN’ANALISI EFFETTUATA SUI REPERTI

Decine e decine di resti biologici che, in parte, sono finiti sul mercato nero dei trafficanti di archeologia e che hanno destato l’interesse dei ricercatori. Come appunto Jamin, che ha voluto esaminarli per capirne di più. Si è creata così un’equipe di indagine che ha coinvolto medici forensi, biologi, dottori con varie specializzazioni del centro e sud America, ma anche il fisico russo Konstantin Korotkov. Le analisi sono state affidate a laboratori americani e russi e i risultati- sconcertanti e talvolta discordanti– sono stati diffusi un po’ col contagocce negli ultimi mesi, creando un quadro confuso, ma intrigante che abbiamo via via aggiornato con vari articoli che trovate sul blog.

In sostanza, il gruppo di ricerca che fa capo a Thierry Jamin, Jaime Maussan e Gaia.com afferma che i reperti siano riconducibili a vere creature dalle caratteristiche inusuali e senza precedenti in ambito biologico, realmente vissute e poi morte svariati secoli fa e quindi sottoposte ad una procedura particolare per conservarle. Non si tratta però di vere mummie- gli organi interni non sono stati estratti- ma di corpi essiccati. La pelle a squame, la morfologia, la struttura ossea e poi la presenza di presunte uova nel ventre di un esemplare li fanno assomigliare a rettili dall’aspetto antropomorfo:  sarebbero stati infatti dei bipedi in grado di camminare eretti…

UNA MANO DALLE TRE LUNGHE DITA

UNA MANO DALLE TRE LUNGHE DITA

Li hanno chiamati Albert, Victoria, Josefina, Maria– la mummia di statura maggiore, alta quasi un metro e 70, trovata rannicchiata in posizione fetale. Nomi di persone, come noi. Ma non lo sono. Stando ai dati diffusi in momenti diversi e ottenuti da diversi laboratori, le analisi del DNA avrebbero evidenziato che solo una percentuale minima del patrimonio genetico di questi individui è simile a quello umano e che la parte rimanente- a seconda delle fonti, tra il 60 e il 70 per cento- non è riconducibile a nessun organismo noto sulla Terra, perché non corrisponderebbe a nessuna delle decine di migliaia di sequenze genetiche conservate nei data-base mondiali.

D’altro canto, però, ci sono fior di studiosi- antropologi, archeologi, esperti di fisiologia animale- che hanno sempre rigettato come impossibili queste affermazioni e hanno etichettato come bufale i vari reperti. C’è anche chi ha spiegato come le mani con tre dita siano il risultato dell’assemblaggio di falangi provenienti da corpi diversi, semplicemente vedendone le radiografie postate online. E a parlare di puzzle composti da abili falsari– di oggi o di secoli fa- utilizzando parti di esseri umani e di diversi tipi di animali, come in una specie di moderno Frankenstein, è stato anche Krawix999, al secolo Paul Ronceros, il primo a mostrare al mondo quei resti  su YouTube. Nel nostro blog, nei mesi scorsi, abbiamo pubblicato anche la sua intervista.

LA MUMMIA DI DIMENSIONI MAGGIORI, DENOMINATA MARIA

LA MUMMIA DI DIMENSIONI MAGGIORI, DENOMINATA MARIA

Chi ha ragione? Forse, entrambi. Di sicuro alcuni dei reperti mummificati venduti dai tombaroli sono dei falsi. Tuttavia,  tutti i ricercatori che hanno esaminato di persona (e non via web) i corpi più interessanti assicurano che non ci sono tracce di tagli, manipolazioni, suture come ci aspetterebbe da cadaveri messi insieme alla bell’e meglio.  Ecco perché l’annuncio di Thierry Jamin diventa importante: superato l’ostracismo del mondo accademico, che -in base al presupposto che la scoperta di un tombarolo non può avere valenza scientifica e che le mummie sono una frode conclamata- non aveva mai accettato di prendere in esame Maria e compagni, ora un’università si è fatta avanti.

“Dopo molti mesi di sforzi, l’Istituto Inkari-Cusco è lieto di comunicare che, da questo momento, le famose “mummie tridattile di Nazca” si trovano presso l’Università Nazionale di San Luis Gonzaga di Ica e continueranno, più che mai, ad essere studiate e analizzate da esperti internazionali. L’annuncio ufficiale sarà fatto nell’ambito di un congresso organizzato dall’UNICA mercoledì 6 novembre 2019. Thierry Jamin, presidente dell’Istituto Inkari, ovviamente, sarà presente a questo grande evento, così come José Casafranca, vice presidente dell’istituto , insieme ai suoi colleghi di Gaia.com e di “Tercer Millennio”.
ALTRI RESTI ESSICCATI SCOPERTI NELLA TOMBA DI NAZCA

ALTRI RESTI ESSICCATI SCOPERTI NELLA TOMBA DI NAZCA

In questa giornata, che segnerà un nuovo impulso per lo studio scientifico dei misteriosi corpi essiccati scoperti nella regione di Nazca nel 2015 da “Mario”, Thierry terrà una conferenza dal titolo: “Le mummie tridattile di Nasca: frode o evento storico?”,  una sintesi esauriente delle analisi e delle conclusioni presentate dagli esperti in occasione della conferenza presentata il 19 novembre 2018  al Congresso della Repubblica del Perù.(…) A nome di tutto il team dell’Istituto Inkari-Cusco, auguriamo buona fortuna a tutti i responsabili e ricercatori dell’Università Nazionale San Luis Gonzaga di Ica. Vogliamo ringraziarvi calorosamente per aver avuto il coraggio di prendere la decisione di studiare scientificamente e ufficialmente queste mummie controverse. Come milioni di persone in tutto il mondo, contiamo su di voi per stabilire, in modo definitivo, la verità su questa incredibile questione.”

Fonte: http://www.extremamente.it/2019/10/25/le-mummie-con-tre-dita-di-nacza-studiate-alluniversita/

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