Le grandi sfere di pietra nel mondo: artefatti o concrezioni naturali

Le più famose sono le sfere di pietra del Costa Rica, dette anche “Las Bolas”. Vennero riscoperte negli anni Trenta, e da allora molte di esse sono state rimosse dalla posizione originale. Nel caso delle sfere del Costa Rica, parliamo di manufatti umani di varie dimensioni. Secondo gli studiosi sono opera di un’antica civilizzazione nota come cultura Diquìs. Ma in giro per il vasto mondo ci sono molte altre di queste conformazioni sferiche. Questa ultime sono dette di origine naturale, ma è certo che sollevano parecchia meraviglia e molti dubbi. Ecco quali sono.

Moeraki Boulders (Nuova Zelanda)

Fonte: ilikeviaggi.it

Lungo le coste della Nuova Zelanda sono emerse poco alla volta delle grandi sfere di pietra, che un tempo erano completamente sepolte dalla sabbia. Il loro aspetto è curioso in quanto molto spesso hanno la superficie ricoperta da una sorta di reticolo. Si tratta di concrezioni in calcite che risalgono al Paleocene. Secondo le leggende locali, però, la loro origine è un’altra.

Le sfere non sono altro che la pietrificazione di ciò che era contenuto a bordo di Arai-te-uru, un’imbarcazione che affondò nelle prossimità della costa. Si tratta di zucche e patate dolci che si sono riversate fuori dalle ceste reticolate, ecco perché hanno quel curioso motivo impresso sopra.

Foresta Podubravlje (Bosnia)

Fonte: Wikipedia

Nel 2016 Sam Osmanagich, archeologo bosniaco, trovò una grande sfera del diametro di un metro e mezzo sepolta nella foresta di Podubravlje. Subito dichiarò che doveva essere ciò che restava di un’antica civiltà, e che quella doveva essere di gran lunga la sfera più grande ritrovata in Europa. Il colore della sfera fece supporre che fosse in parte costituita di ferro. Dall’altro lato, gli studiosi affermarono subito che si doveva trattare di una conformazione naturale.

Negli anni precedenti Osmanagich aveva trovato altre sfere in quella zona, anche se più piccole. Nella sua opinione, sono collegate alle piramidi che lui stesso dichiara di aver riscoperto. Non ci risulta che siano stati condotti ulteriori studi per verificare la vera natura della grande sfera bosniaca.

Torysh Valley (Kazakistan)

Fonte: ResearchGate

Ci spostiamo ora in Kazakistan, e più precisamente nella regione di Mangystau, in una valle chiamata Torysh. L’impressione che si ha arrivando è quella che un giorno, dal cielo, siano piovute pietre. La vallata ne è piena, di ogni dimensione, dalle più piccole alle più massicce. Tali rocce, di forma sferica, dovrebbero essersi formate nel Cretaceo e sono composte per la maggior parte di silicio. I geologi le definiscono “concrezioni”, e di solito si formano attorno ad un nucleo (ad esempio, una conchiglia).

Molti però sono convinti che si tratti di manufatti, teoria a sostegno della quale però non vi sono prove.

Moqui Marbles (Glen Canyon)

Fonte: Blue Planet Earth

Le “moqui marbles” non hanno le dimensioni delle pietre che abbiamo descritto finora, ma sono più piccole e composte per lo più di ematite. In questo caso non vi è dubbio che siano conformazioni naturali. Si trovano un po’ ovunque in Arizona, nel sud del Nevada, nel Colorado settentrionale e nello Utah. Son pietre che aveva però un’importanza primaria per gli sciamani delle tribù dei nativi, in particolar modo degli Hopi.

Le pietre servivano per curare e per dialogare con gli antenati, “moqui”, da cui il nome delle pietre. Sono conformazioni rocciose che possiedono una grande energia, e sembrano essere simili alle rocce di Marte chiamate “mirtilli marziani”.

Champ Island (Circolo Polare Artico)

Fonte: Strange Sounds

Chiudiamo (anche se l’elenco potrebbe ancora continuare) con le sfere di pietra rinvenute in Russia e più precisamente su Champ Island. Su quest’isola remota dell’Artico, che non è mai stata abitata, lungo la costa si trovano centinaia di pietre tonde. Alcune sono molto piccole, altre misurano diversi metri di diametro. Ancora una volta i geologi danno la loro spiegazione, anche se in questo caso non è univoca.

Alcuni dicono che le rocce vengono dal mare e dal moto ondoso sono state lavorate. Il che potrebbe andar bene per le più piccole ma non per quelle più grandi e massicce. Anche in questo caso, un’altra spiegazione molto quotata è quella delle concrezioni. Sempre in Russia, nel 2016 il giornale Siberian Times riportò la notizia di grandi massi sferici di circa un metro di diametro ritrovati nel cuore della terra.

Dei minatori stavano conducendo dei lavori di scavo e incontrarono dieci di queste sfere massicce. Curiosamente, una volta riportate in superficie, si notò che diventavano rossastre quando pioveva: ovvero, tendevano ad arrugginire, segno che vi era del materiale ferroso al loro interno. Ancora una volta, i geologi dissero che si trattava di conformazioni naturali, rare invero, ma non impossibili per la natura.

Una mano invisibile

Fonte: Siberian Times

Come abbiamo detto, l’elenco potrebbe continuare ancora oltre. La grande diffusione di queste sfere di pietra conferma la loro origine naturale, tranne che per quelle ritrovate in Costa Rica, le uniche per le quali si sia accertata invece l’origine umana (anche se la tecnica usata ancora sfugge). Poi c’è l’interpretazione di Erich von Daniken, il quale nel suo celebre libro “Chariots of the Gods?” parla di esseri venuti dal cielo in epoche remote, extraterrestri che avrebbero lasciato la loro impronta (e i loro manufatti) sul pianeta Terra.

Così come molti altri antichi manufatti, è il ritrovare elementi simili in luoghi molto distanti del globo ciò che colpisce la fantasia, e non solo. Anche se l’origine naturale delle sfere di pietra appare conclamata, sappiamo che per gli indiani Hopi queste conformazioni naturali assumevano però un significato altro. Quindi non è da escludere che civilizzazioni esistite in tempi molto antichi potessero averle usate per un qualche scopo che ormai oggi non possiamo più comprendere.

Il “precedente” che non ci consente di accettare senza colpo ferire l’interpretazione ufficiale sono le sfere del Costa Rica, il cui uso nessuno conosce. Forse sono state modellate sulle sfere crete dalla natura, per replicarne o amplificarne l’effetto. Forse, tutte insieme, disegnavano una mappa, o una rete: un network con ben altre caratteristiche rispetto a quelli a cui siamo abituati, ma non meno potente. Di certo, gli ultimi ritrovamenti in Russia e in Bosnia accendono nuovi interrogativi, che meriterebbero di essere approfonditi ma a cui non avremo mai risposta, se nessuno si assumerà questo compito.

Fonti:

Fonte: https://www.saggiasibilla.com/2020/11/21/le-grandi-sfere-di-pietra-nel-mondo-artefatti-o-concrezioni-naturali/

ERESIA
Riflessioni politicamente scorrette sulla pandemia di Covid-19
di Massimo Citro

Eresia

Riflessioni politicamente scorrette sulla pandemia di Covid-19

di Massimo Citro

Tragedia per alcuni, commedia per altri, farsa per altri ancora, la pandemia 2020 è stata una rappresentazione.

In primo piano il protagonista, quel virus che non vuole saperne di abbandonare le scene dalla sua prima comparsa su quel palcoscenico, il laboratorio di Wuhan. Pagina dopo pagina, fanno il loro ingresso gli altri attori: quell'OMS responsabile di un lungo e ingiustificato ritardo nell'annunciare l'emergenza e prendere provvedimenti, e la Paura, quella paura virale leva di un apparato messo in atto dai media per mantenere alta la tensione e perpetrare una coreografia del terrore che arrivi a condizionare anche le menti più forti.

In questa scenografia, sono tanti gli interrogativi che si pone il dottor Massimo Citro. S'interroga sul Comitato Tecnico Scientifico, sui suoi documenti segreti e sui suoi giochi di parole per vietare pur non vietando, sulla lotteria delle statistiche e le plateali frodi di una scienza asservita a un potere sovranazionale che troppe volte tende a nascondere la verità, o a distorcerla.

S'interroga sul terrore mediatico che continua a paralizzare intere nazioni, drammatizzando e fomentando un panico incontrollato che colpisce e lacera gli animi. E ancora s'interroga sulla validità delle motivazioni che hanno imposto il lockdown e la dittatura della precauzione, con lo stesso modus operandi in tutto il mondo, facendo presupporre che dietro le quinte ci sia una ben definita regia.

Da qui si originano le riflessioni politicamente scorrette di "Eresia", un saggio in cui si esorta il lettore a ritornare a considerare i fatti in modo obiettivo e non attraverso il clamore mediatico, a esaminare le innumerevoli coincidenze.

Perché quando i casi sono tanti è sempre arduo pensare alla fatalità: sul palcoscenico si rappresentano gli eventi, ma nel retroscena qualcuno li dirige, e la manipolazione deve essere invisìbile, come invisibile deve essere chi la manovra. L'epilogo dunque dipenderà da noi, dalla nostra voglia di capire e dalla forza che avremo di reagire.

Prefazione di Alessandro Merluzzi.

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