La vera Europa non è quella dei banchieri e dell’oligarchia di Bruxelles

di Adriano Tilgher

La vera Europa non è quella dei banchieri e dell’oligarchia di Bruxelles.

Se si ama la propria terra, se amiamo l’Italia, non possiamo prescindere dal vederla e volerla unita in una grande Europa: un’Europa politica che, da Brest a Vladivostok, possa diventare, con le sue risorse e le sue capacità umane, la reale alternativa alla finanza apolide che ci sta dominando, con la sua storia e la sua cultura, un faro di civiltà per il mondo intero e un freno insormontabile per gli imperialismi, quello decadente americano e quello emergente cinese.

Sembrerebbe un sogno irrealizzabile anche perché diventa difficile far capire che quell’ignobile pateracchio che va sotto il nome di Unione Europea è il principale impedimento alla realizzazione dell’Europa e che l’euro, la nuova moneta che ci ha resi tutti più poveri, è una moneta apolide e non è la moneta dell’Europa, anche se è utilizzata in molte nazioni europee.

Non esistono strutture europee, non c’è un Presidente della Repubblica, non c’è un governo e sicuramente ancora non esiste un popolo europeo.

“L’Europa di domani, quella vera, può essere solo un’Europa politicamente integrata, rappresentata da uno stato confederato con attribuzioni precise di potestà e competenza, tanto nel campo normativo che in quello esecutivo, soprattutto per quanto riguarda la difesa, il commercio estero, la moneta internazionale, ecc… Gli attuali stati, insomma, dovranno svuotarsi dei loro particolari egoismi a favore di uno Stato europeo decentrato amministrativamente in zone autogestite. Non basta una politica monetaria comune, come capita oggi; è indispensabile delineare un destino politico comune per tutte le genti del continente. Ciò non sarà possibile se non si penserà agli strumenti essenziali per una difesa comune e disancorata dagli interessi d’oltreoceano. Fra questi, la costituzione di un esercito volontario europeo, tecnicamente attrezzato, professionale e con gerarchie uniche.”

La nostra Europa deve essere una, indivisibile e sintesi di una grande concezione storica e culturale. Questa visione si scontra con gli interessi dei grossi gruppi economici internazionali tesi essenzialmente al controllo del mercato a qualsiasi costo. L’attuale crisi del sistema finanziario internazionale sta creando delle nuove grosse opportunità per il rilancio di una vera ed autentica visione europea.

“Il nostro progetto europeo presuppone l’uscita dalla NATO e da qualsiasi altro accordo che limiti la piena sovranità del continente, per proiettare la nostra attenzione nel Mediterraneo, stringendo legami con quelle Nazioni che vedono nell’unità europea una possibilità per il loro sviluppo tecnologico e produttivo. Una prospettiva di leale interdipendenza che condurrà ad un proficuo interscambio tra le due parti.In questo progetto Eurasia-Eurafrica, l’Italia, per la sua collocazione geopolitica, ha un ruolo essenziale e trainante da svolgere: l’Italia è il ponte tra i popoli su cui incontrarsi nell’alleanza tra gli oppressi contro gli sfruttatori della Terra.”

Articolo di Adriano Tilgher

Fonte: https://www.controinformazione.info/la-vera-europa-non-e-quella-dei-banchieri-e-delloligarchia-di-bruxelles/

GOLPE GLOBALE
Capitalismo terapeutico e Grande Reset
di Diego Fusaro

Golpe Globale

Capitalismo terapeutico e Grande Reset

di Diego Fusaro

Come il potere ha sfruttato il Covid-19 per rafforzarsi

Per Diego Fusaro, filosofo del “pensare altrimenti” e celebre voce fuori dal coro nel dibattito pubblico italiano, la gestione della pandemia di Covid-19 lascerà un’impronta minacciosa e duratura sul futuro dell’umanità, al di là degli aspetti sanitari.

Richiamandosi all’insegnamento dei grandi filosofi, Fusaro mostra come l’emergenza sia diventata un metodo di governo a cui il potere ricorre per una ristrutturazione in senso oligarchico e autoritario dell’economia, della società e della politica.

I signori della finanza e dell’hi-tech guadagnano potenza e pervasività, gettando sull’umanità l’ombra di un capitalismo assoluto-totalitario, mentre le piccole imprese e il ceto medio usciranno devastati dagli interminabili lockdown. Il dissenso e la sua organizzazione sono neutralizzati e la democrazia diventa un simulacro. La formazione dei più giovani è pregiudicata e la chiusura di ogni spazio pubblico e sociale arriva a minare qualunque principio di solidarietà umana.

Per questo Fusaro arriva a parlare di golpe globale, una svolta autoritaria di tipo post-nazionale che approfitta di quello che è stato definito “Grande Reset” per instaurare una nuova normalità, a cui il filosofo ci invita a ribellarci.

Il potere utilizza abilmente il Covid-19 a proprio beneficio, per rinsaldare la propria struttura, per abbattere i residui limiti e neutralizzare il crescente dissenso verso le élite.

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