In Emilia Romagna vaccini obbligatori per il personale sanitario. Cgil: «Siamo contrari alla coercizione»

 di Terra Nuova

La Regione Emilia Romagna approva con una delibera l’introduzione dell’obbligo vaccinale anche per il personale sanitario. Nei reparti di oncologia, ematologia, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, nei Pronto soccorso e nei Centri trapianti dell’Emilia-Romagna potranno lavorare solo gli operatori sanitari (e dunque medici, infermieri, ostetriche) che risultano immuni nei confronti di morbillo, parotite, rosolia e varicella. Chi non ha avuto le malattie o non si è già vaccinato, dovrà vaccinarsi.

Se l’operatore non è immune e rifiuta di sottoporsi alla vaccinazione, subirà limitazioni o trasferimenti sul lavoro. Lo prevede il documento “Rischio biologico e criteri per l’idoneità alla mansione specifica dell’operatore sanitario”, approvato dalla Giunta regionale con un’apposita delibera.

Le indicazioni del documento sono destinate sia al personale in servizio che al personale di prossima assunzione e la Regione stanzia circa 500mila euro.

Ma la Cgil non ci sta e con una propria nota si oppone al provvedimento.

“Apprendiamo dalla stampa e dai social network che la Regione Emilia-Romagna ha deliberato il documento “Rischio biologico e criteri per l’idoneità alla m ansione specifica dell’operatore sanitario” con il quale si pone l’obiettivo di valutare l’immunità degli operatori sanitari nei confronti di morbillo-parotite-rosolia-varicella per riservarsi poi la possibilità nel caso in cui questi non siano immuni di spostarli dai propri reparti di assegnazione, se considerate reparti ad alto rischio – scrive la Funzione Pubblica Cgil Emilia Romagna – Vengono considerati reparti ad alto rischio, nel documento che ci è stato recapitato, oncologia, ematologia, radioterapia, centro trapianti e dialisi per trapiantati, neonatologia, ostetricia, pediatria, malattie infettive, rianimazione, Pronto soccorso. Praticamente il cuore degli ospedali più importanti della Regione Emilia-Romagna ovvero quei reparti dove si erogano prestazioni altamente specialistiche.In buona sostanza i professionisti che lavorano in questi reparti anche se non malati, nel caso in cui risultino non immuni, dovranno obbligatoriamente andarsene dal reparto per essere trasferiti in un altro reparto. Premesso che non siamo contro le vaccinazioni e anzi riteniamo che esse siano stato uno degli elementi di sviluppo della Salute nel nostro paese, questa modalità d’azione della Regione comunque non ci convince e ci lascia alquanto perplessi. Abbiamo manifestato le nostre perplessità chiedendo che venisse costruito un percorso di coinvolgimento nella costruzione di una campagna finalizzata alla sensibilizzazione sulle vaccinazioni del personale sanitario, alternativa alla modalità coercitiva che invece ha scelto la Regione. Ci sembra infatti che con questa modalità di azione si vincoli il personale non vaccinato alle quattro vaccinazioni inserite di recente tra gli obblighi nel calendario vaccinale, ovvero morbillo parotite rosolia è varicella, a sottoporsi ad esse per rimanere a lavorare nel proprio reparto o nel proprio servizio. Oltre alla contrarietà alle decisioni unilaterali, anziché l’utilizzo del metodo partecipativo, ci sembra alquanto velleitaria la possibilità che interi blocchi di lavoratori siano obbligati a trasferirsi in altri reparti lasciando così sguarniti i reparti dove erano assegnati, reparti nei quali dovranno essere inseriti nuovi operatori che dovranno essere addestrati e inseriti in percorsi di formazione impegnativi e di lunga durata. Sappiamo tutti quanto è lungo l’addestramento di un infermiere di pronto soccorso, di una dialisi o di un centro trapianti e sappiamo tutti che per garantire questo addestramento servono investimenti in risorse umane nonché economiche. I dubbi che esprimiamo in questo comunicato stampa sono quelli infatti che ci hanno portato alla decisione di non sottoscrivere un verbale nel quale si dichiarasse assenso a tale documento. La precisazione è dovuta rispetto ai contenuti del comunicato letto sul sito della regione e sui vari social network dove si parla di un confronto con le organizzazioni sindacali preventivo all’emanazione del documento. La Funzione Pubblica CGIL non lo ha sottoscritto perché crede che la partecipazione prima della coercizione sia sempre l’elemento da utilizzare per agire quel necessario cambiamento che oggi la popolazione si aspetta all’interno delle strutture sanitarie per migliorare la qualità dell’assistenza”.

Ora si attende di vedere cosa accadrà. Intanto però è in piena applicazione la legge 119 del 2017 che ha esteso l’obbligo a dieci vaccinazioni per i bambini da 0 a 16 anni. Articolo di Terra Nuova

Fonte: http://www.terranuova.it/News/Attualita/In-Emilia-Romagna-vaccini-obbligatori-per-il-personale-sanitario.-Cgil-Siamo-contrari-alla-coercizione

DIGIUNO SECCO —
Gli ultimi sviluppi della digiunoterapia in Russia
di Sergej Filonov

Digiuno Secco —

Gli ultimi sviluppi della digiunoterapia in Russia

di Sergej Filonov

Hai mai sentito del digiuno secco? In questo libro il Dott. Sergej Filonov spiega in modo semplice questa terapia e alcune modalità per metterla in pratica.

Con linguaggio accessibile Filonov accompagna il lettore in un percorso avvincente alla scoperta dei tanti esempi di digiuno secco presenti in natura per arrivare a dimostrare che questo metodo, apparentemente d’avanguardia, affonda in realtà le sue radici nella notte dei tempi, trattandosi di un espediente incorporato da madre natura nel corso dell’evoluzione delle specie animali.

L’autore, forte della sua esperienza trentennale di cura in questo campo, si sofferma ad infrangere i miti diffusi sul tema e illustra dettagliatamente:

  • i meccanismi che il digiuno secco innesca e potenzia nell'organismo: acidosi, autofagia, autolisi e altri;
  • in presenza di quali patologie è consigliabile ricorrere al digiuno secco;
  • i vantaggi del digiuno secco rispetto agli altri tipi di digiuno;
  • l’algoritmo per una corretta pratica di digiuno secco in condizioni domestiche a partire dalla pulizia dell’intestino, per esempio con enteroadsorbimento tossinico.

L’efficacia del digiuno secco nella lotta contro gravi malattie dipende dal fatto che esso contribuisce a rinvigorire il sistema immunitario, permettendo all'organismo di sviluppare in breve tempo nei fluidi corporei le più alte concentrazioni di sostanze biologicamente attive: ormoni, cellule immunocompetenti, immunoglobuline e anticorpi.

Rispetto al digiuno idrico, quello secco risulta inoltre più valido perché accelera i meccanismi di depurazione (un giorno di digiuno secco corrisponde a tre giorni di digiuno idrico) e perché agisce mediante un processo diverso e più radicale: durante un digiuno secco, senza acqua esogena, non ha luogo alcuna “lavatura” delle tossine ma piuttosto un processo di bruciatura delle tossine “nella propria fornace”. Ogni singola cellula innesca una reazione termica. In tali circostanze muoiono le cellule patologiche e sopravvivono le cellule più forti, le più sane, ed esse per sopravvivere a tali estreme condizioni sono costrette a sintetizzare acqua endogena, di qualità eccellente e purissima, priva delle informazioni portate nel nostro corpo dall'ambiente esterno. Meccanismi simili non avvengono in alcuno degli altri tipi di digiuno praticati a fine terapeutico.

...

I commenti sono chiusi.