L’estinzione di massa porto il pianeta al limite della sopravvivenza

L’estinzione di massa porto il pianeta al limite della sopravvivenza

Un nuovo studio ha rivelato quanto tempo ci è voluto perché gli oceani del mondo si riprendessero dopo la morte dei dinosauri.

Quando un enorme asteroide colpì il Messico 66 milioni di anni fa, la devastazione che ne seguì fu così assoluta che è sorprendente che il pianeta sia sopravvisuto e abbia ripreso il suo ciclo naturale.

Oltre ai dinosauri, la maggior parte delle specie sulla Terra è scomparsa, aprendo la strada ai domini dei mammiferi e, infine, all’evoluzione degli umani moderni.

Ma esattamente quanto tempo ha impiegato il mondo a riprendersi dopo questo devastante evento di estinzione di massa?

Secondo un nuovo studio, il plancton alla base dell’ecosistema oceanico ha impiegato 13 milioni di anni per riprendersi completamente e ripopolare in seguito al disastro.

“Abbiamo esaminato i migliori reperti fossili di plancton oceanico che siamo riusciti a trovare: nannofossili calcarei e raccolto 13 milioni di anni di informazioni su un campione ogni 13 mila anni”, ha dichiarato l’autore principale Sarah Alvarez dell’Università di Gibilterra.

“Abbiamo misurato l’abbondanza, la diversità e la dimensione delle cellule da oltre 700.000 fossili, probabilmente il più grande set di dati fossili mai prodotto da un sito”.

La ricerca ha anche contribuito a evidenziare i rischi della perdita di diversità dei nostri giorni.

“La perdita di specie oggi corre il rischio di eliminare le creature chiave negli ecosistemi, ciò che abbiamo dimostrato da questa documentazione fossile è che la funzione viene raggiunta se si dispone dei giocatori giusti che ricoprono ruoli chiave.”

“Oggi, riducendo la biodiversità, stiamo correndo il rischio di perdere i nostri attori critici dell’ecosistema, molti dei quali non apprezziamo ancora fino in fondo”.

Fonte: https://www.hackthematrix.it/?p=26345

IL CIBO SIA LA MIA MEDICINA —
Gli Alimenti e le Ricette per nutrire il microbiota e curarsi mangiando
di Stefano Montanari, Antonietta Gatti, Alessandra Borelli, Isabella Massamba

Il Cibo sia la mia Medicina —

Gli Alimenti e le Ricette per nutrire il microbiota e curarsi mangiando

di Stefano Montanari, Antonietta Gatti, Alessandra Borelli, Isabella Massamba

A differenza della stragrande maggioranza dei libri dove si tratta di dieta alimentare promettendo miracoli, in quest’opera gli autori… raccontano i fatti. Più gli esseri viventi diventano complicati, più i singoli individui si differenziano.

Basti considerare i gusti personali, le allergie e la capacità più o meno vistosa d’ingrassare o di restare magri.

L’Homo sapiens, nella sua infinita diversità "sostengono gli autori" è onnivoro e trova le sostanze necessarie al suo sostentamento in una varietà di alimenti.

Ognuno di noi, a seconda delle caratteristiche (legate anche all’etnia, alla cultura, all’età e a tante contingenze), delle capacità e delle mancanze di capacità del proprio organismo utilizza di preferenza una certa composizione alimentare.

Suddiviso in 5 parti, di cui una con ricette e relative foto, il libro descrive in modo semplice ed efficace:

  • le funzioni dell’organismo;
  • il ruolo centrale del microbiota;
  • le esigenze di carburante del nostro corpo;
  • come soddisfarne le esigenze.

Estratto dal libro

Il cibo che mangiamo non solo nutre le nostre cellule ma determina che tipo di microorganismi saranno in grado di crescere all’interno del nostro intestino.

Ogni volta che scegliamo un cibo per noi, dovremmo aver presente che lo stesso cibo, nel bene e nel male, arriverà anche ai batteri intestinali, quando non saranno proprio loro a richiedercelo. Insomma, quando ci sediamo a tavola abbiamo sempre dei commensali invisibili ma esigenti a farci compagnia!

Una dieta bilanciata può essere di grande aiuto nel momento in cui le diverse specie di batteri vivono in un sistema di controllo e bilanciamento reciproco.

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