Erbe selvatiche: a maggio è ora di andare a “caccia”

di Manuela Soressi

Le erbe selvatiche che crescono in campi e prati sono un tesoro di sapori e profumi che crescono spontaneamente, nei boschi, nelle aiuole dei giardini e negli orti.

A portata di mano maggio e giugno sono i mesi migliori per una gita a “caccia” di questo tesoro naturale buono e che fa bene alla salute. Attenzione però bisogna sapere quel che si raccoglie, meglio quindi documentarsi prima con libri o affidarsi a degli esperti.

È la stagione perfetta per andare a raccogliere le erbe selvatiche che crescono in campi e prati. Un tesoro di sapori e profumi, da “maneggiare” con cura Maggio e giugno sono i mesi ideali per una scampagnata fuoriporta a “caccia” delle erbe selvatiche che crescono nei prati, nei boschi, nelle aiuole dei giardini e negli orti e persino ai margini delle strade. Piante, germoglie e fiori che rappresentano un patrimonio di sapori e profumi molto valorizzato nella cucina tradizionale italiana. E non solo sul piano del gusto.

Salute a portata di campo Infatti grespino e ramolaccio, cardogna e acetosella, cicorietta e ortica sono anche alimenti dalle interessanti proprietà nutrizionali, visto che almeno metà delle erbe selvatiche contengono composti che presentano sia proprietà alimentari che farmacologiche. “Le erbe di interesse gastronomico sono considerare le ‘sorelle povere’ delle verdure coltivate: in tempi di difficoltà economica rappresentavano una risorsa importante per arricchire  i pasti di sali minerali, proteine e vitamine” spiega Francesco Carimi, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e responsabile dell’Istituto di genetica vegetale (Igv), unità di supporto (UOS) di Palermo. Un motivo in più per conoscere, cogliere e consumare questi umili alimenti naturali, a basso impatto ambientale e davvero low cost, che portano in tavola tutto il gusto della primavera.

5 erbe spontanee di stagione E’ il momento giusto per andare a cogliere fusti e fiori di finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare), da usare per aromatizzare paste tradizionali (come quella con le sarde) e minestre. Altre piante spontanee di stagione sono le ortiche, che possono sostituire gli spinaci nella sfoglia delle tagliatelle verdi e delle lasagne verdi, o nel ripieno dei tortelli, ma che si possono cucinare anche ripassate, da sole o con legumi, nelle minestre, nei ripieni e nelle frittate. Presto si aprirà anche la stagione della nepitella (o “mentuccia”) che cresce spontanea in molte zone d’Italia e si cucina da sola, ripassata o con legumi, nelle minestre e nei ripieni. Da luglio si passerà all’acetosa o “erba brusca” (Rumex acetosa), le cui foglie giovani si usano in minestre e frittate, a cui danno un particolare sapore piccante e rinfrescante. L’estate è anche la stagione della melissa, di cui si colgono le foglie che, fresche o essiccate, sono deliziose nelle insalate, nelle frittate e nella macedonia.

Raccolta fai-da-te ma senza rischi Cercare le erbe spontanee sui prati di monti e colline è divertente e rilassante, ma è importante saper riconoscere le piante e trattarle nel modo giusto. Infatti ogni anno la cronaca registra sono casi di incauti e sprovveduti raccoglitori di erbe spontanee che finiscono al pronto soccorso con sintomi da avvelenamento causati dal consumo di foglie di mandragola scambiate per borragine o spinaci. Dunque, prima di andare in cerca di erbe spontanee occorre informarsi e documentarsi. Altrettanto importante è scegliere dove andare a coglierle: meglio evitare le zone trafficate e a rischio di inquinamento, verificare l’area non sia sottoposta a tutele ambientali, limitarsi a raccogliere solo lo stretto indispensabile (evitando la raccolta “selvaggia” che può compromette la possibilità della specie di riprodursi) e prendere solo erbe giovani, sane e vitali, senza parti avvizzite, sporche o impolverate. Per trasportarle si devono usare solo cestini o buste di tela: così le erbe continuano a respirare e appassiscono meno velocemente. Le erbe raccolte vanno tenute al riparo dal sole e preparate il più rapidamente possibile, perché si degradano in fretta. Altrettanto importante è trattarle in modo adeguato una volta portate le erbe a casa. Occorre lavarle con acqua e, volendo, fare anche un ultimo lavaggio con il bicarbonato, mettendone un cucchiaio ogni cinque litri di acqua.

Cucinarle nel modo giusto Anche sulle modalità di consumo delle erbe spontanee occorre informarsi, perché alcune devono essere cotte, mentre altre si possono mangiare anche crude. “Molte composite a fiori gialli (come le diverse specie di grespino riferite al genere Sonchus) possono essere consumate crude in insalata (fiori compresi). Invece quelle che contengono lattice piccante-urticante, come il grattalingua, vanno sbollentate. E a numerose specie di cardi selvatici conviene togliere le foglie e spellare gli steli prima di sottoporli a una breve cottura” aggiunge Carimi. Molti sono i libri e i siti dedicati a quest’argomento. Su http://piantespontaneeincucina.info/si possono consultare schede botaniche e ricette, mentre su “Ricette gustose con erbe” (Macro Editore) si trovano anche tante idee per cocktail e piatti, oltre a consigli sulla stagione e i luoghi ideali per andare a caccia di erbe. Interessante, ben documentato e avvincente anche “Le verdure dimenticate” di Morello Pecchioli, edito da Gribaudo.

Provare la “raccolta guidata” con gli esperti Non esperti che spiegano quadri o monumenti, ma botanici che svelano “sul campo” i segreti delle erbe spontanee, insegnando a individuarle e riconoscerle. E, dopo escursioni e camminate, si passa a tavola, per gustare le ricette a base di erbe locali cucinate dagli chef. Una nuova forma di turismo en plein air che rappresenta una bella opportunità per chi si avvicina per la prima volta al mondo di radicchietti e cicorie, ramolacci e ortiche. È quanto succede dal 26 aprile al 14 maggio a Lana d’Adige in occasione delle tradizionali “Settimane delle erbe selvatiche” e nei fine settimana del 10-11 e 17-18 giugno a Forni di Sopra, in Carnia, per la “Festa delle erbe di primavera”. Un altro appuntamento importante è Erbeinfiore, storica manifestazione che si tiene a Casola Valsenio, in Romagna (quest’anno il 20 e 21 maggio): una ricca esposizione di fiori, di erbe selvatiche, di piante officinali utilizzate in cosmesi, medicina e cucina, con menu di antiche ricette recuperate dalla tradizione dei nonni. È dal comune romagnolo che è partita la riscoperta delle erbe aromatiche, con l’apertura del giardino delle erbe, un parco botanico di proprietà della Regione Emilia-Romagna nato per conservare e salvare dall’estinzione 400 specie di piante officinali e aromatiche.

Articolo di Manuela Soressi

Fonte: https://www.salepepe.it/news/consigli-pratici/erbe-selvatiche-maggio-ora-andare-caccia/

AUDACIA E LIBERTà
Trova la tua vera casa nell'universo
di Gangaji

Audacia e Libertà

Trova la tua vera casa nell'universo

di Gangaji

Il libro "Audacia e libertà" di Gangaji è il primo di una serie di testi che Salvatore Brizzi ha deciso di pubblicare con la Antipodi Edizioni, la casa editrice che ha fondato nel 2005Audacia e libertà si inserisce nella collana Antidoto (autori di non-dualità).

Brizzi lo ha selezionato in quanto costituisce un piccolo capolavoro, ancora sconosciuto in Italia, di questa autrice del Texas, allieva diretta di Poonja (Sri Poonjaji), a sua volta allievo del grande Sri Ramana Maharshi.

Gangaji già da decenni è molto nota in America nell'ambiente spirituale, oltre che per la sua simpatia, anche per i suoi satsang (scambi diretti fra maestro e allievo), dove presenta la realizzazione del Sé come qualcosa di semplice e immediato, applicandola ai problemi quotidiani, per cui si ha la sensazione di poter subito toccare con mano ciò che di norma viene presentato come conquistabile solo al termine di un percorso infinito.

In questo libro Gangaji ti sfida a:

  • esaminare la tua vita;
  • scegliere di risvegliarti dalla trance di chi pensi di essere e sperimentare la verità di chi sei veramente;
  • decidere di non ritornare in trance distogliendoti da quell'essenziale esperienza di risveglio;
  • indagare nuovamente e genuinamente come sorgono i pensieri o i sentimenti di separazione.

Non ci vengono date pratiche o rituali da svolgere - a meno che uno non consideri l'indagine stessa una pratica - ma nemmeno ci vengono preclusi.

Fondamentalmente, il libro mette in discussione quello che pensi di essere.

Chi sei non è separato da Dio, dall'Amore, dalla Verità, dalla Libertà, dalla Pace, dal Silenzio o qualunque altro nome gli diamo.

Quindi, non c'è nulla che devi fare per "raggiungerlo".

Non è qualcosa che bisogna meritare. Chi Sei c'è già, c'è sempre stato e sempre sarà.

Questo libro ti invita al semplice risvegliarti a te stesso.

Il libro colpisce al cuore delle strategie di controllo più subdole perpetrate dall'ego.

Attraverso il dono dell'auto-indagine e il desiderio profondo di vivere una vita vera e autentica, Gangaji ti invita a scoprire la semplicità di una risolutezza così totale, che ogni aspetto della vita quotidiana diverrà una naturale occasione di abbandono.

"Rimanete nella vigilanza e vedete. Semplicemente aspettate e vedete. Vedete qual è il destino del corpo. Vedete qual è l'impeto della vita. Degli oggetti passeranno sull'altare della vigilanza. Lasciate che passino come nuvole. Le nuvole non sono un problema, certamente non lo sono dal punto di vista del cielo. Voi siete il cielo. Non siete un'entità che alza lo sguardo verso il cielo. Siete il cielo che guarda l'apparizione di un'entità."

"I libri sacri e i grandi maestri hanno spesso detto che l'essere risvegliato è molto raro. Questo era vero in passato. Se lo sia nel presente e nel futuro dipende da voi. Richiede una determinazione così totale da essere incommensurabile; ma quando la determinazione è audace, totale, è assolutamente facile. [... ... ...] Sin dal primo satsang, ho continuato a ripetere che la determinazione non è casuale. Non è banale. È la pos­sibilità più straordinaria, rara e insolita che si abbia nel corso di una vita. Abbracciandola e arrendendovi a questa straordinaria opportunità, avete il sostegno di ogni essere risvegliato in ogni dimensione del tempo, prima del tempo e anche dopo di esso. Comunque, dipende totalmente da voi. Venite sostenuti, incorag­giati, scossi, persuasi e tuttavia dipende sempre da voi".

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