L’eccesso di sale favorisce l’insorgenza della demenza

Un eccessivo consumo di sale può favorire l’insorgere della demenza poiché influenza la proteina tau, collegata all’Alzheimer. A mettere in guardia, indagando i motivi del meccanismo, è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature.

A condurre la ricerca un team della Weill Cornell Medicine di New York che, in uno studio precedentemente pubblicato su Nature Neuroscience, aveva dimostrato come il mangiare cibi troppo salati sia collegato a un aumento di declino cognitivo nei topi.

A esser chiarito nel nuovo lavoro è il reale motivo alla base di questa associazione. I ricercatori avevano infatti ipotizzato che il motivo fosse collegato all’irrigidimento delle pareti vascolari causato dal sale, che poteva influenza l’apporto di sangue alle cellule cerebrali. Ma gli autori si sono resi conto che la riduzione del flusso ematico non era di entità tale da impedire il normale funzionamento del cervello. Studiando i topi, sono riusciti a dimostrare che la ridotta produzione di nitrossido da parte dei vasi sanguigni, causata dal troppo sale, influenza la stabilità della proteina tau nei neuroni.

“Quando la proteina tau diventa instabile e fuoriesce dal citoscheletro provoca dei problemi” poiché si accumula nel cervello, spiega Costantino Iadecola, professore di neurologia alla Weill Cornell Medicine. Per verificarlo, i ricercatori hanno somministrato ai topi una dieta ricca di sale ma anche un anticorpo che promuove la stabilità della proteina tau, notando come questo li proteggeva dallo sviluppo di demenza. “Questo ci ha convinto che la cosa è determinante per la comparsa di Alzheimer è la formazione dei depositi di tau e non la riduzione del flusso ematico al cervello”, sottolinea Uadecola.

Fonte: https://www.ilmessaggero.it/salute/ricerca/depressione_cura_palestra_esercizio_fisico_30_aprile_2018-3702093.html

GRAZIE DOTTOR HAMER - VOL. 1 + SEZIONE PANDEMIA COMPRESA —
Nuova edizione aggiornata, pandemia compresa
di Claudio Trupiano

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Un libro che presenta l'inevitabile il capovolgimento della metodologia utilizzata dalla scienza medica sinora.

Sono trascorsi diversi anni dalla prima edizione di questo libro, era il 2007

E’ passata abbastanza acqua sotto i ponti per provare a fare un primo consuntivo e continuare a credere nell’obiettivo che mi sono proposto. Sono alla settima edizione, aggiornata e corretta, di un lavoro che amo e che ha occupato molta parte della mia vita. E’ stato un percorso entusiasmante in continua evoluzione.

La condivisione dello studio delle Leggi Biologiche insieme ad altri compagni di viaggio (medici, psicologi e specialisti in vari settori della cura della persona) ha contribuito, da una parte a verificare continuamente la scientificità delle scoperte del dr. Hamer, dall’altra a integrare con continui approfondimenti la connessione mente-corpo. Per questo ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito a questa crescita e un grazie particolare ad alcuni di loro che hanno voluto scrivere una loro testimonianza. Ho inserito il loro contribuito al termine del libro.

Non è la ricerca di un’apologia del libro, ma la gioia di testimoniare la verifica e la conferma da parte di professionisti autorevoli.

Sono sempre stato convinto che solo i medici, nella loro autorevolezza e competenza, possono consentire il riconoscimento ufficiale della connessione mente-corpo e quindi poter applicare questo capovolgimento diagnostico. Nella rivisitazione dei contenuti del testo nuove argomentazioni sono state aggiunte in merito all’infarto del miocardio, alla psoriasi, ma soprattutto al grande capitolo dei virus (pandemia Covid compresa) e ad altre patologie. Il lavoro non è finito e sicuramente si potranno apportare altri approfondimenti, ma lo schema strutturale dell’impianto diagnostico resta invariato, anzi risulta ancora più supportato e riconosciuto scientificamente. Le Leggi Biologiche non sono assolutamente una medicina alternativa e non viene prescritta alcuna terapia sostitutiva e soprattutto non sono in contrasto con la Medicina Ufficiale, anzi!

Le Leggi Biologiche sono un capovolgimento diagnostico e hanno bisogno del progresso scientifico medico per essere applicate, e la Medicina Ufficiale ha bisogno delle Leggi Biologiche per essere completa. Ora è sufficiente e necessario che aumenti il numero della massa critica per recepire e allargare il campo di azione e di riconoscimento del “nuovo”. E’ una questione di tempo. Ai medici l’autorevolezza e il coraggio di continuare un percorso straordinario di divulgazione di una rivoluzione epocale nella scienza medica, contestualmente alla nascita di un nuovo “essere umano” consapevole del senso biologico del proprio corpo. 

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