“Densità” e “dimensioni” dal punto di vista esoterico

C’è in generale una certa confusione sui concetti di “dimensione” e “densità” nell’esoterismo, specialmente da parte di chi si avvicina a questi termini attraverso la tanta letteratura New Age un po’ superficiale che si trova ora in rete.

In questo articolo cercherò di fare un po’ di chiarezza, ma sarà sempre secondo quello che è il mio personale punto di vista, perché in effetti non esiste una definizione veramente unanime di “dimensione” neanche da parte della scienza. Si tratta di parole usate con molti significati diversi, ma se lasciamo perdere l’idea di essere scientificamente precisi e ci focalizziamo sul comprenderle in senso più spirituale, magari avremo qualche possibilità in più di capire.

Cosa sono le “dimensioni”?
Dimensione = aspetto matematico, astratto e non-fisico di un certo piano di realtà.

Normalmente consideriamo il nostro piano di esistenza (quello che riusciamo a percepire con i nostri sensi e a misurare con i nostri strumenti) un piano a 3 dimensioni (anche se c’è chi lo definisce “a 4 dimensioni” aggiungendo la dimensione tempo alle 3 dimensioni dello spazio).

Proviamo invece a considerare un piano di realtà con due sole dimensioni, abitato da esseri anch’essi bidimensionali. Una sfera che passa in quel mondo verrebbe percepita come un punto che si allarga in una linea e poi si restringe nuovamente in un punto, perché a loro mancherebbe una dimensione rispetto a noi.

Possiamo quindi dedurne che tutto ciò che noi percepiamo in 3 dimensioni avrebbe molte più caratteristiche se lo percepissimo da una realtà in quattro dimensioni. La stessa sfera che noi vediamo passare e che pensiamo sia tutto ciò che c’è da percepire, magari ha una forma completamente diversa e più ricca in una realtà con 4 dimensioni… e più le dimensioni aumentano, più la sua forma si arricchisce.

Nel lavoro spirituale trovo sia utile intendere la parola “dimensione” come qualcosa che è legato alla consapevolezza, piuttosto che al mondo fisico in sé per sé.

Diciamo ad esempio che una persona ha mediamente una consapevolezza di terza dimensione: quando la sua consapevolezza raggiunge la quarta dimensione, la persona è sempre fisicamente nello stesso luogo, ma vede le cose in modo diverso perché le osserva avendo a disposizione una dimensione in più.

Ad esempio, vede l’illusione della dualità, vede opportunità dove chi ha una consapevolezza di terza dimensione vede ancora ostacoli, e così via…

Cosa sono le “densità”?

Densità = aspetto fisico e vibrazionale di un certo piano di realtà.

Quando si parla di “densità” (soprattutto per come questo termine viene usato ne “La Legge dell’Uno”) intendiamo proprio l’aspetto fisico della vibrazione che compone quella che noi chiamiamo materia (che poi è solo vibrazione molto rallentata). Più questa vibrazione accelera nella sua frequenza, più la densità che percepiamo nel mondo circostante diminuisce, fino a che ci troviamo in una realtà fisica decisamente meno “materiale” di prima.

Il termine “densità” potrebbe quindi riferirsi sia a una minore densità della materia (le particelle sono più rarefatte) sia a una maggiore densità della frequenza (vibrazioni più alte). In effetti già possiamo notare con i nostri strumenti scientifici che materie più dense hanno anche frequenze più lente. Che io sappia non esiste però una letteratura scientifica che usi il termine “densità” per indicare un diverso piano di realtà, lo si ritrova solo in campo esoterico-spirituale.

Potremmo quindi dire che se le “dimensioni” sono gli aspetti legati alla nostra consapevolezza, il punto di vista da cui guardiamo il mondo, le “densità” sono gli aspetti legati alla vibrazione fisica di quello stesso mondo.

In molti casi i termini “densità” e “dimensione” sono abbastanza intercambiabili pur identificando aspetti diversi, così come il termine “dimensione” si scambia spesso con quello “realtà”, ad esempio quando parliamo di “dimensioni parallele” o “essere multidimensionale”. Come vedete tutto ciò è abbastanza confuso, ma la confusione è proprio intrinseca alle parole usate, che sono parole “deboli” come direbbe Igor Sibaldi; ossia parole che possono significare molte cose insieme.

La legge dell’ottava e le 7 densità evolutive

La cosiddetta “legge dell’ottava” è un concetto familiare soprattutto agli studiosi e seguaci di Gurdjeff, che lo ha divulgato in occidente a modo suo, ma che ha di per sè radici molto antiche.

L’idea di base, senza entrare in spiegazioni matematiche troppo complesse, è che i processi evolutivi in Natura procedano in continue ottave. Ogni ottava è costituita da 7 fasi (poiché l’ultima fase è anche l’inizio dell’ottava successiva), e ogni fase ne contiene a sua volta altre 7, in un gioco di scatole cinesi che non ha mai fine.

Se cominciamo a guardarci intorno, scopriremo che questi cicli di 7 si ritrovano spesso. Si dice ad esempio che tutte le cellule del corpo si rinnovano nell’arco di 7 anni; nell’evoluzione della personalità Rudolf Steiner, in accordo con la filosofia Sufi, divideva la vita in settenni; conosciamo poi tutti fin troppo bene la “crisi di coppia del 7° anno”; i giorni della settimana sono 7; e molti processi spirituali si consiglia di ripeterli per 21 giorni (7×3). Poi abbiamo 7 note, 7 colori, 7 chakra… anche se alcuni di queste ottave sono legate solo a certe culture (come per la scala musicale), l’ottava a ben vedere è davvero assai diffusa nel nostro mondo.

Negli insegnamenti che cito spesso de “La Legge dell’Uno” si parla di 7 grandi densità evolutive, periodi in cui un essere si evolve da semplice roccia inerte a un immenso Logos vicino a quello che consideriamo Dio. Non mi dilungherò qui nella descrizione dettagliata delle 7 densità, poiché la trovate già in questo articolo.

Mi limiterò a dire che noi ci troviamo nella terza densità e che ci prepariamo in questo particolare momento storico a passare alla quarta. Il pianeta con tutti coloro che sono pronti passerà per intero nell’arco dei prossimi secoli a questo nuovo livello evolutivo, mentre coloro che non sono ancora maturi torneranno ad incarnarsi, una volta deceduti, in altri pianeti di terza densità per un nuovo ciclo evolutivo.

E quelli che dicono che stiamo passando alla 5° dimensione?

Questa è a mio parere un’altra di quelle affermazioni figlia di una New Age un po’ superficiale. Vi è molta disinformazione là fuori, e chi ci tiene a mantenere l’ignoranza sa anche abilmente nutrirla. Il passaggio avviene secondo me in base alla logica di qualsiasi scala: per cui da 3 si passa a 4 e così via, e ogni ciclo evolutivo dura verosimilmente da migliaia a milioni di anni, quindi non è neanche molto sensata l’affermazione che “la 4° dimensione sia solo un breve passaggio”.

Tuttavia, di certo non sappiamo nulla e non è certo mio interesse aggiungere confusione a quella che già esiste. Consiglio soltanto di cercare di vedere le cose in modo semplice, lineare; ossia percepire il concetto di densità evolutiva con l’intento di ricevere maggiore chiarezza, e non di imparare tante nozioni che poi rimangono sterili. Di sicuro non è obbligatorio conoscere né accettare tutti questi concetti per evolvere bene, ma talvolta sono utili specialmente per chi è portato all’astrazione e allo studio.

Ho letto tanto materiale scritto da coloro che professano un “passaggio alla 5° dimensione”: i concetti e il messaggio espresso in fondo è quasi sempre di una natura buona, perché stimola all’Amore; quindi alla fine che importanza ha? Scegliete voi a cosa credere, cosa vi risuona… e che la Vita possa mostrarvi se è vero.

Foto copertina di Daniel Mercadante dal progetto “Rainbow Roads” | Foto articolo di Steve Johnson

Niccolò Angeli

Autore: Niccolò Angeli

Sono un divulgatore a cavallo tra spiritualità, scienza, arte e… tutto ciò che definiamo “Dio”. Amo semplificare e rendere accessibili quei principi esoterici che un tempo erano riservati a pochi eletti. Per me… spiritualità è la vita stessa, è comprendere le leggi universali che regolano la Natura, non solo con la razionalità, ma anche… leggi tutto.

Fonte: https://accademiainfinita.it/blog/12-coscienza/1177-densita-e-dimensioni-dal-punto-di-vista-esoterico

INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA  —
di Bill Mollison, Reny Mia Slay

Introduzione alla Permacultura —

di Bill Mollison, Reny Mia Slay

Responsabilità, ridurre i consumi, contribuire a ripristinare gli ecosistemi e mantenerli stabili nel futuro, produrre autonomamente parte del cibo che mangiamo... La Permacultura ci indica una strada di pace e cooperazione aprendo le nostre menti ad una nuova visione e a vivere un nuovo inizio ogni giorno, come ha ripetuto Mollison, "dalla porta di casa".

La Permacultura è diventata nota in tutto il mondo grazie a questo libro: l'arte di combinare le conoscenze provenienti da discipline diverse (agricoltura naturale, climatologia, botanica, ecologia, bioarchitettura) per progettare in armonia con la natura. L'autore è Bill Mollison, il fondatore della permacultura e Premio Nobel Alternativo, conosciuto in tutto il mondo, avendo condotto conferenze e seminari. Tradotto in tutte le principali lingue, il libro ha venduto oltre 80.000 copie in tutto il mondo.

Permacultura è la contrazione di "agricoltura permanente" (permanent agriculture)  e "cultura permanente" (permanent culture) e sta a significare che ogni cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un'etica per l'uso del suolo.

La Permacultura si occupa ad un primo livello di piante, animali, edifici e infrastrutture (acqua, energia, comunicazione) tenendoli come entità separate e osservando le relazioni tra essi in una determinata area. L'obiettivo è quello di creare un sistema ecologicamente efficace ed economicamente produttivo, in grado di soddisfare le esigenze, evitando qualsiasi forma di sfruttamento e inquinamento, e quindi sostenibile nel lungo periodo. A tal fine, Permacultura sottolinea le qualità intrinseche di piante e animali unite alle caratteristiche naturali del luogo e delle infrastrutture per la creazione di sistemi in grado di sostenere sfruttando il minor terreno possibile.

Leggendo il libro ci si rende conto di quanto la permacultura sia molto di più: in primis è un sistema di riferimento etico-filosofico non dogmatico, successivamente è un approccio pratico alla vita quotidiana assumendo alla base il concetto di prendersi le proprie responsabilità.

Introduzione alla Permacultura, più che un semplice libro, è soprattutto una sorta di repertorio di ecologia applicata, di consigli pratici e di suggerimenti sviluppati dallo stesso autore, dopo lunghe osservazioni sul campo. Tra le pagine scoprirai come ridurre al minimo l'uso di acqua in giardino e nel frutteto sono, i segreti per il raffreddamento di un edificio per mezzo di piante adatte e correnti d'aria o suggerimenti pratici per scegliere l'orientamento di un giardino o di un edificio.

Cosa può offrire la permacultura? Può lavorare a diversi livelli. Ai singoli può offrire un sistema di riferimento etico e pratico, che li aiuti a capire il territorio che li circonda e li guidi nei primi passi della pratica quotidiana. Per i giovani può rappresentare una porta d'accesso che li aiuti a tornare alla campagna, ed in particolare ai territori marginali dimenticati dalla struttura economico-sociale. Per i progettisti, gli architetti, i paesaggisti e gli amministratori pubblici può diventare un punto di riferimento progettuale per affrontare le difficoltà del nostro presente verso la costruzione di un futuro equilibrato e giusto. La permacultura propone loro di progettare recuperando la capacità di uno sguardo aperto verso il pianeta di oggi e quello di domani.

La permacultura è portatrice di una cultura di pace e di cooperazione, è una ricerca di equilibri permanenti, é un invito a diventare artefici e sostenitori di un'agricoltura per cui la gestione e la distribuzione delle risorse sia equa e permanente. Prendendo spunto dai preziosi suggerimenti che offre questo libro, possiamo aprire la mente ad una nuova visione e vivere una nuova quotidianità iniziando, come ama ripetere Mollison, "dalla porta di casa".

Cosa offre la permacultura? Per l'individuo può rappresentare un sistema di riferimento etico e pratico per guidarlo nelle prime fasi della pratica nel territorio di riferimeto. Per gli adolescenti, un gateway per tornare a una vita sostenibile, in campagna o nei luoghi ai margini del progressoPer i progettisti, architetti, architetti del paesaggio e della pubblica amministrazione un progetto chiave per le sfide del nostro tempo nella costruzione di un futuro sostenibile.

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