Della nostra salute non gliene frega niente

di Francesco Carraro

Le tre posizioni in campo, se non andiamo errati, sono queste, in ordine di conformismo e partendo dal basso:

il Covid è un virus non letale, ma pericolosissimo perchè rischia, se oltrepassato il tipping point (il punto di non ritorno), di mandare a carte quarant’otto il Sistema Sanitario Nazionale;
il Covid è un virus come tanti altri, con una carica letale ormai fortemente ridotta, di cui si stanno approfittando per instaurare un regime di polizia;
il Covid è un agente patogeno sintetizzato in laboratorio con lo scopo di dare il definitivo giro di vite a un Nuovo Ordine Mondiale.

Fra coloro che si pre-occupano sinceramente della faccenda – e, credetemi, sono pochissimi rispetto alla massa annichilita dal binomio tampone-televisione – si sono create due fazioni reciprocamente (e ferocemente) ostili. Una di esse propugna la tesi numero uno ed è composta da soggetti che si considerano “buoni”. L’altra diffonde la tesi numero tre ed è composta da individui che vengono considerati “cattivi”. La tesi numero due era già bazzicata da molti poi approdati alla numero tre. Ma comincia ad essere frequentata sempre più spesso dai paladini della tesi numero uno.

In tutto questo bailamme c’è però almeno una questione sicuramente condivisa dalla squadra dei “cattivi” (supporter della tesi numero tre) su cui potrebbe convergere, oramai, anche la formazione dei “buoni” (ultrà della tesi numero uno). Si tratta dell’idea secondo cui le misure sempre più stringenti adottate con decreti da paese delle banane, e con piglio peronista, dal nostro Governo sarebbero comunque “giustificate” dalla tutela della salute. Trattasi di una narrazione cui possiamo rinunciare tutti, quale che sia l’opinione maturata rispetto alla storia della pandemia.

Diciamocelo chiaro una volta per tutte: la salute non c’entra niente. E ai nostri politici la nostra salute interessa quanto la verità al nostro sistema di informazione. Se, putacaso, il morbo uccidesse in casa o per strada senza costringere i cittadini a ricorrere alle cure ospedaliere e ai (troppo pochi) reparti di terapia intensiva, lo Stato avrebbe sicuramente adottato delle contromisure, ma non i diktat sovietici con cui stanno avvitando il tappo sul barattolo delle nostre (sempre più esigue) libertà. Lo dimostra il fatto che ogni giorno muoiono 485 persone di tumore, ma non ci risulta siano state vietate le sigarette. Così come ci sono stati, nel solo 2019, 3.173 morti e 241.384 feriti di incidente stradale, ma non è stata proibita la circolazione.

Lo Stato tollera tranquillamente queste, e molte altre, cose dannosissime per la nostra salute. E il fatto che la salute non sia una sua priorità lo dimostra il taglio brutale e indiscriminato di fondi al S.S.N. degli ultimi dieci anni. Ergo, che noi siamo “buoni” o che noi siamo “cattivi”, su una cosa potremmo comunque convenire. E dovremmo iniziare a ripetercela finché non ci entra in testa: la salute in questa partita ci entra come i cavoli a merenda.

Non è la chiave per orientarci nell’immenso casino che c’è. Qui, nella peggiore delle ipotesi, stanno approfittando di un morbo letale per cancellare i primi cinquantaquattro articoli della Costituzione. Nella migliore, hanno solo una fottuta paura che gli salti il sistema sanitario tra le mani perché sanno di averlo ridotto alla canna del gas. La salute dei poveri cristi – spesso ultra-ottanteni, pluri-patologici e crepati troppo spesso da soli in corsia (grazie alle “provvidenziali” misure anti-Covid) – importa solo al buon Dio. E ai prossimi congiunti.

Articolo di Francesco Carraro

Fonte: www.francescocarraro.com

LE EMOZIONI CHE CURANO
Stare bene con la nuova medicina delle emozioni
di Erica Francesca Poli

Le Emozioni che Curano

Stare bene con la nuova medicina delle emozioni

di Erica Francesca Poli

L'autrice del libro di grande successo "Anatomia della Guarigione" Erica Francesca Poli torna con un nuovo libro: "Le Emozioni che Curano".

Molti dei nostri disagi fisici e psicologici derivano dall'incapacità di relazionarci con le nostre emozioni profonde. Questo libro ti insegna ad affrontarle e ti guida verso un percorso di guarigione attraverso esercizi ed esperienze dirette.

Partendo dalle ricerche più aggiornate nell'ambito della neurofisiologia e delle scienze della psiche, Erica Francesca Poli, psichiatra specializzata in medicina integrata, indaga la potente interazione tra mente e corpo nei processi di guarigione, elaborando una "medicina delle emozioni" in grado di curarci.

Un campo pieno di fascino che ha mutato il paradigma medico e psicoterapico ponendo al centro della comprensione della salute e della malattia una intelligenza corporea integrata a più livelli, tra mente, cuore e corpo.

Così come lutti, traumi violenti, abbandoni, possono distruggere individui e segnare intere famiglie, allo stesso modo - spiega Erica Poli - esistono esperienze emotive di riparazione in grado di catalizzare un processo che possiamo davvero definire di "guarigione", capace di ripristinare l'armonia di psiche e corpo.

"Sentire le emozioni, incontrarle, attraversarle, sperimentarle primariamente nel corpo, dare loro un nome, quindi comprenderle nei molteplici significati che veicolano e utilizzarle come strumenti di consapevolezza di sé, dell'altro, della relazione, della malattia e della salute: questo è il percorso che può condurre dalla prigione dei copioni che si ripetono alla libertà di poter finalmente affrontare quel che si sente e quel che accade."

Con la sua voce calda ed empatica, la dottoressa Poli ti guida alla scoperta di questo nuovo approccio terapeutico, regalandoti anche una serie di esercizi da provare in prima persona per sviluppare  progressivamente il tuo sentire e sperimentare così il potere trasformativo che le emozioni, vissute apertamente e accolte, hanno per ciascuno di noi.

Un libro empatico, illuminante e pratico. Una nuova via al benessere.

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