Davvero credi che la mascherina ti protegga dal Covid? Guarda cosa dice il più alto livello della scienza

Sono in pochi a saperlo, ma esiste una vera e propria gerarchia delle prove scientifiche. Si tratta di una piramide strutturata in più livelli che vanno dalla fonte scientifica più semplice a quella più accreditata. Ciascun livello, a partire da quello più basso, è subordinato al successivo e, naturalmente, ogni livello superiore svolge un ruolo di maggiore importanza rispetto a quello più basso.

Perché è importante conoscere questa struttura? Perché è grazie ad essa che è possibile comprendere a quali teorie si debba fare riferimento parlando dell’efficacia o meno delle mascherine.

Per capire precisamente di che cosa si tratta, Fabio Duranti ha mostrato un grafico in diretta spiegando nello specifico l’utilità di questo sistema. con Francesco Vergovich, ecco il video del suo intervento a ‘Un giorno speciale’.

Davvero credi che la mascherina ti protegga dal Covid? Guarda cosa dice il più alto livello della scienza

“Come funziona la ricerca scientifica? Con una piramide. Nella punta più alta c’è lo studio più importante, l’evidenza scientifica più eclatante, quella indiscutibile che come tale non può essere messa in discussione da uno studio sottostante perché è di minore evidenza scientifica. Il punto più basso sono gli studi osservazionali, gli studi su singoli pazienti. Più si sale di livello più lo studio è importante. Qual è lo studio più importante? La meta-analisi sugli studi randomizzati controllati.

Una parte importante della scienza ritiene che siano questi stessi stracci in faccia fonte del contagio. Invece questi signori vogliono fartela indossare anche quando sei da solo in giro con il cane nel parco. Gli studi randomizzati di meta-analisi dagli anni ’50 fino al 2020 ci dicono che la mascherina non serve a fermare le influenze e i coronavirus e che anzi proprio perché il suo utilizzo deve essere controllato in un certo modo può essere gravemente dannosa.

I sostenitori delle maschere semplicemente non hanno i più alti livelli di prove scientifiche a sostegno delle loro argomentazioni. Possono solo citare la scienza di basso livello, studi osservazionali retrospettivi.

Io mi domando: ma perché noi siamo costretti a un TSO sulla base di studi che vengono smentiti dal più alto livello della conoscenza scientifica? Io lo domando a questi grandi dittatori del 2020: ma perché ci volete fare questo?”

Fonte: https://www.radioradio.it/2020/11/mascherina-covid-gerarchia-scienza-duranti/

LA CIVILTà DELL'ORTO —
La Coltivazione Elementare
di Gian Carlo Cappello

La Civiltà dell'Orto —

La Coltivazione Elementare

di Gian Carlo Cappello

L'idea di una “Civilta? dell’Orto” nasce per la sussistenza alimentare dei/delle partecipanti.

Ogni persona che contribuisce, sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi, può accedere al raccolto condiviso. Il Non-metodo di Coltivazione Elementare sviluppa il principio definito del «non fare».

Cosa non facciamo:

  • nessuna lavorazione del terreno, neppure superficiale e neppure all'inizio della coltivazione;
  • nessun uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti (ne? chimici ne? organici né omeopatici) né E.M.;
  • nessuna rotazione colturale, consociazione varietale, compostaggio, sovescio, progettazione, calendarizzazione;
  • riduciamo al minimo l'apporto di acqua irrigua;
  • nessun intervento contro le cosiddette “malattie” né contro l'erba spontanea poiché considerate parte dei processi naturali di ripristino dell'equilibrio non comprensibili alla mente razionale;
  • non scegliamo dogmaticamente sementi antiche

Cosa facciamo:

  • preserviamo il naturale equilibrio della terra e del contesto di coltivazione;
  • consideriamo la crescita delle coltivazioni come conseguenza dell’equilibrio della biosfera;
  • cerchiamo di rendere le piante coltivate quanto piu? «selvatiche» possibile;
  • promuoviamo il cambiamento e la crescita interiore, affiniamo l'intuito, il sentire, la saggezza innata e l'intrinseca capacità creativa di risoluzione dei problemi;
  • sosteniamo l'autosufficienza alimentare e il superamento dell'economia capitalista.
  • favoriamo l’inserimento di nuovi/e partecipanti che condividano questi principi.

Il CAMBIAMENTO e? POSSIBILE!

Perché leggere questo libro:

  • Per scoprire perché in agricoltura "non fare" è meglio di "fare".
  • Per sentire la voce di un esperto agrotecnico con oltre 30 anni di esperienza nel campo.
  • Perché non si tratta solo di un manuale di agricoltura, ma anche di un'inaspettata riflessione sulla società e sui comportamenti comunemente accettati, talvolta inspiegabili, dell'essere umano.

Dalla quarta di copertina

La Coltivazione Elementare è la realizzazione più avanzata della filosofia del «non fare», concepita ormai mezzo secolo fa dal contadino giapponese Masanobu Fukuoka. Essa rivisita con creatività ed estemporaneità nel contesto di per sé perfetto della Natura l'esperienza di una ruralità tramandata di generazione in generazione.

Se la tecnologia ci rende dipendenti dalla razionalità allontanandoci dalla nostra vera dimensione naturale, la Coltivazione Elementare ci può affrancare dai disastrosi tentativi dell'umanità di controllare la vita.

Nei processi naturali c'è già la ricchezza per ottenere con ottimi raccolti l'autosufficienza alimentare delle comunità. La nostra esistenza si può allineare alla perfezione imperscrutabile che è dentro di noi.

Ciò che ho scritto non è e non vuole essere soltanto un manuale, ma ripercorre i miei cinquant'anni di esperienza sul campo ed è rivolto ai lettori e alle lettrici che già coltivano o coltiveranno e ai borderline desiderosi di liberarsi dal peso della città e della società capitalista.

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