Coronavirus, Lo strano caso della Russia apparentemente immune

Dagli antivirali locali ai dubbi sui test siberiani

Coronavirus, Lo strano caso della Russia apparentemente immune

Milano, 12 mar. (askanews) – Mentre il mondo vive il brivido della caducità da coronavirus, la Russia si gode il gusto della quasi eternità. Quasi eterno il suo presidente che vola verso la riforma costituzionale che lo vedrà riconfermato fino al 2036. Quasi eterno il popolo, unico al mondo a non essere troppo preoccupato dai numeri del Covid 19. E mentre sul web impazza la cartina dei contagi nel mondo, dove la Russia sembra una mosca bianca, in molti iniziano a chiedersi come mai in Russia, nonostante il lungo confine con la Cina (il più lungo al mondo) le cifre siano tanto ridotte,

La Russia ha attualmente 28 casi segnalati di Covid 19. Al momento della stesura di questo articolo, otto persone (incluso un bambino) avrebbero contratto la malattia nelle ultime 24 ore. Le norme più strette anti pandemia tuttavia sono in atto soltanto da una settimana.

Le teorie addotte per spiegare lo “strano caso Russia” sono numerose. Qualcuno è arrivato addirittura a sostenere che gli antivirali prodotti in Russia (non commercializzati in Ue e vietati negli Usa) abbiano un potere salvifico. La pubblicità sostiene che sarebbe il kefir (latte fermentato) l’elisir di lunga vita che salva la popolazione. Qualcun altro ritiene che Mosca abbia in realtà chiuso i suoi confini abbastanza velocemente. In realtà non certo ermeticamente.

Il governo ha dapprima aumentato il controllo sulle persone che arrivavano dalla Cina il 23 gennaio 2020, ma non ha limitato i mezzi di trasporto fino al 31 gennaio. In quel giorno, i funzionari russi hanno sospeso i treni diretti da Mosca a Pechino e chiuso il suo confine terrestre con la Cina per il traffico pedonale e le automobili.

Ma a quel tempo, 9.923 casi di Covid 19 erano già stati registrati in tutto il mondo, sia in Cina che a Taiwan, Singapore, Australia, Regno Unito e anche in Finlandia, che ha uno scambio molto limitato di passeggeri in transito con la Cina e uno grande con la Russia.

La frequenza con cui il virus è latente è comunque a quanto pare molto alta e rende quindi queste spiegazioni poco credibili. I siti di opposizione intanto si sono scagliati contro i test di laboratorio che vengono condotti utilizzando kit di pannelli diagnostici per la reazione a catena della polimerasi (PCR), prodotti da un’azienda con sede a Novosibirsk chiamata Vektor. Il kit raccomandato per l’uso nel primo stadio si chiama Reverta-L, non è specifico per il nuovo coronavirus, perchè non include un controllo positivo e non può garantire che un risultato negativo del test indichi effettivamente l’assenza del virus.

E quindi il numero di casi di coronavirus registrati in Russia sarebbe sottovalutato, anche grazie al fatto che la maggior parte dei pazienti non ha avuto bisogno di assistenza medica. “I test non sono sensibili al 100% e potrebbe accadere che un test non abbia rilevato il virus” dichiara oggi alle Izvestia, Georgy Bazykin, professore associato di Skoltech. E per i biologi di Skolkovo si potrebbe anche supporre un’evoluzione del virus in terra russa, in senso meno aggressivo.

Quanto alla quarantena, la Federazione non mostrato esitazioni nel farla rispettare. Circa un centinaio di cittadini cinesi si aspettano la deportazione in patria da Mosca. Fondamentalmente, sono studenti che hanno violato la quarantena in relazione all’epidemia di coronavirus, riferisce oggi il quotidiano Kommersant citando i dati dal sito web del tribunale della città di Mosca.

Tra loro c’è uno studente dell’Università statale della capitale russa, la leggendaria Mgu: Fu Kangqiao avrebbe dovuto osservare la quarantena domestica per 14 giorni, ma è stato beccato in metropolitana. In tribunale, lo studente ha spiegato che il suo collega ha erroneamente tradotto l’ordine del medico sanitario e non ha capito che non poteva uscire di casa.

La diplomazia russa si è dimostrata invece “molto elegante” nei confronti del nostro Paese: mentre la psicosi internazionale sul rischio contagi in Italia cresceva, Mosca ha posto la quarantena su chi proviene non soltanto dal Bel Paese (o Appennini come ci chiamano loro) ma da numerosi Paesi europei ed extraeuropei come anche la Spagna e la Francia.

Nel tentativo di frenare la diffusione del coronavirus, però si stanno imponendo restrizioni sui collegamenti con l’Italia, la Germania, la Francia e la Spagna. La nuova politica annulla tutti i voli di linea per questi paesi, ad eccezione dei voli dall’aeroporto di Mosca Sheremetyevo a Roma, Berlino, Monaco, Francoforte, Madrid, Barcellona e Parigi.

I voli charter possono volare solo per portare a casa i turisti russi attualmente all’estero. La Russia ha anche sospeso il rilascio di visti turistici a cittadini italiani e ha consigliato alle autorità locali di tutta la Russia di ridurre il numero di eventi di massa. Insomma niente raduni, mentre si prepara la modifica costituzionale ben nota. E quindi i russi al momento saranno pur preoccupati della nuova malattia, ma il loro principale quesito non è “sopravviverò al coronavirus?”, piuttosto:”vivrò più a lungo dell’era Putin?”

Fonte: http:/esteri/2020/03/12/coronavirus-lo-strano-caso-della-russia-apparentemente-immune-pn_20200312_00096

LUNATIKA - VIAGGIO NELL'UNIVERSO FEMMINILE
Anatomia, sessualità, tantra yoga e pratiche di autoguarigione
di Nadeshwari Joythimayananda, Chiara Chiostergi

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di Nadeshwari Joythimayananda, Chiara Chiostergi

Una guida al mondo femminile tra anatomia e spiritualità.

Lunatika perché sono figlia della Luna, connessa alla terra e ai suoi ritmi, curandera, sciamana, guaritrice di me stessa, guerriera e amazzone, sono incarnazione archetipica, detentrice di conoscenze ancestrali eppure moderna, bucolica eppure urbana, una selvaggia metropolitana.

Lunatika perché sono mutevole, ciclica, rotonda, spiralica, irriverente, accogliente, perché mi radico nella mia Yoni e in tutte le porte sacre che mi attraversano, perché sono di acqua e di terra, di Luna e di Sole. Sono la trama e l’ordito, il filo e il ricamo, perché sono una in tutte e tutte vivono in me.

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Un libro dove “puoi” sperimentarti e non “devi”, alla ricerca della tua Luna interiore, un territorio familiare che chiameremo casa.

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