Come i rappresentanti dei farmaci influenzano le prescrizioni dei medici

di Vittorio Fontana

Vittorio Fontana è geriatra, lavora all’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano), e fa parte dell’associazione “No Grazie Pago Io”, costituita da operatori sanitari che non accettano nulla dalle case farmaeutiche e che mantengono una rigorosa autonomia e senso critico. Ospitiamo un intervento del dottor Fontana che mette in luce le influenze dei rappresentanti dei farmaci sule prescrizioni dei medici.

La più recente revisione sistematica sulla relazione tra industria farmaceutica e medici arriva a conclusioni già note. D’altra parte il compito di una revisione sistematica è perlopiù fare il punto della situazione. Le conclusioni sono appunto le seguenti: la relazione tra medici e industria farmaceutica in generale e più in particolare tra medici e rappresentanti del farmaco (da noi noti anche come ‘informatori’ scientifici del farmaco, forse a sottendere la natura ambigua del mestiere) influenza i comportamenti prescrittivi dei medici e probabilmente contribuisce alla prescrizione ‘irrazionale’ (al di là delle evidenze scientifiche) dei farmaci di marca (la marca della ditta che ti ha fatto il regalo).

Partiamo da qui, un dato su tutti, una regola semplice, segui il denaro: nel 2012 l’industria farmaceutica ha speso 89.5 miliardi di dollari nelle interazioni tra medici e suoi rappresentanti. Non servisse a niente, li investirebbe in modo diverso. Alcuni studi avevano già dimostrato che i rappresentanti influenzano i comportamenti prescrittivi. Tuttavia le evidenze in questo campo al momento erano , secondo gli autori, ancora frammentarie e contraddittorie. Ecco perché la revisione sistematica. Revisione fatta con i sacri crismi, cioè utilizzando le raccomandazioni Cochrane per le revisioni sistematiche e la metodologia GRADE per valutare la qualità delle evidenze (vedi tabella allegata). Come dire: adesso vediamo cosa trovate da ridire.

Sono stati scandagliati i principali database elettronici come PubMed, Embase, Cochrane Library e Google Scholar dal Gennaio 1992 (per ciò che viene prima del ’92 vi è una precedente revisione) all’Agosto 2016. È stata anche analizzata la cosiddetta letteratura grigia: da wikipedia, “Informazione prodotta a livello governativo, accademico o industriale (in formato elettronico e cartaceo, non controllata dall’editoria commerciale), cioè da organismi o enti produttori la cui attività principale non sia quella editoriale.”. Sono stati esclusi gli studi qualitativi, ecologici, econometrici, gli editoriali, le lettere all’editore, gli studi riguardanti altre categorie (infermieri e studenti di medicina) gli studi con campioni troppo piccoli, quelli che valutavano le influenze indirette e i fondi per la ricerca. Per il resto sono stati inclusi disegni di studio molto eterogenei dal punto di vista metodologico, compresi studi osservazionali. Ciò è riportato tra i difetti e le possibili limitazioni della revisione stessa. Alla fine, dopo aver preso in considerazione ben 2170 documenti, sono stati considerati eleggibili 79 studi di cui solo 49 inclusi nella sintesi qualitativa. La maggior parte, 27,vengono dagli USA, 1 dal Canada, 3 dalla Germania, 1 dalla Francia, ma segnalerei tra gli altri, in ordine alfabetico, Arabia Saudita, Bangladesh, Egitto, Etiopia India, Iran, Libia e Pakistan. Come si può notare, su 79 studi non c’è neanche uno studio che venga dall’Italia (nograzie, vergogna! sia detto per inciso). Ma veniamo ai risultati.

Interazioni tra medici e rappresentanti

Gli autori hanno trovato che le interazioni con i rappresentanti sono la regola nelle vite dei medici di tutto il mondo. La frequenza delle interazioni e i tipi di regali offerti e accettati dipende dalla struttura pubblica o privata e dalla posizione gerarchica del medico. I giovani specializzandi, per esempio, ricevono il doppio di campioni gratuiti rispetto a quelli più anziani. A loro volta medici curanti e specialisti hanno più interazioni e ricevono più campioni e più materiale promozionale degli specializzandi. Chi lavora nel privato riceve più regali di chi lavora nel pubblico. I regali più comuni sono: campioni di farmaci, materiale promozionale, inviti a cena, inviti ad eventi di Educazione Medica Continua sponsorizzata, riviste scientifiche e pranzi gratis.

Cosa pensano i medici delle interazioni con i rappresentanti

I medici in genere hanno un atteggiamento favorevole verso i rappresentanti e li percepiscono come un’importante fonte di educazione e finanziamento, anche se alcuni studi mettono in evidenza un certo scetticismo riguardo a qualità dell’insegnamento ed educazione. Iscrizioni a conferenze, pranzi a scopo informativo, sponsorizzazioni di journal club dipartimentali, modelli anatomici e campioni di farmaci sono considerati regali appropriati.

La maggior parte dei medici considera le informazioni fornite dai rappresentanti, quelle provenienti dalle conferenze sponsorizzate, nonché l’ECM sponsorizzata, come strumenti importanti per accrescere le proprie conoscenze. La maggior parte degli studi ha trovato che i medici non credono affatto che le interazioni con i rappresentanti impattino sui propri comportamenti prescrittivi. In modo contro-intuitivo, oltretutto, più regali si ricevono più si pensa che non influenzino le abitudini prescrittive. Però ciascuno pensa che i colleghi siano molto più suscettibili alle strategie di marketing. Loro sì, i colleghi, loro sì che sono suscettibili alle lusinghe del marketing, noi invece no. Chi ha maggiore consapevolezza dell’influenza che hanno queste interazioni, in genere cerca di avere meno interazioni con i rappresentanti.

Campioni di farmaci. La maggior parte dei medici che accettano campioni gratuiti di farmaci ha un atteggiamento favorevole nei confronti dei rappresentanti. Peraltro accettare campioni conduce ad una maggior prescrizione di farmaci di marca rispetto ai generici/equivalenti.

Conferenze tenute da rappresentanti dell’industria farmaceutica. Inducono negli astanti la prescrizione di un maggior numero di farmaci della compagnia senza che vi siano maggiori evidenze a supporto della superiorità di tali farmaci.

Onorari e fondi di ricerca. I medici che vengono pagati per parlare a simposi sponsorizzati o per svolgere ricerche sponsorizzate, prescrivono più spesso i farmaci della ditta che li ha sponsorizzati.

Viaggi per congressi. I viaggi sponsorizzati hanno un impatto quantificabile sui partecipanti. Si è osservato un aumento di ben tre volte nella prescrizione di farmaci prodotti dalla ditta che aveva pagato l’intero soggiorno. Messi di fronte alle evidenze, peraltro, i partecipanti hanno continuato a negare qualsiasi impatto nelle loro abitudini prescrittive.

Educazione continua sponsorizzata. Chi partecipa a ECM sponsorizzata ha una maggior attitudine a prescrivere farmaci di marca. Chi rifiuta l’ECM sponsorizzata prescrive più generici e farmaci di costo minore (a parità di evidenze di efficacia).

Discussione

La relazione medico-paziente è una relazione che si basa sulla fiducia. Di conseguenza qualsiasi attività che possa alterare questa relazione fiduciaria non è accettabile. Le interazioni tra medici e industria farmaceutica e suoi rappresentanti possono mettere a rischio questa fiducia. Quella tra medici e industria farmaceutica è una relazione che inizia presto nella carriera del medico. Già da tirocinanti i medici sono esposti al marketing e alle tecniche promozionali dell’industria farmaceutica e questa esposizione precoce influenzerà i futuri comportamenti prescrittivi. Nel senso di favorire comportamenti prescrittivi irrazionali, favorendo la prescrizione di farmaci di marca (non superiori in efficacia) rispetto alla prescrizione dei meno costosi equivalenti. E contribuendo alla fine ad aumentare i costi sanitari.

Ne deriva la necessità di istituire ed implementare politiche stringenti atte a limitare le relazioni tra medici e industria farmaceutica e suoi rappresentanti. Così come servono programmi educativi per aumentare tra i medici la consapevolezza di questo problema. Esistono peraltro evidenze che politiche e programmi educativi orientati in tal senso risultano efficaci. Sono necessari ulteriori studi tanto sulla relazione medici-industria farmaceutica quanto sui benefici di programmi educativi.

Fickweiler F, Fickweiler W, Urbach E. Interactions between physicians and the pharmaceutical industry generally and sales representatives specifically and their association with physicians’ attitudes and prescribing habits: a systematic review. BMJ Open 2017;7:doi: 10.1136/bmjopen-2017-016408

Avvertenza: non si tratta di una traduzione in senso stretto, è una relazione sintetica e a tratti commentata della revisione sistematica di cui sopra.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/come-i-rappresentanti-dei-farmaci-influenzano-le-prescrizioni-dei-medici

IL CIBO DEL RISVEGLIO
Mangiare come rituale sciamanico di comunione con l'invisibile
di Selene Calloni Williams

Il Cibo del Risveglio

Mangiare come rituale sciamanico di comunione con l'invisibile

di Selene Calloni Williams

Attraverso il cibo e il modo in cui mangiamo, possiamo guarire non solo il nostro corpo, ma anche le emozioni, i comportamenti, il rapporto con il denaro, le relazioni e rendere splendente e libero il nostro destino.

Libertà, salute, creatività, ricchezza, fertilità, serenità, pace, amore, rispetto, gioia e conoscenza hanno inizio da ciò che portiamo alla bocca e da come lo facciamo.

In questo libro vengono descritti per la prima volta dei rituali essenziali per la nostra piena realizzazione, affinché ogni boccone di cibo che gustiamo possa intensificare in noi l'esperienza del risveglio e dell'amore! Trenta schede contenenti altrettanti alimenti che, se consumati in un contesto rituale e accompagnati dalla ripetizione di appropriate formule o mantra, sono in grado di aiutare a trasmutare emozioni e comportamenti, persino di curare ferite emotive.

In ogni scheda, per ciascun alimento viene raccontato il mito che l'ha portato in essere e viene descritto un rituale sciamanico alchemico che, se abbinato alla consumazione dell'elemento indicato, è capace di operare importanti cambiamenti positivi.

Il testo "Il Cibo del Risveglio" di Selene Calloni Williams stravolge le teorie psicologiche più comuni sull'alimentazione e ci presenta l'esperienza spirituale diretta del cibarsi.

Recuperare la visione dell'anima è fondamentale per esperire tutto il significato del mangiare.

Fintanto che un'azione non è compresa e onorata nella sua totalità non può essere né utile né liberatoria, ma continuamente imprigiona l'individuo in una ripetitività meccanica che lo rende vittima.

Ed essere vittime del cibo che si mangia è l'assurda nevrosi a cui conduce la civiltà del profitto.

Estratto dal libro:

Il rituale del cibarsi

"Questo libro tratta del rituale del cibarsi. Lo fa da un punto di vista spirituale e simbolico, citando diverse tradizioni spirituali del mondo: dalla tradizione dello yoga sciamanico, a quella dello sciamanismo siberiano e mongolo, a quella dell'induismo, a quella del buddhismo tantrico, alla tradizione mitologica greca, al cristianesimo, sfiorando persino il sufismo.

L'idea è di fare un viaggio attraverso molteplici tradizioni spirituali allo scopo di comprendere l'altro lato dell'alimentazione, quello che non c'entra con il calcolo delle vitamine o delle calorie, ma che è incommensurabile e riguarda l'aspetto invisibile del consumare altre vite.

Ho scoperto che l'attenzione a questo aspetto può rendere la vita estremamente ricca, sostenere l'autorealizzazione e il risveglio, perciò lo tratto in questo libro con molta passione, in modo più istintivo, più emotivo che metodico.

Oltre ai consigli di cucina, aspettatati suggerimenti di meditazione e preghiera. Alla fine del libro troverai 30 schede corrispondenti a 30 alimenti, ciascuno dei quali è connesso a un mito e un rituale. Si tratta di rituali iniziatici provenienti dalla tradizione dello yoga sciamanico e dell'alchimia greco-egizia, la quale è pure assimilabile a una forma di "yoga sciamanico occidentale".

Nell'alchimia e nello yoga sciamanico confluiscono svariate tradizioni dei misteri che hanno radici comuni. Queste schede hanno lo scopo di sensibilizzare la tua percezione sui mondi invisibili, su come ogni cibo sia anche spirito e su come mangiare significhi sempre interagire con l'invisibile.

Se tale interazione è compiuta con piena consapevolezza e presenza mentale i benefici che ne derivano sono enormi.

Se ti eserciterai in alcuni dei rituali presentati nelle schede, in breve tempo la tua consapevolezza riguardo al cibo si affinerà e ciò verrà esteso all'intera relazione con l'alimentazione e a tutti i cibi con cui interagirai.

Ne beneficeranno la tua salute fisica, la tua intuizione, la tua visione sottile, la tua vita emotiva, le tue relazioni e il tuo rapporto con l'abbondanza e la ricchezza. La nostra vita dipende da quello che mangiamo e da come lo mangiamo assai di più di quanto noi possiamo pensare".

Selene Calloni Williams

 


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Il videocorso Mp4 di Selene Calloni Williams
"Mindfulness Immaginale e OMI"
Videocorso della durata di 2 ore e 10 minuti
che potrai scaricare subito dopo aver acquistato il libro.

Essere più consapevoli, lucidi, avere maggiore presenza mentale è un risultato che si può raggiungere attraverso la meditazione. Ma anche sciogliere paure, insicurezze e superare la sensazione di non essere mai abbastanza, che abbiamo accumulato nella nostra infanzia ed adolescenza, ci aiuta ad essere più consapevoli, più concentrati. Paure e insicurezze, infatti, chiudono la nostra visione, i nostri sensi, ci rendono meno vivi, meno presenti, diminuendo la nostra capacità di sentire, di esserci, di vedere e comprendere.

Struttura del videocorso:

1. INTRODUZIONE ALLA MINDFULNESS IMMAGINALE
2. LA MEDITAZIONE SUL RESPIRO: ANAPANASATI I E
3. ANAPANASATI II
4. OMI, One Minute Immersion
5. La MEDITAZIONE SULLO SCHELETRO
6. LA MEDITAZIONE SUL CORPO: "LA CONTEMPLAZIONE OGGETTO CORPOREO NELL'OGGETTO CORPOREO"
7. LA MEDITAZIONE SU UN OGGETTO: "ALOKA KASINA"
8. CONCLUSIONI

Si tratta di un corso di meditazione e mindfulness ad approccio immaginale, nel quale viene spiegata anche la tecnica OMI "One Minute Immersion", creata da Selene Calloni Williams, una tecnica molto adatta al mondo di oggi, che è sempre di corsa e indaffarato. Si tratta di meditare per un minuto in modo molto intenso e di ripetere l'immersione nella meditazione più volte nella giornata. OMI, One Minute Immersion, è la potente tecnica, ideata da Selene, per il contatto diretto con la natura e con l'anima in una manciata di secondi per più volte durante la giornata, con costanza, durante diverse e specifiche attività quotidiane. Nel corso vengono spiegate anche la meditazione sul respiro, sul corpo e sullo scheletro.

 

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