Camminare: un’assicurazione contro 6 problemi di salute

Tutti sapete cos’è un’assicurazione…

Si paga un premio periodico, cioè una somma di danaro ad un assicuratore il quale si impegna, nel caso in cui si verifichi un evento temuto, a ripagarci del danno.

L’assicurazione insomma ci tranquillizza nel caso in cui un evento spiacevole si verifichi, ovviamente sperando che non si verifichi mai.

Camminare è, da questo punto di vista, un’assicurazione molto particolare: se infatti si realizza un problema piccolo o grande di salute magari legato all’invecchiamento, aver svolto e svolgere attività fisica ne attenua gli aspetti negativi.

D’altra parte l’aver camminato regolarmente negli anni assolve anche a una funzione preventiva.

Insomma, sarebbe come se pagando l’assicurazione contro l’incendio dell’auto non solo qualora l’incendio si verificasse non se ne subirebbe completamente il danno, ma addirittura il solo fatto di pagare rendesse meno probabile che la macchina prendesse fuoco.

Quindi camminiamo, tenuto conto che a differenzza delle polizze, in questo caso il premio che si pagacamminare – è pure piacevole.

Vediamo allora 6 problemi di salute contro i quali possiamo assicurarci semplicemente muovendoci con regolarità:

1. Patologie cardiache

Camminare fa bene al cuore, come è spiegato qui.

Decine e decine di studi dimostrano ormai incontrovertibilmente che non solo l’esercizio fisico a partire da una semplice camminata, riduce significativamente il rischio di malattie cardiache, ma anche che chi ha sofferto o soffre di queste patologie trae giovamento dalla attività fisica moderata.

Anzi, in taluni casi, proprio per la natura di questi problemi, camminare è l’attività fisica più adeguata e senza rischi.

2. Ipertensione

La pressione arteriosa è spesso considerata un killer silenzioso.

Senza dare sintomi mette infatti a dura prova le pareti arteriose facendole perdere elasticità e mettendo a rischio di varie patologie.

Ovviamente l’elasticità delle arterie tende a diminuire con l’età, ma è dimostrato che camminare riduce la pressione sotto due punti di vista: per l’attività fisica in sé e perché riduce il peso corporeo, che – è dimostrato – riduce a sua volta la pressione.

Quindi camminare ci consente di assicurarci contro il rischi legati alla perdita di elasticità delle arterie che riguarda tutti ed è connessa all’età.

3. Diabete

Il diabete è una delle malattie a maggiore diffusione nelle società industrializzate.

Per una persona con diabete di tipo I camminare può ridurre i livelli di zucchero e quindi la quantità di insulina necessaria oer far fronte al problema.

Per chi soffre di diabete di tipo II camminare insieme con la perdita di peso può addirittura da sola mettere sotto controllo la patologia.

4. Obesità

Camminare è una dei modi più semplici ed efficaci per sconfiggere l’obesità.

Per ridurre il grasso in eccesso la prima fondamentale cosa da fare è bruciare calorie.

E allora il calcolo è presto fatto: in media si bruciano 50 calorie per 1,5 km oppure, se prendiamo come riferimento la velocità, 250 calorie se si va a 4 km/h.

La buona notizia è che chi perde peso camminando tende a non riguadagnarlo, a differenza di chi perde peso solo attraverso una dieta, per quanto ferrea possa essere.

5. Ansia

Adrenalina ed endorfine sono ormoni fondamentali nella regolazione dell’umore.

La prima assolve alla funzione antica di consentire all’organismo di reagire ad un pericolo.

Dal momento che nel mondo contemporaneo è raro che capiti di essere inseguiti da un giaguaro, l’adrenalina tende ad accumularsi, creando tensione muscolare e ansia.

Camminare fa rilasciare adrenalina e quindi regola il tono dell’umore.

Camminare rilascia anche endorfine, il famoso ormone della felicità

Così la serenità è servita.

6. Osteoporosi e artrite

Camminare può limitare i danni dell’osteoporosi aumentando la densità ossea e riducendo la percentuale di calcio rilasciata, rafforzando quindi le ossa e rendendo meno probabili fratture.

Almeno una ricerca ha dimostrato che donne con osteoporosi che camminano almeno un’ora per 3 giorni la settimana hanno aumentato la densità ossea del 6 per cento in 9 mesi.

Fonte: https://trekking.it/salute-e-benessere/camminare-assicurazione-contro-6-problemi-di-salute.html

DI TROPPA (O POCA) FAMIGLIA
Radici e zavorre: una mappa per raggiungere la libertà
di Ameya Gabriella Canovi

Di Troppa (o Poca) Famiglia

Radici e zavorre: una mappa per raggiungere la libertà

di Ameya Gabriella Canovi

Famiglia” sembra una parola semplice, condivisa.

Tutti noi ne impariamo il significato da piccoli, e tutti ci diremmo in grado di darne una definizione. Ma è davvero così?

In questo secondo libro, la psicologa Ameya Canovi torna per parlarci del concetto di “famiglia” in tutte le sue diverse sfaccettature. Famiglia come il luogo o, a volte, il non luogo in cui, che ci piaccia o no, dove accade tutto. Anche nella sua assenza.

La famiglia che può essere talmente ingombrante da allagare, con il suo presunto affetto, tutti i suoi membri. Le famiglie a trama stretta, che non permettono ai componenti di allontanarsi. O, di contro, quelle a trame larghe e disconnesse, quando troppa poca presenza fa sì che venga a mancare il senso della coesione, e la famiglia diventa assenza, fisica o emotiva, di chi la costituisce.

La famiglia come luogo in cui si custodiscono i segreti, e in cui ogni membro, pur di farne parte, sottoscrive un patto di lealtà silente. E, ancora, famiglie tradizionali e nuove famiglie, le cosiddette famiglie “arcobaleno”, di cui si sa ancora così poco.

Conoscere e ricostruire la propria storia familiare

Per scoprire le proprie eredità emotive e la presenza di traumi transgenerazionali, il modo in cui ci relazioniamo al nostro corpo, che deriva da come siamo stati accompagnati a conoscerlo, così come il nostro rapporto col cibo, il denaro, la religione, le persone.

Senza dimenticare che, qualunque siano la nostra storia e le nostre radici, è sempre possibile fare un bilancio delle ferite e trasformarle in risorse.

Nel volume si alterneranno parti teoriche, testimonianze e “fotografie”, cioè flash e cenni di svelamento della stessa storia familiare dell’autrice. Inoltre, alle parti teoriche verranno alternati casi clinici di storie familiari; ad alcuni capitoli seguiranno domande guida alla riflessione, per invitare i lettori a una breve autoindagine.

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