Bergoglio sta uccidendo la chiesa: così ha creato 3 cardinali vicini ai Lgbt, contravvenendo ai precetti della Bibbia

di Francesco Boezi

Levitico 18:22 “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.” Giuda 1:7 Nello stesso modo Sodoma e Gomorra e le città circonvicine, essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizi contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d’un fuoco eterno.

Un altro concistoro per rafforzare l’idea della “Chiesa in uscita”. Altri tredici cardinali selezionati dal Papa per segnare il futuro della Chiesa cattolica, dunque del cattolicesimo. Jorge Mario Bergoglio pensa pure all’avvenire del soglio di Pietro. Lo ha detto lo stesso pontefice durante una recente intervista. E futuro vuol dire anche Conclave. L’ex arcivescovo di Buenos Aires aveva già creato una maggioranza di cardinali elettori, ma tra poco i porporati “bergogliani” saranno ancora di più. Si tratta di comprendere come si svolgerà il concistoro: la pandemia non aiuta. Possibile che la cerimonia si svolga con qualche adattamento dovuto alle norme previste per questa complessa fase. Ma gli accenti posti in queste ore non riguardano tanto l’organizzazione dell’evento in sé quanto i protagonisti.

porporati che verranno creati corrispondono all’idea di Chiesa che Francesco sta portando avanti sin dall’inizio del regno. Viene “premiato” chi non se lo aspetta. E il criterio muove spesso dalla concretezza della pastorale promossa. La tradizione può aspettare o essere abbandonata, a seconda delle interpretazioni. Di sicuro ai nuovi tredici cardinali – com’è ormai prassi – non è stato anticipato niente. In queste ore, poi, c’è un altro aspetto che viene sottolineato.

Tre di questi porporati, infatti, sono stati etichettati come “vicini alla comunità Lgbt“. La definizione è opera del vaticanista americano Edward Pentin, come ripercorso da La Verità. I conservatori non nascondono il loro pensiero (e le loro rimostranze): Bergoglio starebbe premiando la “sinistra ecclesiastica”. Anche quella vicina alle istanze di quelli che Benedetto XVI chiamava (e chiama) “nuovi diritti”. Le polemiche sollevate per via dell‘apertura sulle “unioni civili” non sono finite nel dimenticatoio. In Vaticano e dintorni esisterebbe una frangia di alti ecclesiastici convinti della necessità di un “ponte” – come direbbe il consulente per la Comunicazione James Martin – tra l’Ecclesia e quella comunità. Una frangia che Bergoglio non starebbe affatto relegando ad un ruolo minoritario, anzi.

Nomi non se ne fanno, ma si può presumere che Wilton Gregory, che è stato da poco incaricato presso l’arcidiocesi di Washington, non sia poi così contrario al nuovo corso. Sarà il primo cardinale afroamericano della storia. E Gregory si è distinto in queste settimane pure per la campale battaglia per le presidenziali americani, dove consacrati progressisti e conservatori non si sono risparmiati. Tra cardinali che segnalavano come Biden, in quanto abortista, non dovesse ricevere la comunione e punte di diamante della “Chiesa in uscita” come Gregory e Martin schierati apertamente contro Trump, il confronto statunitense è stato un banco di prova per la Chiesa americana. Si pensa che anche un futuro cardinale italiano, monsignor Marcello Semeraro, sia un aperturista in materia di diritti Lgbt. Del resto questo è il pontiticato durante cui la Chiesa tedesca sta cercando di modificare dottrina (e quindi Catechismo) sul punto specifico e non solo.

Tornando per un attimo ai fatti americani: il Papa ha già telefonato a Joe Biden. In Vaticano non si crede allora alla ventilazione del presidente uscente, secondo cui la partita, per via dei ricorsi presentati negli Stati chiave, sarebbe aperta. Trump non ha ancora riconosciuto la vittoria del candidato degli asinelli, mentre Bergoglio sì. Anche questo non convince molto il “fronte tradizionale”, che si è “trumpizzato” nel corso di questi ultimi quattro anni, in specie per via delle politiche pro life e pro family promosse dal tycoon. La spaccatura, anche all’interno dell’assise cardinalizia, è evidente. Ma le previsioni non possono che raccontare un futuro sulla scia delle priorità individuate da papa Francesco. Come quei tre cardinali – sostengono sempre i tradizionalisti – dimostrano.

Partita chiusa? Non è un mistero che la speranza dei conservatori sia quella di convincere la cosiddetta palude, ossia una maggioranza silenziosa che non criticherebbe in maniera aperta la linea attuale ma che serberebbe qualche dubbio in disparte, e senza dichiarazioni manifeste di contrarietà. Una fase di polarizzazione, in sintesi, che non interessa solo la politica, ma anche l’Ecclesia.

Articolo di Francesco Boezi

Fonte: https://www.rassegneitalia.info/bergoglio-sta-uccidendo-la-chiesa-cosi-ha-creato-3-cardinali-vicini-alla-comunita-lgbt-infischiandosene-della-bibbia/

LA TRIBù DEGLI ALBERI
Per costruire il futuro del mondo in cui tutti abitiamo
di Stefano Mancuso

La Tribù degli Alberi

Per costruire il futuro del mondo in cui tutti abitiamo

di Stefano Mancuso

Gli alberi hanno una personalità, delle passioni, ciascuno ha il suo carattere.

Cercano sottoterra per guardare il cielo. Si studiano, si somigliano, si aiutano. Gli alberi sono i personaggi di una grande storia, che nessuno meglio di Stefano Mancuso poteva raccontare.

Una voce proviene dal bosco: è quella di un vecchio albero che ha visto succedersi generazioni di suoi simili. Intorno a lui, nei secoli, si è svolta la storia di una comunità, e lui ora - con le radici ben salde nel terreno e la chioma ancora svettante nonostante l'età -ne ripercorre le vicende, le incomprensioni, le feste, i dubbi e le promesse.

Le piante giovani sono influenzabili e testarde, si sa: cercano alleati, si organizzano in tribù.

C'è quella dei Cronaca, seri e coscienziosi, imbattibili nel raccogliere informazioni. Ci sono i Terranegra, i più numerosi, originali e colorati, diversissimi tra loro. I temibili Gurra, alti e imponenti, sono taciturni (anche se al tramonto è facile sentirli cantare). I Guizza sciolgono i nodi delle scelte, pesano le decisioni e forniscono le previsioni del tempo mentre i Dorsoduro, instancabili pensatori, sono addirittura in grado di manipolare la percezione della realtà.

Nella comunità degli alberi nascono amicizie speciali e legami indissolubili, qualcuno deluderà i compagni e qualcun altro li salverà. Una cosa li accomuna però: possono scegliere, e costruire un giorno dopo l'altro - se solo glielo permettiamo - il futuro del mondo in cui tutti abitiamo.

Nessuno meglio di Stefano Mancuso ha saputo raccontare il regno vegetale, ma qui c'è la scoperta di una forma nuova, che coniuga l'immediatezza dell'apologo al rigore scientifico.

Cimentandosi per la prima volta con la narrativa, il celebre botanico ha scritto un romanzo per tutte le età.

Una storia emozionante che trabocca di intelligenza e passione, e che ci dimostra quanto il nostro mondo sia strettamente connesso a quello delle piante.

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