5 Alimenti che le donne dovrebbero mangiare di più

Spesso noi donne a causa della nostra vita frenetica non abbiamo molto tempo da dedicare alla preparazione dei cibi ma vi chiedo un attimo di attenzione.

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Ci sono alcuni cibi che sono fondamentali al corretto funzionamento del nostro organismo, vediamo insieme di cosa stiamo parlando.

broccoli

1. Broccoli: i broccoli sono degli alimenti in grado di prevenire la formazione di cellule cancerogene. La loro assunzione aiuta a ridurre il rischio di tumore al seno e cancro alla cervice.

Anche nel caso in cui la malattia forse già in corso, i broccoli sono in grado di rallentare la propagazione.

I broccoli sono inoltre un’importante fonte di folati, necessari per la produzione di nuove cellule e per la sintesi dell’omocisteina oltre che per numerosi processi legati al DNA.

Anche in caso di gravidanza i broccoli sono utili poiché supportano il corretto sviluppo del sistema immunitario del nascituro.

I broccoli stimolano inoltre la diuresi, riducendo il gonfiore intestinale. Contengono inoltre la Vitamina A, la Vitamina C, il potassio e il magnesio, in grado di favorire l’assorbimento del ferro.

cipolla_usi

2. Cipolle: le cipolle hanno proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, contribuiscono a migliorare la circolazione del sangue e sono indicate in caso di artrite e osteoporosi soprattutto durante la menopausa.

Anche le cipolle sono considerate tra gli alimenti anti-cancro. Il loro consumo infatti è stato correlato ad una diminuzione del 25% del rischio di contrarre il cancro al seno e una riduzione del 70% di sviluppare un tumore alle ovaie.

spinaci

3. Verdure a foglia verde: le verdure a foglia verde aiutano a contrastare lo sviluppo di malattie cardiache. Inoltre il loro contenuto di vitamina E si rivela benefico per le donne in menopausa, al fine di contrastare sintomi fastidiosi come le vampate di calore.

Sono importanti anche poiché contengono magnesio utile per le emicranie.

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4. Legumi:  i legumi si sono rivelati utili per la prevenzione del cancro al seno, dell’ipertensione e del diabete di tipo 2. Le fibre contenute nei legumi regolano la digestione e abbassano i livelli di colesterolo nel sangue.

Il magnesio e il potassio contenuti nei legumi sono fondamentali nella prevenzione dell’apparato cardiovascolare di elevata gravità come infarti e ictus.

semi di lino

5. Semi di lino: i semi di lino sono considerati la maggiore fonte di omega3. I semi di lino andrebbero consumati crudi e tritati, cosi da facilitare la digestione.

L’assunzione regolare di omega3 è legata ad un miglioramento dei processi digestivi e di smaltimento dei grassi in eccesso, ad un accrescimento dei livelli di colesterolo HDL (considerato “buono”) ed alla prevenzione di disturbi cardiovascolari. Gli omega3 contribuirebbero inoltre a regolare la pressione sanguigna in casso di ipertensione.

Fonte: https://www.checucino.it/5-alimenti-che-le-donne-dovrebbero-mangiare-di-piu/

LA CIVILTà DELL'ORTO —
La Coltivazione Elementare
di Gian Carlo Cappello

La Civiltà dell'Orto —

La Coltivazione Elementare

di Gian Carlo Cappello

L'idea di una “Civilta? dell’Orto” nasce per la sussistenza alimentare dei/delle partecipanti.

Ogni persona che contribuisce, sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi, può accedere al raccolto condiviso. Il Non-metodo di Coltivazione Elementare sviluppa il principio definito del «non fare».

Cosa non facciamo:

  • nessuna lavorazione del terreno, neppure superficiale e neppure all'inizio della coltivazione;
  • nessun uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti (ne? chimici ne? organici né omeopatici) né E.M.;
  • nessuna rotazione colturale, consociazione varietale, compostaggio, sovescio, progettazione, calendarizzazione;
  • riduciamo al minimo l'apporto di acqua irrigua;
  • nessun intervento contro le cosiddette “malattie” né contro l'erba spontanea poiché considerate parte dei processi naturali di ripristino dell'equilibrio non comprensibili alla mente razionale;
  • non scegliamo dogmaticamente sementi antiche

Cosa facciamo:

  • preserviamo il naturale equilibrio della terra e del contesto di coltivazione;
  • consideriamo la crescita delle coltivazioni come conseguenza dell’equilibrio della biosfera;
  • cerchiamo di rendere le piante coltivate quanto piu? «selvatiche» possibile;
  • promuoviamo il cambiamento e la crescita interiore, affiniamo l'intuito, il sentire, la saggezza innata e l'intrinseca capacità creativa di risoluzione dei problemi;
  • sosteniamo l'autosufficienza alimentare e il superamento dell'economia capitalista.
  • favoriamo l’inserimento di nuovi/e partecipanti che condividano questi principi.

Il CAMBIAMENTO e? POSSIBILE!

Perché leggere questo libro:

  • Per scoprire perché in agricoltura "non fare" è meglio di "fare".
  • Per sentire la voce di un esperto agrotecnico con oltre 30 anni di esperienza nel campo.
  • Perché non si tratta solo di un manuale di agricoltura, ma anche di un'inaspettata riflessione sulla società e sui comportamenti comunemente accettati, talvolta inspiegabili, dell'essere umano.

Dalla quarta di copertina

La Coltivazione Elementare è la realizzazione più avanzata della filosofia del «non fare», concepita ormai mezzo secolo fa dal contadino giapponese Masanobu Fukuoka. Essa rivisita con creatività ed estemporaneità nel contesto di per sé perfetto della Natura l'esperienza di una ruralità tramandata di generazione in generazione.

Se la tecnologia ci rende dipendenti dalla razionalità allontanandoci dalla nostra vera dimensione naturale, la Coltivazione Elementare ci può affrancare dai disastrosi tentativi dell'umanità di controllare la vita.

Nei processi naturali c'è già la ricchezza per ottenere con ottimi raccolti l'autosufficienza alimentare delle comunità. La nostra esistenza si può allineare alla perfezione imperscrutabile che è dentro di noi.

Ciò che ho scritto non è e non vuole essere soltanto un manuale, ma ripercorre i miei cinquant'anni di esperienza sul campo ed è rivolto ai lettori e alle lettrici che già coltivano o coltiveranno e ai borderline desiderosi di liberarsi dal peso della città e della società capitalista.

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