2 milioni di euro da big del tabacco alla Casaleggio, Sansonetti: “scoppia cinquestellopoli”.

Abbiamo trovato pagamenti per 2 milioni di euro alla Casaleggio da parte della Philip Morris. Nello stesso periodo il Parlamento con l’aiuto del Movimento 5 Stelle e soprattutto da quando sono andati al governo ha abbassato le tasse sull’acquisto delle sigarette elettroniche. Abbassando le tasse, e di tanto, ha fatto un favore enorme alla Philip Morris (che produce le IQOS ndr). Parliamo di centinaia di milioni, forse anche miliardi. Da una parte i 5 Stelle si impegnavano per abbassare le tasse in Parlamento, dall’altra la Casaleggio, forse in forma di consulenza, incassava mese per mese decine di migliaia di euro fino a 2 milioni“.

Così Piero Sansonetti, direttore de Il Riformista, in un suo video editoriale di ieri in cui annunciava l’inchiesta uscita oggi sul sui giornale. Ecco il video.

Abbiamo scoperto che la Casaleggio Associati ha ricevuto dalla Philip Morris moltissimi soldi. Sapete che la Casaleggio è la ‘casa madre’ dei 5 stelle, il luogo dove sono nati, il tempio del grillismo, e anche la cassa. Sembra che questa questione del conflitto di interessi, che è sempre stata al centro delle battaglie dei grillini, è invece un bel problema dentro casa loro“. Ha detto sempre Sansonetti.

E oggi sul giornale vengono dedicate ampie pagine a quella che il direttore ha ribattezzato “cinquestellopoli”. “I 5 stelle dovranno smetterla di agitare le loro campagne sulla trasparenza e l’onestà. Reato o non reato, sappiamo che loro sono la longa manus della Philip Morris in Parlamento”.

“L’ho sempre detto che il M5S era tutto fumo. Ora sembrerebbe che questo fumo fosse ben pagato dalle lobby del tabacco. Complimenti a Sansonetti per lo scoop (sfuggito alle solite trasmissioni d’inchiesta prezzolate). Aspetto i commenti dei parlamentari grillini su questo schifo”. Così su Facebook il Presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, commentando la notizia.

Casaleggio replica: “Teorie fantasiose su legami con Philip Morris”

“Leggo un ennesimo attacco a Casaleggio Associati con teorie fantasiose e ho già dato mandato ai miei legali di procedere con una querela nei confronti di chi ha diffamato me e la società”. Lo dice all’Adnkronos Davide Casaleggio, commentando un articolo apparso oggi su ‘Il Riformista’, dove si parla di pagamenti per circa 2 milioni di euro da Philip Morris alla Casaleggio Associati.

Casaleggio, gioco, navi e tabacco: le lobby anti-M5s ingaggiano la società del fondatore.

Tuttavia la questione delle consulenze pagate da operatori di settori non proprio compatibili con la presunta etica pentastellata non è nuova. Fu addirittura Il Fatto Quotidiano, in un articolo di un anno fa (di cui riportiamo il titolo in apertura di questo paragrafo) a svolgere un’inchiesta in merito.

L’articolo del Fatto racconta dei rapporti di lavoro tra la Casaleggio s.r.l. e appunto la Philip Morris, ma anche Lottomatica e Moby. Si fanno notare coincidenze molto simili a quelle che riporta Sansonetti stamattina, come il calo delle tasse sulle sigarette elettroniche eppure la Casaleggio non ha minacciato querele al giornale di Travaglio in quel caso. Anzi, ha risposto alle domande del Fatto, in maniera cortese, ma un pò evasiva.

Fumosa potremmo concludere.

Fonte: https://www.lavocedelpatriota.it/scoop-iformista-2-milioni-di-euro-da-big-del-tabacco-alla-casaleggio-sansonetti-cinquestellopoli/

LA CIVILTà DELL'ORTO —
La Coltivazione Elementare
di Gian Carlo Cappello

La Civiltà dell'Orto —

La Coltivazione Elementare

di Gian Carlo Cappello

L'idea di una “Civilta? dell’Orto” nasce per la sussistenza alimentare dei/delle partecipanti.

Ogni persona che contribuisce, sia con il lavoro sul campo sia con beni e/o servizi, può accedere al raccolto condiviso. Il Non-metodo di Coltivazione Elementare sviluppa il principio definito del «non fare».

Cosa non facciamo:

  • nessuna lavorazione del terreno, neppure superficiale e neppure all'inizio della coltivazione;
  • nessun uso di fertilizzanti, antiparassitari, ammendanti e diserbanti (ne? chimici ne? organici né omeopatici) né E.M.;
  • nessuna rotazione colturale, consociazione varietale, compostaggio, sovescio, progettazione, calendarizzazione;
  • riduciamo al minimo l'apporto di acqua irrigua;
  • nessun intervento contro le cosiddette “malattie” né contro l'erba spontanea poiché considerate parte dei processi naturali di ripristino dell'equilibrio non comprensibili alla mente razionale;
  • non scegliamo dogmaticamente sementi antiche

Cosa facciamo:

  • preserviamo il naturale equilibrio della terra e del contesto di coltivazione;
  • consideriamo la crescita delle coltivazioni come conseguenza dell’equilibrio della biosfera;
  • cerchiamo di rendere le piante coltivate quanto piu? «selvatiche» possibile;
  • promuoviamo il cambiamento e la crescita interiore, affiniamo l'intuito, il sentire, la saggezza innata e l'intrinseca capacità creativa di risoluzione dei problemi;
  • sosteniamo l'autosufficienza alimentare e il superamento dell'economia capitalista.
  • favoriamo l’inserimento di nuovi/e partecipanti che condividano questi principi.

Il CAMBIAMENTO e? POSSIBILE!

Perché leggere questo libro:

  • Per scoprire perché in agricoltura "non fare" è meglio di "fare".
  • Per sentire la voce di un esperto agrotecnico con oltre 30 anni di esperienza nel campo.
  • Perché non si tratta solo di un manuale di agricoltura, ma anche di un'inaspettata riflessione sulla società e sui comportamenti comunemente accettati, talvolta inspiegabili, dell'essere umano.

Dalla quarta di copertina

La Coltivazione Elementare è la realizzazione più avanzata della filosofia del «non fare», concepita ormai mezzo secolo fa dal contadino giapponese Masanobu Fukuoka. Essa rivisita con creatività ed estemporaneità nel contesto di per sé perfetto della Natura l'esperienza di una ruralità tramandata di generazione in generazione.

Se la tecnologia ci rende dipendenti dalla razionalità allontanandoci dalla nostra vera dimensione naturale, la Coltivazione Elementare ci può affrancare dai disastrosi tentativi dell'umanità di controllare la vita.

Nei processi naturali c'è già la ricchezza per ottenere con ottimi raccolti l'autosufficienza alimentare delle comunità. La nostra esistenza si può allineare alla perfezione imperscrutabile che è dentro di noi.

Ciò che ho scritto non è e non vuole essere soltanto un manuale, ma ripercorre i miei cinquant'anni di esperienza sul campo ed è rivolto ai lettori e alle lettrici che già coltivano o coltiveranno e ai borderline desiderosi di liberarsi dal peso della città e della società capitalista.

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